La Controriforma cattolica nel XXImo secolo
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LIBER ACCUSATIONIS IN PAULUM SEXTUM

1. La vostra propria eresia

QUESTA Vostra eresia l’ho esposta e spiegata a partire dal 22 febbraio 1965 e nei mesi seguenti1 e, in seguito, a più riprese2. E’ una nuova teoria della religione intesa come « MOVIMENTO D’ANIMAZIONE SPIRITUALE DELLA DEMOCRAZIA UNIVERSALE », in sigla : MASDU. E’ un’utopia politico-religiosa. Si dice3 che essa vi venga dai vostri ascendenti, ma anche dai pensatori che avete ammirato e frequentato assiduamente per mezzo secolo. Avreste potuto, salendo al Supremo Pontificato, rinnegarli. Avete voluto, invece, per quanto vi è stato possibile, imporli a tutta la Chiesa, coprendoli col Vostro Magistero autentico, indebitamente proposto come Ordinario. Era una cosa relativamente facile, perché il mondo di oggi è pieno di simili chimere, contro le quali solo la Chiesa, solo i Sommi Pontefici lottavano ancora. E’ il Messianismo rivoluzionario di Lamennais, è la Democrazia cristiana di Sangnier, teorie tradotte in sistema da Jacques Maritain. vostro amico : L’UMANESIMO INTEGRALE4.

Si può scomporre questo sistema in tre parti e in un importante corollario :

1° – L’UMANlTA’ al posto della CHIESA e della sua Cristianità, è la società della salvezza universale.

2° – La Carta dei DIRITTI DELL’UOMO ne è il Nuovo VANGELO, con la sua trilogia di Libertà, Uguaglianza, Fratellanza.

3° – La Costruzione della DEMOCRAZIA MONDIALE è la forma terrestre del Regno di Dio. Essa si realizzerà con l’avvento della Giustizia e della Pace, nella verità e nell’Amore.

Corollario – La RELIGIONE, che comprende tutte le confessioni, sarà l’ispiratrice e l’animatrice spirituale dell’umanità rinnovata.

1° – AL POSTO DELLA CHIESA, L’UMANlTA’

La vostra visione del mondo, Santo Padre, abolisce la differenza e l’opposizione inconciliabile che ribadivano con autorità i vostri Predecessori, come Leone XIII nella Humanum Genus : « Il genere Umano è diviso in due campi nemici, che combattono tra di loro, uno per la verità e la virtù, l’altro per il loro contrario. Uno è la vera Chiesa di Gesù Cristo…, l’altro è il regno di Satana »5. Sin dalla Vostra Ecclesiam Suam, Voi rifiutaste il ghetto cattolico, come si esprime il P. Congar, e il dominio della Chiesa sulla società temporale diventata così « Cristianità ». Voi non volete riconoscere che un Mondo profano, definito come corpo sociale universale, legittimamente autonomo, esterno alla Chiesa, del tutto umano, né cristiano né satanico. In questa Enciclica omettete intenzionalmente, nella citazione che fate di S. Paolo ai Corinti, questi due passaggi : « Quale accordo tra Cristo e Belial ?… Quale rapporto trail tempio di Dio e gli idoli ? »6. Ignorate deliberatamente le forze avverse con le quali non potreste decentemente predicare la riconciliazione. Ritenete il problema risolto, Satana definitivamente riconciliato, escluso o inesistente.

Gli uomini sono tutti fratelli.

Le discordie, le guerre, le rivalità non sono per Voi che malintesi, mali che esistono « ancora » fra gli uomini di buona volontà, ma sono in via di riassorbimento. Il mondo si unifica, gli uomini stanno per scoprire la loro comune origine, ispirazione e destino. Il male e il bene si trovano in tutti ugualmente, ma tutti desiderano nello stesso modo la totale rigenerazione dell’umanità.

« L’uomo deve incontrare l’uomo, le nazioni devono incontrarsi come fratelli, come sorelle, come figli di Dio. In questa ‘ mutua comprensione e amicizia, in questa comunione sacra (Sic), noi dobbiamo operare insieme per il comune avvenire dell’umanità… Una simile unione non può essere edificata sul terrore universale, o sulla paura della reciproca distruzione ; essa deve essere edificata sull’amore comune, che si estende al mondo intero, e che afonda le sue radici in Dio che è amore » avete detto a Bombay il 2 dicembre 19647.

E’ il primo articolo del Vostro nuovo Credo umanistico. Tutti gli uomini sono fratelli perchè hanno Dio per Padre : « L’uomo si vota all’uomo perché lo riconosce come fratello, come figlio dello stesso Padre »8. E ancora : « Ecco dunque quale è il Nostro messaggio per l’anno 1971. Fa eco, nuova voce nata dalla coscienza civilizzata ( ?) alla Dichiarazione dei Diritti deU’Uuomo : tutti gli uomini nascono liberi e uguali per dignità e diritto ; sono dotati di ragione e di coscienza e devono

comportarsi come fratelli gli uni verso gli altri. A questa vetta è arrivata la dottrina della civilizzazione. Non ritorniamo indietro. Non perdiamo i tesori di questa assiomatica conquista. Diamo piuttosto un’applicazione logica e coraggiosa a questa formula, traguardo del progresso umano. Ogni uomo è mio fratello. La pace, nel suo essere e nel suo divenire, è questo. E ciò vale per tutti »9. E’ la traduzione in termini umanistici delle meraviglie della grazia, dell’adozione filiale e della Comunione dei Santi. Voi spogliate di tutti i suoi beni la Chiesa di Cristo per ornare l’umanità « civilizzata » di oggi.

Gli uomini, in fondo, sono buoni.

Molto di più : tutti gli uomini sono buoni, tutti desiderano la pace, la giustizia, il progresso. « Esperto in umanesimo »10, Voi ve ne rendete garante : ormai tutto è possibile agli uomini, poiché sono buoni.

« Sì, la pace è possibile, perché gli uomini, in fondo sono buoni, sono orientati verso la ragione, verso l’ordine e il bene comune ; essa è possibile perché è nel cuore degli uomini nuovi, dei giovani, di coloro che comprendono la marcia della civiltà… »11 « Oggi la fratellanza si impone ; l’amicizia è U principio di ogni moderna società umana… Bisogna che la democrazia, a cui oggi si appella la convivenza umana, si apra ad una concezione universale, che trascenda i limiti e gli ostacoli ad un’effettiva fratellanza »12.

E’ uno dei cardini del Vostro pensiero : l’uomo è buono, gli uomini desiderano la pace, la forma democratica della società moderna permette loro di imporre ai grandi e ai potenti questa volontà pacifica. E questo vi fa qualche volta… sragionare :

« Voi, il popolo, avete il diritto di essere ascoltati… Ma oii avete il sacro e legittimo diritto di volere che i capi conducano la cosa pubblica in modo che non abbiate a soffrire… Ebbene, noi siamo in democrazia… Questo vuol dire che il popolo comanda, che il potere proviene dal numero, dal popolo, çosi com’è. Se siamo coscienti di tale progresso sociale che si diffonde ovunque, dobbiamo dare alla democrazia questa voce, questa parola d’ordine : il popolo non vuole la guerra. Le masse debbono imporre il principio che non debbono esserci più guerre nel mondo »13.

Così, tutte le virtù soprannaturali che la società cristiana attinge dai meriti di Cristo, la grazia dei sacramenti e l’obbedienza ai Comandamenti di Dio, Voi li attribuite naturalmente agli uomini, globalmente alle masse ; da ciò risulta questa DEMOCRAZIA UNIVERSALE dalla quale Vi attendete un balzo in avanti dell’umanità. Come se il demonio non vi regnasse più ! Né il peccato originale !. Né ci fossero più disordini e crimini ! Come se la bontà fosse nella natura e nel cuore di tutti gli uomini di oggi !

L’ONU, vostra unica speranza.

Allora, al posto della Santa Chiesa di Dio, Voi proclamate l’ONU come la grande, la suprema speranza dell’umanità. Vi vedete una riproduzione temporale di quello che è la Chiesa sul piano spirituale. Esaltate come un altro mistero e un altro miracolo ciò che i vostri Predecessori denunciavano come una caricatura, opposta e inconciliabile, malefica dell’Unità fondata su Cristo e mantenuta integra dallo Spirito Santo. E ponete la Vostra fiducia, la Vostra speranza, la Vostra devozione in questa Torre di Babele massonica, più che nella Chiesa. Era il 4 ottobre 1969 a Manhattan.

« I popoli considerano le Nazioni Unite come il Palladio della Concordia e della pace ; Noi osiamo, col Nostro, portare qua il loro tributo di onore e di speranza »14.

« Voi esistete ed operate per unire le Nazioni, per collegare gli Stati ; diciamo questa seconda formula : per mettere insieme gli uni con gli altri. Siete una Associazione. Siete un ponte fra i Popoli… Staremmo per dire che la vostra caratteristica riflette in qualche modo nel campo temporale ciò che la nostra Chiesa cattolica vuol essere nel campo spirituale : unica e universale. Non v’è nulla di superiore sul piano naturale nella costruzione ideologica dell’umanità…

« Qui si instaura un sistema di solidarietà, per cui finalità civili altissime ottengono l’appoggio concorde e ordinato di tutta la famiglia dei Popoli per il bene comune e per il bene dei singoli.

« Questo aspetto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite è il più bello : è il suo volto umano più autentico. E’ l’ideale dell’umanità pellegrina nel tempo ; è la speranza migliore del mondo ; è il riflesso, osiamo dire, del disegno trascendente e amoroso di Dio circa il progresso del consorzio umano sulla terra ; un riflesso, dove scorgiamo il messaggio evangelico da celeste farsi terrestre »15.

Così, nel Vostro sogno, l’ONU, questa rumorosa Torre di Babele, inefficace per il bene, efficace per il male, si sostituisce alla Chiesa, la supera e la soverchia dappertutto. Realizza sulla terra il disegno di Dio, compie le profezie. Essa, l’ultima speranza dell’umanità ! Che disprezzo per la Chiesa ! E per il Cristo al di fuori del quale è stata costruita questa organizzazione Mondiale — ONU, UNESCO, FAO — aggressivamente anticristiana ! Il Vostro « culto dell’uomo » Vi perde. Voi togliete a Dio tutte le sue opere, Voi cortigiano dei suoi nemici, per ornarne abusivamente le grottesche, le pericolose, le corruttrici creazioni di Satana !

« Noi non dobbiamo dimostrare — scriveva S. Pio X nella sua Lettera sul Sillon — che l’avvento della democrazia universale non interessi l’azione della Chiesa nel mondo… La riforma della civiltà è un’opera religiosa, di primaria importanza, perché non esiste vera civiltà senza civiltà morale e vera civiltà morale senza vera religione : è una verità dimostrata, è un fatto storico »16.

E’ un’eresia pretendere che l’umanità sia buona, generosa, fraterna, pacifica, al di fuori di Cristo. E’ empietà dire che l’ONU sia l’immagine politica della Chiesa, il riflesso terrestre del Vangelo celeste, l’espressione reale e universale del disegno di Dio. E’ una menzogna che offende Cristo e quindi è una affermazione assurda. Se vi è una realizzazione temporale del Vangelo, questa è la civiltà cristiana dei popoli cattolici, tutta fondata sul Cristo, espressione sociale della Chiesa, opera della grazia e della fede. Mai sarà la massonica ONU.

2° – LA CARTA DEI DIRITTI DELL’UOMO AL POSTO DEL VANGELO.

La Chiesa e la Cristianità, da duemila anni, vivono sostenute dalla grazia di Dio, delle virtù teologali di cui le virtù morali non sono che gli effetti. Secondo il nostro Vangelo non vi è carità cristiana senza amore di Dio, non c’è amore di Dio senza la grazia di Cristo che solo la Chiesa dà. Su cosa sarà fondata questa Umanità rigenerata che chiamate a un così glorioso avvenire ?

Ecco, Voi seguite Maritain in quello che il suo « Umanesimo Integrale » ha di più perverso. Questa Democrazia Universale, questa Città mondiale dissacrata sarà fondata sulla « Coscienza » e retta dalla Legge della civiltà moderna, la « Carta dei Diritti dell’uomo ». Con Maritain, accordando la vostra fede al Vostro « Nuovo umanesimo », pensate che i Diritti dell’Uomo non sono altro che la trasposizione in chiave moderna e profana… del Messaggio evangelico ! Confondete la coscienza morale con la forza morale che solo la grazia divina dona, e la solidarietà umana con la carità cristiana… Ecco dunque Cristo e la Chiesa defraudati ancora una volta a vantaggio dell’incredulità. Ed è il Papa che parla così ?

La coscienza, sorgente di vita e di perfezione morale.

« Questo edificio che state costruendo, signori, si regge non già solo su basi materiali terrene : sarebbe un edificio costruito sulla sabbia ; ma esso si regge, innanzi tutto, sopra le nostre coscienze… Mai come oggi, in un’epoca di tanto progresso umano, si è reso necessario l’appello alla coscienza morale dell’uomo »17.

Di questa « coscienza civile del mondo »18 fate una luce e una forza capaci di guidare e di sollevare l’umanità costantemente al di sopra delle sue passioni, dei suoi interessi, dei suoi disordini…

In una delle vostre Allocuzionidel mercoledì, quella del 2 agosto 197219, esponete questa teoria della coscienza considerata come forza morale sovrana cui si innesta il « sentimento religioso », in termini sorprendenti :

« E’ nell’espressione della coscienza morale che l’uomo si affranca dalle tentazioni prodotte nel suo proprio essere vulnerato dalla disfunzione ereditata dal suo complesso organismo a causa d’un guasto atavico, il peccato originale ; egli riacquista, se non altro, il concetto e il desiderio della propria perfezione. E’ da questa coscienza morale che sono superati gli interessi corruttori della sua dignità, sono vinti i timori che rendono l’animo vile ed inetto, sono nutriti i sentimenti che generano il galantuomo, l’onesto, anzi il forte.

« I grandi tipi del dramma umano, gli innocenti, gli eroi, i santi attingono da questa coscienza la loro energia. Pensate ad Antigone. E pensate a tante altre mirabili figure che grandeggiano nella storia e nella cronaca quotidiana, perché alimentate da una coscienza morale impavida, specialmente quando un sentimento religioso le dia il vigore che solo esso può dare ; citiamo a caso, un San Tommaso Moro, un San Agostino, le due Sante Teresa e in genere i Santi autobiografici, una Edith Stein, e per la letteratura, un passo famoso nell’Adelchi, del Manzoni » (Non sapevo che Edith Stein fosse stata canonizzata ! Quanto a Manzoni, cosa viene a fare qui, fra i santi ?).

E il seguito del testo rafforza l’impressione di naturalismo che si riceve da questo passo con la penosa certezza di un soggettivismo secondo cui la religione non aggiunge alla forza della coscienza che l’aiuto accessorio del « sentimento », della potenza del « cuore ». Dove è la grazia di Cristo Redentore, senza la quale nulla possiamo ? Dove, i sacramenti ? Dove, la preghiera ?

Il Nuovo Vangelo dei Diritti dell’Uomo

« Cosa esprime dunque questa coscienza con tale energia ? I Diritti dell’Uomo ! La coscienza dell’umanità diviene sempre più forte. Gli uomini ritrovano questa parte inalienabile di sé stessi che li tiene uniti : l’umano nell’uomo »20.

« La Carta dei Diritti dell’Uomo : chiedere per tutti, senza distinzione di razza, di età, di sesso, di religione, il rispetto della dignità umana e le condizioni necessarie al suo esercizio, non è tradurre alta e chiara l’aspirazione unanime dei cuori e la testimonianza universale delle coscienze ? »21.

Tutto un DECALOGO UMANISTA sorge dalla coscienza universale, decalogo strettamente umano, sociale, « personalista » se si vuole, di cui il solo Dio è l’uomo. Questa è, infatti, la morale che si adatta a questo culto dell’uomo al quale vi siete allineato. Grandi parole vi inebriano : verità, giustizia, dignità, solidarietà, eguaglianza, fratellanza, ecc. Contate su tutto ciò che abbonda nella coscienza di tutti per mutare i rapporti umani, per vincere in modo laico la carne, il mondo e il demonio ?

Così nel vostro Breve alle Nazioni Unite del 4 ottobre 1965 : « Altro sistema atto a provvedere al bene pubblico che interessi l’intero genere umano, non può sussistere diverso dal vostro, fondato sul rispetto del diritto, della giusta libertà, della dignità della persona, con.la rimozione della funesta follia della guerra e del dannoso furore della prepotenza »22.

Scusatemi, Santo Padre, io non vi vedo che del vento, un insieme di parole da cui non uscirà mai il più piccolo atto di virtù, la minima rinuncia, un sacrificio, un balenio di perdono, il perdono di qualche oltraggio, niente !

Rileggetevi, dunque : « l’uomo non è veramente uomo che nella misura in cui, maestro delle sue azioni e giudice del loro valore, è egli Stesso artefice del suo progresso in conformità con la natura che gli ha dato il suo Creatore e di cui egli assume liberamente le possibilità e le esigenze ».

Ëd ora leggete S. Pio X : « Secondo lui, l’uomo non sarà veramente uomo, degno di questo nome, che dal giorno in cui avrà acquistato una coscienza chiara, forte, indipendente, autonoma, potendo divenire maestro, non obbedendo che ad essa e capace di assumere e di portare senza prevaricazione le più gravi responsabilità. Ecco le grandi parole con le quali si esalta il sentimento dell’orgoglio umano »23.

Morale pagana

Ma Voi siete impegnato a fondo in questo naturalismo. Vi credete !

Infatti, a Bombay, il 2 dicembre 1964, avete sottolineato l’attesa dell’umanità : « L’umanità subisce profondi cambiamenti e cerca i principi direttivi e le forze nuove che la condurrano nel mondo futuro ». Che le avete offerto allora ? Il Cristo ? La Legge del Vangelo ? La grazia dei sacramenti ? Assolutamente niente. Ma questo, che è una presa ingiro : « Noi dobbiamo avvicinarci gli uni agli altri, non solamente attraverso la stampa e la radio, le navi e gli aerei a reazione, ma dobbiamo avvic narci con i nostri cuori, con la mutua comprensione, la stima e l’amore » 24. Sempre l’umano ! La religione non ha alcuna parte in questo slancio. Il culto dell’uomo deve generare l’amore dell’uomo da cui vi aspettate ogni bene. Voi siete framassone… di religione cristiana.

Ma è il framassone che parla, mai il cristiano. Lo si era presentito, una volta, il primo settembre 1963. Vi è sfuggito. Avete detto : « Siamo nel periodo successivo alla rivoluzione francese con tuttii disastri e le idee disordinate e caotiche e nello stesso tempo frementi e ancora fiduciose… Si notava il fermento di qualche cosa di nuovo ; c’erano delle idee vive ( ! ), delle coincidenze fra i grandi principi della rivoluzione che null’altro aveva fatto se non appropriarsi di alcuni concetti cristiani : fratellanza, libertà, uguaglianza, progresso, desiderio di sollevare le classi umili. Adunque, tutto questo era cristiano, ma ora aveva assunto un’insegna anticristiana, laica, irreligiosa ; tendente a snaturare quel tratto del patrimonio evangelico inteso a valorizzare la vita umana in un senso più alto e più nobile »25. Quel giorno un fremito di stupore, di spavento, aveva percorso la Chiesa. Ne eravate al corrente e avete taciuto. Ma è là la base del Vostro pensiero. I principi dell’1789 sono il Vostro vero Vangelo.

3° – LA COSTRUZIONE DELLA DEMOCRAZIA UNIVERSALE AL POSTO DEL REGNO DI DIO.

Occorrerà spiegarVi che i cristiani praticano le virtù morali sotto l’influsso della grazia e nella luce delle virtù teologali, perché vogliono « morire con Cristo per risuscitare con Lui » ?26 e che non ci sono progressi per l’ordine temporale, come hanno insegnato tutti i vostri Predecessori, che nella misura in cui i cristiani « cercano dapprima il Regno di Dio e la sua giustizia », cioè la via della grazia e della santità che debbono introdurli nella Beatitudine della Gloria del Cielo ?

No ! Ancora una volta defraudate il Regno di Cristo di tutti i suoi attributi luminosi, la Pace, la Serenità, la Dolcezza, la Gioia, la Gloria, la Felicità per tutti gli eletti. E con essi adornate la Vostra chimera del Mondo Nuovo, come un Paradiso terrestre ritrovato con la inventiva e con la sola forza degli uomini !.

E voi muterete la faccia della terra

« Qualche cosa di grande e di nuovo si prepara e si compie che può cambiare la faccia della terra »27. Non vorrei essere sarcastico, ma vi è un messianismo troppo personale in Voi, che Vi spinge a credere che dovunque passiate il miracolo della Salvezza suprema e definitiva risponda all’appello del Vostro fervente umanesimo. Così, andando all’ONU, avete creduto che il Vostro discorso aprisse la nuova era della pace universale. Alterate la parola di Cristo e annunciate una Buona Novella, qui e ora, e come opera puramente umana alla quale solamente presiede, dall’alto, impotente ma favorevole, un Dio Sconosciuto.

AscoltateVi profetizzare : « Cittadini del Mondo, che vi sveliate all’alba di questo nuovo anno 1970, pensate un momento : dove conduce il cammino dell’umanità ? Uno sguardo d’insieme è oggi possibile, uno sguardo profetico. L’umanità è in cammino, essa tende ad un dominio più grande del mondo… E a che serve tale conquista ? A vivere meglio, a vivere più intensamente. L’umanità, limitata nel tempo, cerca una pienezza di vita e l’ottiene… Essa tende verso l’unità, verso la giustizia, verso un equilibrio e una perfezione che chiamiamo Pace…

« La Pace è il fine logico del mondo presente ; è il destino del progresso ; è l’ordine finale verso il quale puntano i grandi sforzi della civiltà… Noi annunciamo la Pace come il frutto principale della vita cosciente dell’uomo, che vuole vedere la prospettiva del suo itinerario prossimo e futuro. Ancora una volta, Noi annunciamo la Pace, perché essa è nello stesso tempo, sotto vari aspetti, principio e fine dello sviluppo della società »28.

Siete il tipo del falso profeta. Mentite agli uomini e tradite il vostro Dio. La vostra credulità è senza confini se credete a una sola parola di quello che dite. Ma, allora, la vostra incredulità è orribile, perché la parola di Dio smentisce tutte le vostre affermazioni ad una ad una. Non c’è pace, non vi è serenità per gli empi costruttori della Torre di Babele. E’ il Cristo che dà la pace e non allo stesso modo di come la dà il mondo.

E ancora, imparate da S. Pio X, dalla sua Lettera sul Sillon : « No, venerabili fratelli — bisogna ricordarlo energicamente in questi tempi di anarchia sociale e intellettuale, dove ognuno si atteggia a dottore e legislatore — non si edificherà la città in modo diverso da come Dio l’ha edificata ; non si edificherà la società, se la Chiesa non vi ha stabilito le basi e non ne dirige i lavori ; no, la civiltà non si inventa e la nuova città non si edifica tra le nuvole. Essa è stata, essa è ; è la civiltà cristiana, è la città cattolica. Non si tratta che di instaurarla e di restaurarla senza posa sulle sue fondamenta naturali e divine contro gli attacchi sempre ricorrenti della malsana utopia, della rivolta e dell’empietà : omnia instaurare in Christo »29.

Dalla pace alla giustizia

Dapprima avete annunciato la PACE come un frutto maturo della civiltà e dell’ONU. La vostra prospettiva era limitata. Non andava più lontano dell’annuncio di una tregua di tutti i conflitti locali che vi apparivano come postumi dell’ultima Guerra Mondiale. Il vostro ideale era il negoziato sostituito alla forza delle armi, il consolidamento della pace e quindi, nella collaborazione di tutti i popoli, la prosperità mai vista di un mondo felice. Era un ideale piccolo borghese conservatore.

Ma già un’altra idea cominciava ad interferire con quella della pace : l’idea della GIUSTIZIA. « Noi tutti, diceste ai Padri conciliari la sera del 4 ottobre 1965, persuasi che la pace deve avere per fondamento la giustizia, diverremo gli avvocati della giustizia. Perché il mondo ha grande bisogno di giustizia ed è di giustizia che il Cristo vuole che siamo affamati ed assetati »30.

In realtà, il Cristo benedice coloro che hanno fame e sete di tutta un’altra giustizia, la giustizia dell’uomo verso il suo Dio, la santità, di cui la giustizia sociale non è che la conseguenza. Ed anche questa volta Voi sfigurate il Vangelo per farne il messaggio del vostro nuovo, rivoluzionario messianesimo.

Promuovere la Giustizia

Il vostro pensiero, infatti, perseguendo lo scopo di promuovere la giustizia, da conservatore diventa sovversivo. Invece di avere per fine la pace e per ideale la grande prosperità che ne deriverebbe, adesso allontanate la prospettiva della pace e ne subordinate l’avvento all’instaurazione della giustizia. E’ la dialettica della Vostra Enciclica POPULORUM PROGRESSIO del 26 marzo 196731.

La Vostra analisi (marxista !) della situazione internazionale dà luogo ad una minacciosa previsione : o i popoli ricchi spartiranno le loro risorse con i popoli diseredati, oppure questi faranno loro la guerra. Bisogna scegliere tra la « giustizia » che è, a Vostro giudizio, l’Uguaglianza, o la guerra !

Si può dire che da allora Voi non avete cessato di eccitare i risentimenti di tutti i popoli del Terzo Mondo proponendo loro « lo sviluppo » come l’obiettivo primo ed essenziale di tutti i loro sforzi e, come mezzo per raggiungerlo, la pressione sui popoli ricchi perché dividano i loro beni.., che essi rendano loro ciò che hanno loro tolto. Lo Sviluppo, nuovo nome della Pace32, questo slogan nel quale riassumete la Vostra dottrina sociale è il punto maggiore di ogni programma criptocomunista attuale. Riassume una fase essenziale della rivoluzione mondiale. Sottintende che la condizione dei popoli poveri è inumana, intollerabile e che si concluderà con la guerra se una soluzione rapida — ma chimerica — non sarà trovata e realizzata dai popoli ricchi.

Rivoluzione non-violenta

Soprattutto a Bogotà, a Manila, in Australia, Voi avete messo i poveri contro i ricchi, i popoli indigenti contro i popoli occidentali, secondo la dialettica della lotta di classe estesa a tutto il pianeta. E là, deludendo gli uni e tranquillizzando gli altri avete raccomandato la soluzione evangelica (del Vostro Vangelo) : l’Amore, e avete ripudiato la violenza. Così, il 21 agosto, prima di partire per Bogotà :

« Che in altri tempi, la Chiesa, i Papi stessi, in altre diversissime circostanze, abbiano fatto ricorso alla forza delle armi e del potere temporale, anche per cause buone e con ottime intenzioni, Noi non vogliamo ora giudicare ; per Noi non è più tempo di usare la spada e la forza, fossero pur queste sorrette da scopi di giustizia e di progresso ; e confidiamo che tutti i buoni cattolici e tutta la sana opinione pubblica moderna siano dello stesso parere. Noi siamo invece convinti, e lo diremo laggiù, che è maturo il tempo dell’amore cristiano fra gli uomini ; questo deve operare, questo deve mutare la faccia della terra, questo deve portare nel mondo la giustizia, il progresso, la fratellanza e la pace »33.

Ma poiché un simile regno dell’amore è fra tutte le utopie la più irrealizzabile, in un mondo senza Dio, la vostra predicazione è una giustificazione a priori della violenza. Sarà sufficiente provare che nulla si ottiene con « l’amore », con la nonviolenza, perché l’odio e la rivoluzione prendano il sopravvento con la Vostra benedizione. Avete fatto l’essenziale presentando la condizione delle masse e di molti popoli come inumana, violenta, insopportabile. Sarà facile per tutti riconoscersi nello stato in cui avete autorizzato « l’insurrezione rivoluzionaria » : « il caso della tirannìa evidente e prolungata che recherebbe gravi danni ai diritti fondamentali della persona e nuocerebbe al bene comune del paese… »34. La Vostra analisi marxista della situazione apre loro in anticipo la via della violenza, quando quella dell’« amore » avrà fallito.

L’ideale si allontana, la guerra si avvicina

La pace svolge adesso sul Vostro pensiero la stessa funzione della Beatitudine in un’anima cristiana e della società senza classi nel pensiero marxista. Ciò è lontano e praticamente irraggiungibile. Sicura, invece, e vicina, è la lotta. Per il cristiano, quella della rinuncia a sé stesso, della carità, e infine della santa morte che lo condurrà in Cielo dove è il Cristo. Per il marxista, è la rivoluzione.. Per Voi, Santo Padre, è la « lotta per l’uomo » che assomiglia all’eroismo della virtù cristiana nei Vostri discorsi ma che raggiunge in modo sorprendente il terrorismo rivoluzionario nei fatti.

Il Vostro programma ? « Ridurre le ineguaglianze, combattere le discriminazioni, liberare l’uomo dai suoi servaggi, renderlo capace di essere egli stesso il responsabile artefice del suo miglioramento materiale, del suo progresso morale e del suo sviluppo spirituale »35. E’, idealmente, un programma di filantropia mondiale da realizzare attraverso « l’amore ». E’ ciò che chiamate spesso, con una parola che dovrebbe essere riservata al mistero della nostra Redenzione, « la Salvezza ». Ma concretamente è un programma di socialismo integrale da realizzare con la forza. Siete divenuto il più efficace propagandista-agitatore della rivoluzione comunista nel mondo. San Pio X direbbe di Voi, come diceva del Sillon : « Esso scorta il socialismo, l’occhio fisso su una chimera »36. E questo sarebbe il « disegno di Dio » ? In realtà è l’opposto. E’ lo sforzo più coerente che sia mai stato fatto per distogliere gli uomini dal Cielo e per renderli schiavi del Signore del Mondo, annunciato dall’Apocalisse37. La vostra Enciclica POPULORUM PROGRESSIO, a parte gli idilliaci inviti all’amore, potrebbe essere il Mein Kampf dell’Anticristo. Tanto più che, in questa edificazione di un mondo esclusivamente umano, è riservato un posto alle religioni, è riconosciuto un ruòlo alle Chiese, tutte maledettamente confuse.

COROLLARIO
LA RELIGIONE, ANIMAZIONE SPIRITUALE DELLA CITTA’ IDEALE

La religione, sì, la religione, Santo Padre, quale posto ha in questa costruzione ? L’umanesimo lo proclama di continuo : l’uomo è sufficiente a sé stesso. La Torre di Babele non ha nulla della Cattedrale ; essa è un prodigio di energia, di solidarietà, di fratellanza umane, solo umane.

Un esplicito richiamo a Dio, alla trascendenza, un riferimento alla Rivelazione celeste, a una Redenzione soprannaturale, il riconoscimento di un culto, di un dogma, di una Chiesa particolare, tutto ciò è escluso o tutt’al più tollerato come attività culturale. Ed è proprio per questa esclusione di Dio, di Cristo, della Chiesa, che i vostri Predecessori avevano lanciato l’anatema su questa folle impresa dell’orgoglio umano.

Voi, audacia nuova da parte di un Papa, l’accettate, Voi ve ne fate il propugnatore : « L’isolamento non è più permesso : è giunta l’ora della più vasta solidarietà degli uomini fra loro, per l’instaurazione di una comunità mondiale unita e affratellata »38. E siete d’accordo che questa comunità nulla abbia di religioso, né accetti alcuna discriminazione religiosa : « L’opera della pace non è limitata ad una fede religiosa ; è l’opera ed il dovere di ogni uomo indipendentemente dalle sue convinzioni religiose. Gli uomini sono fratelli, Dio è il loro Padre e il loro Padre vuole che essi vivano in pace gli uni \con gli altri »39. Ah, bene ! E’ Dio che non vuole essere causa di dispute fra gli uomini ! E’ Dio che vuole la tolleranza, l’indifferenza, il liberalismo più assoluto della società rispetto ad ogni religione ! E’ Dio che vuole il discredito di Dio !

« Si tratta di realizzare un mondo in cui ogni uomo, senza eccezione di razza, di religione (sottolineo) di nazionalità, possa vivere una vita pienamente umana… »40.

« Ogni discriminazione è ingiustificata, inammissibile, sia etnica, culturale, religiosa (sottolineo), politica… ». E più oltre : « A causa della razza, dell’origine, del colore, della cultura, del sesso o della religione (sottolineo ancora) »41. E’ il Papa che, per conquistare il suo uditorio, mischia la religione al colore, al sesso, alla cultura, a tutto. La religione non provoca più differenze di queste altre cose. La religione non ha dunque nulla da dire, nulla da fare ?

L’animazione spirituale

Stabilito che questa società mondiale non riconosce alcuna religione, essa non serve alcun dio. Voi sperate, tuttavia, che la religione possa farsi accettare come serva di questo Mondo che pretende ignorarla, poiché si sente capace di arrecargli un aiuto non trascurabile.

« La Chiesa non può disinteressarsi dell’animazione ideologica, morale e spirituale della vita pubblica… Lavorate con fiducia, si, con fiducia verso gli Ordinamenti, che formano la norma e la storia della nostra società e che sono oggi quelli democratici »42. Con queste parole il Vostro pensiero diviene evidente, almeno a colui che conosce il pensiero di Sangnier : la Democrazia sarà cristiana o non sarà ! E quello di Maritain : L’Umanesimo Integrale non può trovare i suoi fondamenti ideologici che in una traduzione profana del Vangelo…

Così, la religione che un tempo era la Regina, e tutte le altre realtà umane ne erano le ancelle, adesso non si vede più riconosciuta né necessità né statuto particolare nella Nuova Democrazia. Ebbene, essa diverrà ancella e, nell’anonimato del mondo profano, troverà un buon lavoro da compiere per l’uomo, per l’umanità. « Noi ci sentiamo responsabili. Verso tutti siamo debitori. La Chiesa in questo mondo non è fine a sé stessa ; essa è al servizio di tutti gli uomini ; essa deve rendere Cristo presente a tutti, individui e popoli »43. Quale « presenza di Cristo » ? Presenza del servo. «  Servire l’uomo ! Si tratta, beninteso, di ogni uomo, quale che sia la sua condizione, la sua miseria, le sue esigenze. La Chiesa, per così dire, si è proclamata ancella dell’umanità »44.

In questo servizio dell’umanità da parte della Chiesa — discreto, anonimo, secolarizzato — in un primo tempo non avete previsto che un ruolo conservatore : « Mentre altre correnti di pensiero o di azione, propongono, per costruire la città degli uomini, principi differenti come la potenza, la ricchezza, la scienza, la lotta, l’interesse eccetera, la Chiesa, soltanto Lei proclama l’amore. »45

Un testo fondamentale quello della Vostra Omelia per la festa del Corpus Domini a Roma, all’Eur, il 17 giugno 1965 ; spiega chiaramente quale beneficio i cristiani possono apportare con discrezione alla società profana, laica e laicista. Permettetemi di ricordarvelo, anche se lungo : « Voi sapete come questo fondamentale problema della socialità umana primeggi fra tutti nel nostro tempo, e domini tutti gli altri con le ideologie, le politiche, le culture, le organizzazioni con cui gli uomini del nostro tempo lavorano, faticano, o sognano e soffrono per creare la città terrestre, la città nuova e ideale ; e sappiamo tutti come in questo molteplice sforzo gli uomini, impegnati nella immane costruzione, spesso riescano, sì, a fare progressi notevoli e degni d’ammirazione e di sostegno, ma trovino in sé stessi ad ogni passo ostacoli e contrarietà che diventano divisioni, lotte e guerre, proprio perché mancano di un unico e trascendente principio unificatore dell’umana compagine, e mancano di sufficiente energia morale per dare ad essa la coesione altrettanto libera e cosciente, quanto solida e felice, quale a veri uomini sì conviene. La città terrestre manca di quel supplemento di fede e di amore che in sé e da sé non può trovare ; e che la città religiosa in essa esistente, la Chiesa, può, senza in nulla offendere l’autonomia della città terrestre, anzi la sua giusta laicità, può, pur per tacita osmosi di esempio e di virtù spirituale in non scarsa misura conferirle…

« Voi, cittadini di questo moderno quartiere, avete qui un illustre tipo di città nuova e ideale : non lasciatele mancare l’animazione interiore che la può rendere veramente unanime, buona e felice ; quella che le deriva dalla sorgente della fede cattolica, vissuta nella celebrazione comunitaria della liturgia eucaristica »46.

Subito ho trovato in queste parole una esplicita professione del Vostro adulterio spirituale, del Vostro tradimento del compito che Cristo Vi ha affidato, ma, almeno apparentemente, sono stato il solo. Questo discorso è così abile ! Rovesciamolo, diverrebbe eccellente : l’Eucarestia unifica, fortifica, santifica la Chiesa ; la Chiesa irradia sulla comunità civile la carità, la pace, la legge di Gesù Cristo e respinge sempre più lontano le tenebre e il potere di Satana… Questa è la Cristianità. Ma non è così ! Al contrario protagonista è la città degli uomini, del Regno di Satana, e dei prodigi che l’orgoglio umano vi ha realizzato. E’ questa Città nuova, ideale e laica che Voi volete fortificare con la linfa cristiana invece di maledirla come una costruzione che sfida il Signore. E l’unione di questo fervore eucaristico con il culto umanistico, unione dove risiede ogni empietà, si manifesta esattamente nel punto in cui invocate quel « supplemento di fede e di amore » di cui la Torre di Babele ha bisogno. E’ semplice : la fede in Gesù Cristo e l’amore di Dio, dei fedeli che gettate nell’avventura, si muteranno — per « osmosi » — in fede nell’uomo e in amore del Mondo ! ! !

La Chiesa si serve dei beni divini che dal Signore e per il Signore le sono stati donati ; Voi volete adesso che essa se ne serva per commettere adulterio, per assicurare il successo del progetto dell’uomo che si fa Dio ! » La religione del Dio che si è fatto uomo » è posta da Voi al servizio della « religione (poiché ve ne è una) dell’uomo che si fa Dio ». Ma questa è un’opera dell’Anticristo !

Svalutazione della religione

Sarebbe necessaria una seria « messa a punto », un reale « mutamento » per rendere la religone cattolica adatta a questo nuovo « servizio ». Ma Voi non avete disperato di riuscirvi e, in apparenza, non avete avuto torto poiché Vi si è lasciato fare e siete stato docilmente seguito. « Dobbiamo assicurare alla vita della Chiesa un nuovo modo di sentire, di volere, di comportarsi »47, dicevate a Betlemme il 6 gennaio 1964. Nessuno poteva indovinare dove sarebbe giunto un così totale mutamento che Voi allora intendevate imporre a tutti in nome di Cristo.

Il 12 agosto 1960 lo avete ripetuto con più audacia : «  La religione deve essere rinnovata. Questa è la persuasione di tutti coloro che oggi ancora (sic) si occupano di religione, siano essi fuori della sua espressione concreta, una fede, un’osservanza, una comunità, o siano invece all’interno di una professione o di una discussione religiosa. Tutto sta a vedere che cosa si intenda per rinnovamento »48. Un tale discorso fa pensare che abbiate perduto la fede cattolica, cristiana, insomma religiosa. « La religione » vi appare come un fenomeno umano dotato di un certo potere d’emozione, di sentimento, di energia morale da utilizzare nel miglior modo possibile per il successo della società umana. Senza dubbio siete tra « coloro che oggi si occupano ancora di religione », ma che non sanno più esattamente perché ed in che senso.

Ed ecco che tutte le religioni sono chiamate a fraternizzare nell’azione temporale che deve essere per loro una nuova e comune ragion d’essere. I conflitti dogmatici sono posti in disparte. « Le lotte di religione sono finite per sempre »49, il fanatismo è morto, il proselitismo estinto. Non è più il caso di attirare le anime e di interessarle alle « cose supreme »50, ma di porle al servizio dell’umanità. Ecco gli dei, forzatamente riconciliati dai loro preti, impegnati insieme per il successo del mondo moderno. E’ l’Ecumenismo !

Questo confondere tutte le religioni come molteplici e convergenti espressioni degli stessi « valori spirituali e morali » offerti agli « uomini di buona volontà » per assicurare la « salvezza » totale di « ogni uomo e di tutti gli uomini » sulla terra, Voi l’avete sbandierata, insegnata, predicata durante tutto il Vostro viaggio in Oriente. Ne ho fatto il florilegio nel numero 41 de « La Contre-Réforme Catholique ».

Voi fate del Buddismo stesso una religione ! Non era questo lo scopo principale del Vostro viaggio : suscitare « frutti di intesa più stretta fra le comunità di ogni origine e di ogni confessione religiosa in questa parte del mondo ; speriamo altresì che (il nostro viaggio) favorisca un’azione solidale per il progresso, per la giustizia e per la pace »51 ? « Senza alcuna distinzione di casta, di FEDE, di colore o di linguaggio », diceste a Ceylon52. E, poiché l’Amore, secondo Voi elimina ogni differenza, avete lanciato in quell’occasione quest’appello a tutte le forze spirituali, senza alcuna eccezione, nemmeno quella della Cina comunista verso la quale non sentivate che Amore52.

Su questa coesistenza e questa collaborazione fra le religioni, non Vi ricorderò che uno solo dei Vostri discorsi, quello del 9 agosto 1970 e non Vi domanderò, in proposito, che una sola cosa, come Giudice della fede : colui che parla così è ancora cattolico, non ha rinnegato Cristo e abbandonato la Chiesa ? Ecco il testo ; in esso parlate del conflitto nel Medio Oriente e delle Vostre speranze di pace :

« Noi abbiamo una nostra speranza, che può sembrare utopistica, perché nessun elemento concreto la sostiene, anzi può essere essa stessa un nodo di discordia, ma che invece noi pensiamo fondata su un reale e realizzabile argomento.

« II conflitto impegna tre espressioni etnico-religiose, le quali riconoscono un unico vero Dio : il popolo ebraico, il popolo islamico e, con loro e diffuso in tutto il mondo, il popolo cristiano, cioè il monoteismo, l’identico monoteismo, nelle sue tre voci più autentiche, più antiche, più storiche, più convinte. Non sarebbe mai possibile, che dal nome del medesimo Iddio, invece di irriducibili opposizioni, scaturisse un sentimento di mutuo rispetto, di possibile intesa, di pacifica convivenza ? Il riferimento al medesimo Dio, al medesimo Padre SENZA PREGIUDIZIO DELLA DISCUSSIONE TEOLOGICA, non potrebbe un giorno servire alla scoperta, così difficile e così indispensabile che siamo tutti fratelli ? »53.

Ecco la risposta : « Spaventose e insieme avvilenti sono l’audacia e la leggerezza di spirito di uomini che si dichiarano cattolici, che sognano di riformare la società in simili condizioni e di stabilire sulla terra, al di fuori della Chiesa cattolica, « il regno della giustizia e dell’amore », con operai giunti da ogni parte, di ogni religione e senza religione, con o senza fede, purché dimentichino ciò che li divide : le loro convinzioni religiose e filosofiche, e purché mettano in comune ciò che li unisce : un generoso idealismo e forze morali prese « dove è possibile ». E’ spaventoso… Il risultato di questa promiscuità nel lavoro, il beneficiario di questa cosmopolitica azione sociale non può essere che una democrazia che non sarà né cattolica, né protestante, né israelitica : una religione più universale della Chiesa cattolica, comprendente tutti gli uomini divenuti infine fratelli e compagni nel « regno di Dio » — « Non si lavora per la Chiesa, si lavora per l’umanità » —… E’ l’apostasia organizzata54.

La risposta è di San Pio X. Chi prevale nelle nostre anime, la sua Parola o la Vostra ? Chi è apostata, noi che lo seguiamo o Voi ?

La religione, forza d’utopia e di contestazione

Infine, per arrivare all’assurdo, giocando con le passioni delle masse, attribuite ai cristiani nel mondo un ruolo diverso da quello di dieci anni fa. Allora, non sentendo il fermento rivoluzionario e prendendo Satana come pacifico costruttore di una Democrazia borghese, li assicuravate che la Chiesa avrebbe contribuito a edificare questo Falansterio con matrice ONU. Ora mettete in rilievo il carattere anarchico, contestatario, rivoluzionario delle comunità cristiane di base, come si dice, perché Satana manifesta le sue intenzioni di distruggere tutto ? Perché seguirlo passo passo ?

E’ il vostro appello alle Guardie Rosse della Rivoluzione Culturale e la Vostra Lettera al Cardinale Roy : « La Chiesa invita tutti i cristiani a un doppio compito di animazione e di innovazione per evolvere le strutture e adattarle alle esigenze attuali »55. E fra tutti gli atteggiamenti politici che considerate, l’UTOPIA Vi sembra la più conforme al dinamismo creatore dello Spirito :

« Se non rifiuta aperture, l’Utopia può anche avere l’appoggio cristiano. Lo Spirito del Signore, che anima l’uomo rinnovato in Cristo scuote gli orizzonti in cui la sua intelligenza ama trovare la sua sicurezza e i limiti in cui la sua azione si circoscriverebbe ; è preso da una forza che lo spinge a superare ogni sistema e ogni ideologia, ecc. »56. E’ chiaro, lo « Spirito » che impegnava i democratico-cristiani dell’EUR di Roma a partecipare alla democrazia del benessere e del progresso sette anni fa, agita oggi i suoi figli e li spinge a distruggere questa abominevole « società dei consumi occidentale »… Allora seguite il movimento.

E’ il cedimento dell’adultera che potrà finalmente darsi a tutti.

La morte di tutte le religioni

Questo interesse esclusivo e chimerico che portate alla Costruzione del Mondo, questo primato della politica, più indefinita, irresponsabile, sradicata, causa da dieci anni nella Chiesa intera che non lasciate respirare, che intossicate e che trascinate per forza con Voi una spaventosa e raccapricciante distruzione. I dogmi diventano tutti, nei loro elementi caratterizzanti, ostacoli alla comprensione universale, intralci alla fratellanza. I sacramenti, dapprima considerati sorgente di forza e di energia spirituale per l’impegno temporale, hanno cessato ben presto di essere utili, dato che gli altri uomini ci equivalgono nella costruzione del mondo, anche senza ricorrervi. I Comandamenti di Dio sono inflessibili nella misura in cui si adattano ai progetti degli architetti del mondo da costruire, ma vengono respinti nel momento in cui diventano freni insopportabili.

Infine, tutta l’Istituzione della Chiesa crolla. Distinta dalle altre per il suo modo di vivere, di pensare, di educare è battuta in breccia dalle vostre consegne ai cristiani di integrarsi nel mondo, nella comunità secolare, come lievito nella pasta, non accanto. E poi un giorno, pretendere di essere lievito sarà considerato peccato di orgoglio e atto farisaico. Quel giorno il cristiano rinnegherà il suo modo d’essere e, senza saperlo, raggiungerà l’apostasia di cui Voi gli avete tracciato la strada. L’Umanesimo integrale ha definitivamente soffocato il suo nemico, la Religione, per cambiarsi in umanesimo ateo.

Ho fatto un raffronto, nella Controriforma cattolica dell’agosto 1971 N° 47, fra alcuni Vostri discorsi e la Lettera sul Sillon. Da una parte, la Religione cattolica, dall’altra la Vostra Utopia politica. Ogni lettore potrà condividere la mia breve conclusione :

« Pio X è stato canonizzato prima per la purezza della sua dottrina e la forza d’animo nel difendere la Fede cattolica. Egli resta il Gran Dottore della Fede nel XX secolo… DUNQUE… Paolo VI sarà un giorno anatematizzato soprattutto per la sua utopia del MASDU, già condannata. Egli è il Gran Corruttore della Chiesa nel XX secolo » :

Quale è il giudizio del Vostro magistero infallibile ?


(1) Lettere 197, 199, 200, 202, 204, 206, 208, 219, 231, 235-236-238, 240 242.

(2) CRC 1 p. 4, 3, 6, 20 p. 4, 24 p. 11, 28 p. 3, 35, 42 p. 8, 52 p. 4, 47, 57, 59, 60.

(3) Lettere 148 p. 2, 180 p. 2, 200 p. 2 ; cf. CRC 50 p. 4.

(4) Lettere 172, 197, 200, 238, 245 p. 7 ; CRC 9 p. 11, 17, p. 9, 24 p. 15, 26 p. 9-11, 42 p. 5, 59-61.

(5) Enciclica del 20 aprile 1884 ; cf. Lettere 189 p. 4.

(6) II Cor. 6, 14-16 ; DC 64, 1078 ; Lettere 199 p. 1, 218 p. 8.

(7) DC 65, 6 ; CRC 47 p. 11.

(8) Discorso alla FAO, 16 novembre 1970, 1056 ; CRC 40 p. 5.

(9) Messaggio per la Giornata della Pace, 14 novembre 1970 ; DC70,1103 ; CRC 40 p. 4.

(10) Discorso all’ONU, 4 ottobre 1967 ; Discours p. 323 ; Lettere 215-218.

(11) Messaggio per la prima Giornata della Pace ; DC 68, 100 ; CRC 4 p. 2, 47 p. 12.

(12) Messaggio di Natale 1964 ; DC 65, 131 ; Lettere 200 p. 3 ; CRC 47 p. 8.

(13) Discorso del 1° gennaio 1970 ; DC 70, p. 6-8 ; CRC 41 p. 10. 44

(14) Discorso all’ONU ; Discours p. 323 ; Lettere 215 p. 5 ; cf. 200 p. 7.

(15) ibid. ; Discorsi p. 325-330 ; Lettere 215, 236 ; cf. 189 p. 6, 202 p. 7.

(16) Lettera sul Sillon ; CRC 47 ; n. 31 e n. 36 ; p. 8, p. 10.

(17) Discorso all’ONU, Discorsi p. 333 ; Lettera 215 p. 5.

(18) Discorso dell’8 dicembre 1965 ; Discorsi p. 258.

(19) DC 72, 754.

(20) Messaggio all’ONU, 4 ottobre 1970 ; DC 70, 902 ; CRC 40 p. 4.

(21) ibid. ; DC 70, 903 ; CRC 40 p. 4.

(22) DC 65, 1746.

(23) Populorum Progressio a. 34 ; Lettera sul Sillon a. 25 ; cf. CRC 47 p. 7.

(24) DC 65, 5-6.

(25) DC 63, 1372 ; GRC 47 p. 1.

(26) Rom. 6, 8 ; passim.

(27) 19 luglio 1971 ; CRC 47 p. 4.

(28) Messaggio per la Giornata della Pace, DC 70 p. 3-4 ; CRC 28 p. 3-6.

(29) N. 11 ; CRC 47 p, 34.

(30) Discorso, p. 337-338.

(31) Lettera 245 ; CRC 3.

(32) Lettera 245 p. 3 ; Populorum Progressio n. 87.

(33) DC 68, 1582 ; CRC 11 p. 1, 12 p. 1.

(34) Populorum Progressio n. 31 ; Lettere 245 p. 3-4.

(35) Populorum Progressio n. 34 ; Lettera 245 p. 7.

(36) Lettera sul Sillon n° 38 ; Lettera 245 p. 10 ; CRC 47 p. 11, 24 p. 15, 36 p. 6, 42 p. 5-10, 45 p. 10.

(37) Titolo di un libro avveniristico di Mons. Benson ; Il Signore della Terra è l’Anticristo ; CRC 28

(38) A Sidney, il 3 dicembre 1970 ; DC 71, 16 ; CRC 41 p. 8.

(39) Alle Organizzazioni Religiose dell’ONU, 4 ottobre 1965 ; Lettere 218 p. 6 ; cf. 211 p. 11.

(40) Populorum Progressio n. 47 ; Lettera 245 p. 8.

(41) Oct. Adv. 23 e 16 ; CRC 45 p. 7.

(42) Discorso del 30 gennaio 1965, DC 65, 293-296 ; Lettera 200 p. 1.

(43) Discorso del 14 settembre 1965 ; Discorsi p. 205 ; Lettera 213 p. 6 ; CRC 47 p.11.

(44) Discorso del 7 dicembre 1965 ; Discorsi p. 250 ; CRC 47 p. 12, 61 p. 9.

(45) Discorso del 14 settembre 1965 ; Discours p. 206 ; Lettera 213 p. 6 ; CRC 61 p. 8.

(46) Allocuzione per la Festa del Corpus Domini all’EUR, 17 giugno 1965 ; DC 65, 1168-1169 ; Lettere 208, 214 p. 2.

(47) Discorsi p. 267 ; Lettera 250 ; CRC 1 p. 7.

(48) DC 72, 756 ; CRC 36 p. 8.

(49) I.C.I. , 15 febbraio 1965 ; Lettere 200 p. 6.

(50) Discorso del 7 dicembre 1965 ; Discorsi p. 248 ; Lettera 238 p. 7.

(51) A Téhéran, 26 novembre 1970 ; CRC 41 p. 4.

(52) 4 dicembre 1970, DC 71, 20 ; CRC 41 p. 9.

(53) Angelus : la tregua nel Medio-Oriente, DC 70, 759 ; CRC 35 p. 2 ; cf. 36 p. 5.

(54) Lettera sul Sillon 38-40 ; CRC 47 p. 11.

(55) Oct. Adv. 50 ; CRC 45 p. 8.

(56) ibid. 37 ; CRC 45 p. 10.7.