La Controriforma cattolica nel XXImo secolo
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LIBER ACCUSATIONIS IN PAULUM SEXTUM

Eresia

COME è stato possibile questo dilagare dell’eresia che notiamo già da dieci anni nella Chiesa ? Senza dubbio, con l’appello dell’11 ottobre 1962, al quale fate spesso riferimento, a ricercare un linguaggio nuovo, formule nuove che rendano la fede cattolica accessibile e credibile per l’uomo moderno1. Sotto le apparenze di un « aggiornamento » dottrinale così aperto, tutte le eresie apparvero senza rischi, perché la più grande libertà, una vera immunità era promessa ai cristiani « in ricerca », mentre agli studiosi e ai teologi veniva imprudentemente accordata la massima autonomia2. Ora, come se fosse Vostra intenzione provocare il dramma, proprio nel momento in cui tutto è stato lasciato in balia del cambiamento, della libera invenzione, della spontaneità creatrice, abrogaste gli strumenti e le istituzioni di controllo della dottrina. L’Autorità scompariva, la Norma era abolita : fu la licenza.

Non tenevate dunque molto alla fede ortodossa, per farne così facile mercato ! Infatti, il Vostro comportamento sarebbe inspiegabile se non aveste nel Vostro stesso pensiero una fobia per l’ortodossia, un’avversione per il Magistero ordinario e per l’insegnamento dei vostri Predecessori. Perché Voi siete personalmente e direttamente eretico, avete voluto liberare la Chiesa dal giogo della fede cattolica. E poiché siete Voi stesso condannabile, non potete e non volete condannare nessuno.

Ma c’è di più : Voi siete incline a risparmiare, a proteggere, a sostenere, anche contro i servizi leali della Vostra Curia Romana, tutti i fautori di eresia di oggi, anche se non condividete i loro errori ; tutte le eresie, infatti, si rafforzano vicendevolmente e la loro comune opposizione alla fede prevale sulle divergenze particolari. Ne consegue che Vi sentite indirettamente solidale con tutti gli eresiarchi ed essendo da loro sostenuto vi fate loro complice e sovrano Protettore.


(1) Così in Misterium Fidei, cf. Lettera 213 p. 3 ; Il vostro Credo, cf. CRC 10 p. 18 n° 2.

(2) Discorso all’Università San Tommaso, Manila, DC 70, 1111 ; CRC 41 p. 5.