La Controriforma cattolica nel XXImo secolo
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LIBER ACCUSATIONIS

LIBER ACCUSATIONIS IN PAULUM SEXTUM

Liber accusationis I, 1973. Al nostro Santo Padre Papa Paolo VI per grazia di Dio e legge della Chiesa, giudice supremo di tutti i fideli di Cristo denuncia per eresia, scisma e scandalo, a carico del nostro fratello nella fede, Papa Paolo VI. Mai nel passato è sorto un tale conflitto. La Chiesa non può vivere in una simile contraddizione. La nostra accusa Vi impone, Santo Padre, di prendere in esame tutta la questione e di pronunciarVi. Il prezzo di ciò sono la pace della Chiesa e la sua fedeltà a Gesù Cristo.

 

 

LIBER ACCUSATIONIS SECUNDUS

Liber accusationis II, 1983 « Allo stesso modo e per le stesse gravi ragioni che, dieci anni or sono, mi avevano indotto a presentare un Libro de Accusa contro Paolo VI per eresia, scisma e scandalo, e a portarglielo io stesso, accompagnato da numerose e degne persone, il 10 aprile 1973 – libro di cui oggi non ritratto nulla e che ritengo mio dovere consegnarvi ufficialmente ad eterna testimonianza della fede del popolo di Dio levata contro le eresie, gli scismi e gli scandali di quel funesto pontificato – per ragioni ancora più gravi e in circostanze anche peggiori, sono spinto a formulare contro la Vostra Persona, nonostante la mia indegnità e il mio nulla, le stesse accuse fino ad allora inaudite nella Chiesa romana. »

 

Libro d’accusa per eresia nei confronti dell’AutorE
del sedicente Catechismo della Chiesa cattolica

Liber accusationis III, 1993Il 13 maggio 1993, Mons. Damiano Marzotto Caotorta, ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha firmato l’attestato di ricezione del Libro d’accusa in due copia, una per il Santo Padre Giovanni Paolo II e l’altra per il cardinale Ratzinger. Questo libro è il sillabo degli errori che persistono nella Chiesa dal Concilio. L’abbé de Nantes gli ha anche trasmesso la richiesta da presentare al cardinale Ratzinger : « Questo libello di accusa richiede canonicamente l’apertura di un processo di eresia, nel più breve tempo possibile, sotto pena di violazione dei propri doveri. »