La Controriforma cattolica nel XXImo secolo
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LIBER ACCUSATIONIS SECUNDUS

3. Voi dannerete il mondo !

GAUDIUM ET SPES :
GIOIA E SPERANZA AL VOSTRO AVENTO

AL VERTICE DELL’AMORE, DELLA POTENZA E DELLA GLORIA

QUANDO siete apparso al balcone di San Pietro in Roma, il 16 ottobre 1978, siete stato acclamato, dapprima dall’Urbe, dalla città eterna, e ben presto dall’orbe, dal mondo intero. Entusiasmo popolare ? Orchestrazione dei mass-media al comando di certe potenze ? Comunque sia, e tutto vi ha contribuito, dal momento in cui siete diventato capo supremo della Chiesa, siete anche diventato l’uomo più forte del mondo. Anch’io lo affermavo, in termini di stupore, ancora nel 1979 :

« Fin dalla sua prima apparizione al balcone di san Pietro, egli, il cui nome era sconosciuto alla maggioranza, ha saputo conquistarsi il cuore dei romani, urbi. Passato un hanno, ha conquistato il suo popolo, et orbi. In Messico, Polonia, Irlanda, Nordamerica, Turchia, la Chiesa reale, questa folla, questi milioni di fedeli, non si levano che per opera del Papa, nel Papa, per il Papa, uomo libero, accorto, di cuore… Viva il Papa !

« Gli elogi di Giovanni Paolo II fatti dalla stampa internazionale giungono al ditirambo. Epoca ha per titolo : Quel gran “ seduttore ” di Wojtyla. L’Europeo : L’atleta di Dio. Jean-Frangois Revel lo proclama Il terzo Grande, a livello di Carter e di Breznev. Billy Graham ha trovato il suo maestro : il leader morale dell’umanità » 1

A NOI DUE, ORA, MONDO !

In realtà, il mondo nel 1978 non era di già più quello di un quarto di secolo prima, dell’ottimismo, della crescita logaritmica, della decolonizzazione, del decollo del terzo mondo, ma quello delle inquietudini demografiche, gli scontri petroliferi, della concorrenza internazionale, della distorsione nord-sud, del Vietnam, della scalata nucleare Est-Ovest, del montare della violenza, della droga, dell’aborto… Tetraggine, disgrazie, molte preoccupazioni, timori e già sventure. E nessun grand’uomo…

E’ per questo che il mondo vi ha acclamato, quando avete detto : « Non abbiate paura ». Non ha ascoltato il seguito : « di aprire le vostre porte a Cristo ». Voi spiccate talmente sulla nullità umana degli altri “ Grandi ” : Carter, Breznev ! « Ieri, a Radioscopie, il principe Ranieri di Monaco esprimeva la sua profonda inquietudine per i disordini e i pericoli del mondo, e la sua angoscia nel vedere da nessuna parte qualcuno che sia capace di illuminare la rovina generale. Davvero nessuno ? gli è stato chiesto. “ Sì, – ha risposto dopo un momento di silenzio – c’é il Papa ” ». E io aggiungevo : « Ecco il nostro primo motivo per essere con il Papa ». Era il momento del vostro primo (e ultimo) scontro con i teologi modernisti. Beatissimo Padre, volevo aiutarvi… Ciò equivaleva alla frase di Pietro a Cafarnao : “ Signore, da chi andremo ? Solo voi avete parole di vita eterna, e noi crediamo e sappiamo che voi siete il Santo di Dio ”. 2

Non c’era nessun altro al mondo ; ma c’eravate voi, « l’Uomo forte dell’Occidente », scrivevo, e spiegavo ciò che potevamo sperare, ciò che dovevamo aspettarci o… reclamare da voi :

« Soltanto il Papa esiste, soltanto la presenza massiccia e calma di Giovanni Paolo II ci conforta. In lui solo sta il segno della rinascita cattolica e della salvezza del mondo in virtù di Cristo, solo lui mostra di volta in volta questo potere sovrano e universale, questa fede sovrannaturale ferma come la roccia, e questo vigore, questo coraggio fisico, questa vitalità che permette l’azione, simile a un nuovo Mose che libera il suo popolo dalla schiavitù, oppure a un san Gregorio VII o a un san Pio V che restaurano la Chiesa e salvano la Cristianità con il rosario in mano.

« E’ per questo che, e spero che lui lo sappia, tutti gli sguardi degli onesti e dei pii sono rivolti a lui ; le nostre preghiere lo circondano, l’accompagnano in tutti i suoi passi.

« Non ci sono uomini tali, nel vasto mondo contemporaneo, non ce n’è nessuno che sia capace di salvare qualcosa, eccetto Giovanni Paolo II. L’Occidente dev’essere risvegliato dal suo torpore. C’è bisogno di un uomo forte, di un saggio, un santo, un volontario del martirio. L’abbiamo : è il Papa. » 3

Parlando sul “ mondo ”, nella terza parte dei suoi colloqui con voi, Frossard esprime senz’altro il sentimento universale. In un mondo in rovina, 4 voi siete là, nostra gioia, nostra speranza. « Molti hanno cercato la salvezza nella fuga. E venne quest’uomo, saldamente radicato in una fede certa, e ha parlato ai cristiani una sorta di linguaggio ispirato da una sorta di visione solare della Chiesa che ha riscaldato molti cuori ». 5

Da ottimista, voi andate a prendere il mondo sottobraccio. A noi due, ora, mondo ! sembrate dire, dando l’impressione di sapere, di potere e volere tutto ciò che è necessario per salvarlo, non mediante un ritorno al passato, ma per un gran “ balzo in avanti ”. Voi, in fondo, ed è proprio questo, siete il “ grande Timoniere ” dell’Occidente.

MERCANTE DI FELICITA

Ma subito il mondo ha compreso che non lo condannavate, che non l’invitavate ad alcun ritorno in se stesso, che gli risparmiavate lo sforzo della conversione, della penitenza, del sacrificio, abituale arsenale della predicazione cristiana, e che non gli avreste parlato di castighi. Voi stesso eravate troppo moderno, troppo solidale con questo mondo per parlargli in questo modo, con questo linguaggio che non intenderebbe, che non vorrebbe intendere. Gli avreste invece parlato di sforzi, e di sforzi da voi assicurati in anticipo di successo.

Visitando la Favela de los Alagados, in Brasile, il 7 luglio 1980, avete predicato a quelle folle miserevoli, degne di pietà, un vangelo diverso da quello abituale : « Vedete : solo l’amore conta – non lo ripetiamo mai troppo – soltanto l’amore costruisce. Voi dovete lottare per la vita, fare di tutto per migliorare le condizioni in cui vivete ; è un dovere sacrosanto. Perché anche questa è la volontà di Dio. Non dite che è volontà di Dio che voi restiate in una situazione di povertà, malattia, abitazione malsana, che spesso sono contrarie alla vostra dignità di persone umane. Non dite : “ è Dio che lo vuole ” ». 6

Quest’appello alla lotta in favore di migliori condizioni di vita, al sindacalismo, allo sviluppo materiale e culturale, al mutamento economico e alla conquista del potere, non assomiglia di certo in nulla alla Weltanschauung del Vangelo primitivo, che piuttosto invita tutti alla rassegnazione, alla povertà, a prendere la sua croce e domandare con la preghiera al Padre celeste il proprio quotidiano sostentamento… Ma oggi, sarebbe proprio una tale predicazione a suscitare scandalo, se ancora la si udisse da qualche parte. La vostra solleva entusiasmo, gioia, speranza.

Quale messaggio lasciate alla Francia ? « Il messaggio che voglio consegnarti è un messaggio di pace, di fiducia, di amore e di fede. Di fede in Dio, certo, ma allo stesso modo, se posso esprimermi cosi, di fede nell’uomo, di fede nelle meravigliose possibilità che gli sono state donate perché ne usi con saggezza e con la preoccupazione del bene comune, per la gloria del Creatore ». Dicevate questo con calma, su quel podio, accanto all’abortista Giscard d’Estaing. Dicevate di inaugurare in questo modo il vostro ministero di predicazione del Vangelo. Venivate – proseguivate a dire – per « incoraggiarci nel cammino del Vangelo », « via stretta, certo, ma via regia », sulla quale ci assicuravate che : « questa via non passa per la rassegnazione, le rinunce o gli abbandoni. » 7 Volevate dire, sicuro, che essa non ha nulla di vile, di pigro, di disfattista, ma volevate esprimere ch’essa è la via dello sforzo umano, della convinzione e della competenza umane, e anche del successo umano. Non si tratta affatto della “ via regia della Croce ” di cui parla instancabilmente la Chiesa nel suo eterno libro dell’Imitazione di Gesù Cristo.

Attenzione ! Allorché si trattava di religione, le speculazioni di un filosofo non avevano alcuna sanzione tangibile e immediata. Allorché si trattava della Chiesa, solo gli amici e veri discepoli di Cristo si desolavano per i risultati della vostra gestione. Ma qui ! Avanti, Francia !, dicevate, risveglia la tua fede in Dio, “certo /” ma anche la tua fede nell’uomo. Coraggio, e supererai le tue attuali difficoltà. Cosa ci costano queste promesse, a tre anni di distanza ?… Ma non anticipiamo.

DOTTORE D’ILLUSIONI

Mercante di felicità, ecco quello che siete per il mondo moderno : questi tre miliardi di uomini ai quali predicate di andare avanti, di proseguire nelle loro vie attuali senza lasciarsi prendere dal dubbio, dalla vertigine, dalla paura. Come diceva quell’altro, al tempo del suo più grave tradimento, l’abbandono della nostra Algeria al capital-socialismo, alla rivoluzione mussulmana e sovietica : “ Non esiste che una politica, la mia, ed è quella buona ”. A Frossard, quell’uomo quasi onesto, che vi invita a volgervi indietro… ma rileggiamo insieme :

« Dietro a noi sprofonda un mondo che non è altro che l’universo contemplativo del medio evo, le cui potenti ondate religiose, poi culturali, sono arrivate fino a noi portandoci ad un tempo il senso dell’intellegibilità del mondo, il senso morale, l’intuizione di un’armonia universale e la speranza di un destino eterno dell’essere umano.

« Tutti questi beni spirituali ci venivano da Dio, la cui presenza al centro dei pensieri dell’uomo agisce come un insostituibile (insostituibile, abbiamo letto bene) principio di unità e di comunione. E proprio i resti di questo mondo raccolto attorno alla cattedrale stanno scomparendo, ed è inutile (non avrà qui Frossard scritto un “ forse ” timido ma insistente che voi avete depennato ?) tentare (non si potrebbe tuttavia tentare, con il vostro fantastico potere di “ camminare sulle acque ” ?) di strapparli dalla notte della storia. »

A Frossard rispondete : « La vostra immagine è bella e vera, ma essa è, diciamo così, “ localizzata ”. Voglio dire che è al suo posto nel pensiero di qualsiasi uomo occidentale ; di un europeo, di un francese. » Insomma, la scartate. 8 « Sembra talvolta che bisognerebbe risalire indietro di oltre due secoli e ricominciare a costruire questa civiltà », dite più avanti, e forse sapete che era proprio questo il pensiero di san Pio X nella sua Lettera sul Sillon : « Non si edificherà la società diversamente da come Dio l’ha edificata ; non si edificherà la società se la Chiesa non ne pone le basi e non ne dirige i lavori ; non si deve inventare la civiltà, né si deve costruire la nuova società tra le nuvole. Essa è esistita ed esiste : è la civiltà cristiana, è la società cattolica. Non si tratta che d’instaurarla, ristabilirla incessantemente sulle sue naturali e divine fondamenta contro i rinascenti attacchi della malsana utopia, della rivolta e dell’empietà : “ Omnia instaurare in Christo ” (Ef. 1,10) ».

Ma no, l’idea non è rievocata che per scacciarla meglio, e non fate che slanciarvi più presto e più lontano verso l’avvenire, l’avvenire felice di un nuovo umanesimo che porterà la felicità agli uomini qui in terra, senza che più vi sovvenga di questo Sillon, del quale Pio X denunciava l’utopia insieme politica e religiosa :

« … Ma, più strane ancora, spaventose e causa di tristezza allo stesso tempo, sono l’audacia e la leggerezza d’animo di uomini che si dicono cattolici, che sognano di riformare la società in simili condizioni e di stabilire sulla terra, al di sopra della Chiesa cattolica, “ il regno della giustizia e dell’amore ” con operai venuti d’ogni dove, di qualsiasi religione o senza religione, con o senza credenze,perché dimentichino ciò che li divide : le loro convinzioni religiose e filosofiche, e che mettano in comune ciò che li unisce : un generoso idealismo e forze morali attinte “ dove possono ”…

« Che cosa si otterrà da questa collaborazione ? Una costruzione puramente verbale e chimerica dove si vedranno risplendere in un tafferuglio e in una seducente confusione le parole : libertà, giustizia, fratellanza, amore, uguaglianza ed esaltazione umana, tutto basato su una dignità umana mal intesa. Sarà una rumorosa agitazione, sterile per il fine proposto e che tornerà a profitto di agitatori di masse meno utopisti. Veramente si può dire che il “ Sillon ”, con l’occhio fisso ad una chimera, prepara il socialismo.

« Noi temiamo che vi sia di peggio. Il risultato di questa promiscuità nel lavoro, il beneficiario di questa azione sociale cosmopolita, non può essere che una democrazia che non sarà né cattolica, né protestante, né israelita, una religione (poiché il “ Sillon ” è una religione, l’hanno affermato i capi) più universale della Chiesa cattolica che riunisce tutti gli uomini divenuti finalmente fratelli e compagni nel “ regno di Dio ” — “ Non si lavora per la Chiesa, si lavora per l’umanità ”.

« Ed ora, ripieni della più grande tristezza, Noi Ci chiediamo, venerabili fratelli, che cosa è diventato il cattolicesimo del “ Sillon ”. Purtroppo, questo fiume limpido e impetuoso, che dava in altri tempi tante speranze, è stato preso nel suo cammino dai moderni nemici della Chiesa, e d’ora in poi non sarà più che un misero affluente del grande movimento di apostasia organizzato in ogni paese per stabilire ovunque una Chiesa universale che non avrà né dogmi, né gerarchia, né regole per lo spirito, né freni per le passioni e che sotto pretesto di libertà e di dignità umana, ricondurrà nel mondo, se questo trionfo fosse possibile, il regno legale dell’inganno e della forza, l’oppressione dei deboli, di coloro che soffrono e che lavorano.

« Conosciamo anche troppo bene le oscure officine dove si elaborano queste deleterie dottrine, che non dovrebbero sedurre gli animi accorti. I capi del “ Sillon ” non hanno saputo difendersene ; l’esaltazione dei loro sentimenti, la cieca bontà del loro cuore, il loro misticismo filosofico mischiato in parte all’illuminismo, li hanno trascinati verso un nuovo Vangelo, nel quale hanno creduto intrawedere il vero Vangelo del Salvatore, tanto che essi osano trattare nostro Signore Gesù Cristo con una familiarità grandemente irriverente e che, essendo il loro ideale accoppiato a quello della rivoluzione, non temono di fare, tra Vangelo e rivoluzione, blasfemi raffronti che non hanno la scusa di esser sfuggiti a qualche tumultuosa improvvisazione.

« … Affrontando la questione sociale è abituale, in certi ambienti, trascurare innanzi tutto la divinità di Gesù Cristo e quindi non parlare che della sua grande mansuetudine, della sua pietà per tutte le miserie umane, delle sue insistenti esortazioni di amore al prossimo e di fratellanza. Certo Gesù ci ha amati di un amore immenso, infinito,ed è venuto sulla terra a soffrire e morire perché, riuniti attorno a Lui nella giustizia e nell’amore, animati dallo stesso sentimento di mutua carità, tutti gli uomini vivano nella pace e felicità. Ma, per la realizzazione di questa felicità temporale ed eterna, Egli ha posto, con somma autorità, la condizione che si partecipi al suo gregge, che si accetti la sua dottrina, che si pratichi la virtù e che ci si lasci istruire e condurre da Pietro e dai suoi successori. Inoltre, se Gesù è stato buono con i fuorviati e i peccatori, Egli non ha però rispettato le loro errate convinzioni, quantunque sembrassero sincere ; Egli li ha amati tutti per istruirli, convertirli, salvarli. Se ha chiamato a sé per confortarli coloro che penano e che soffrono, non è stato per predicar loro la gelosia di una chimerica uguaglianza. Se ha elevato gli umili, non è stato per ispirar loro il sentimento di una dignità indipendente e ribelle all’obbedienza. Se il suo cuore traboccava di mansuetudine per le anime di buona volontà, Egli ha saputo anche armarsi di santa indignazione contro i profanatori della casa di Dio, contro i cattivi che scandalizzano i piccoli, contro le autorità che opprimono il popolo sotto il peso di grossi fardelli senza mettere un dito per sollevarli. E’ stato tanto forte quanto dolce ; Egli ha sgridato, minacciato, castigato, sapendo ed insegnandoci che spesso il timore è principio di saggezza e che conviene qualche volta tagliare un membro per salvare il corpo. Infine, Egli non ha promesso alla futura società il regno di una felicità ideale dal quale sarebbe bandita la sofferenza, ma con la sua dottrina e i suoi esempi, ha segnato il cammino della felicità possibile sulla terra e di quella perfetta in cielo : la regale via della croce. Questi sono insegnamenti che a torto si applicherebbero solo alla vita individuale in vista della salvezza eterna ; sono insegnamenti eminentemente sociali e ci mostrano in nostro Signore Gesù Cristo ben altra cosa che un umanitarismo senza consistenza e senza autorità. » 9

Tale è il linguaggio del santo Papa, faro del nostro XX secolo. Il vostro è del tutto opposto. Voi parlate… al mondo. Cosa andate dunque a proporgli ? « Un ordine etico oggettivo che comprende, per ogni uomo, il diritto e il dovere di esigere da se stesso la propria giusta misura di umanità. » 10 Ma ascoltate nuovamente, Beatissimo Padre, la risposta di san Pio X a tali proposte : « Secondo lui, l’uomo non è veramente uomo, degno di questo nome, se non il giorno in cui avrà acquistato una coscienza chiara, forte, indipendente, autonoma, che non ha bisogno di maestri, che non obbedisce che a se stessa, e capace di assumersi e di tenere, senza falli, le più gravi responsabilità. Ecco delle grosse parole con le quali si esalta il sentimento dell’orgoglio umano, come un sogno che trascina l’uomo, senza luce, senza guida e senza aiuto, nella via dell’illusione… » 11

E voi ? Volete ridere allorché fate queste proposte cosi contrarie a questa lettera sul Sillon ? Niente affatto. Siete sicuro di venire in questo modo incontro alle aspirazioni dei popoli giovani, degli strati più dinamici della società contemporanea… e voi ci cascate ? Tale ingenuità fa pena.

« All’UNESCO, per esempio, sono rimasto stupito dal modo con cui l’assemblea rispondeva a certi pensieri o constatazioni chiave che le mie esperienze mi hanno portato a giudicare essenziali : ho sentito che esiste in questo mondo un vasto accordo – non sempre cosciente – e un largo consenso non soltanto su certi valori, ma anche su certe minacce. I miei ascoltatori rappresentavano paesi di tutto il mondo, di ogni continente. Mi è parso di intuire che fossero i rappresentanti delle nazioni giovani e dei nuovi Stati a reagire con maggior calore alla mia esposizione sul significato della cultura e le condizioni del suo sviluppo. Ciò mi ha fatto riflettere.

« Come pure il fatto fondamentale stesso, cioè il clima di quell’incontro intorno ai problemi della cultura. Anche questo mi pareva sintomatico : la cultura implica sempre una certa protesta dell’uomo contro la sua riduzione allo stato di cosa o di oggetto. Essa significa… il cammino verso un mondo dove l’uomo possa realizzare la sua umanità nella trascendenza che gli è propria, e che lo chiama alla verità, al bene, alla bellezza. »

Che illusioni, gran Dio, che illusioni ! E in vista di quale crudele risveglio !

NOVA SPES :
CINQUE ANNI DI PREDICAZIONE UMANISTICA, MASSONICA

C’è un aspetto della vita che passa, mese dopo mese, anno dopo anno. Ed evidentemente nulla cambia. Dall’altra parte, c’è questo fiume di discorsi che voi pronunciate dovunque, in ogni momento. Tra i due, quale rapporto ? quale effetto ? S’immagina che bisogna trovarne qualcuno, ma non si sa distinguerlo. Buono ? cattivo ? In quale direzione si orienta il mondo sotto l’impressione dei vostri discorsi ? Non è cosa semplice, e anche quando lo si percepisce, non è chiaro ; vi sono anelli di catena che non appaiono, “ cinghie di trasmissione ” nascoste.

La maggior parte della gente pensa che voi parlate all’aria, io sono convinto del contrario. Ma quelli che vi ascoltano, s’impregnano dei vostri insegnamenti ? manovrano le masse cristiane e non, secondo le vostre direttive ? Ascoltiamo innanzitutto una buona volta, con molta attenzione, il vostro programma umanistico mondiale. L’avete esposto metodicamente, freddamente, nell’aprile 1982 al congresso di una società viennese in Roma. Questa società filosofica vi è cara ; era la terza volta che la ricevevate. Il suo presidente è il cardinale Koenig, e su ciò s’è già detto abbastanza quando si sa ciò di cui i sacerdoti della sua diocesi l’accusano apertamente – di essere massone – e quando si è saputo che fu, nei conclavi dei mesi di agosto e di ottobre del 1978, il vostro grande elettore. Questa piccola associazione il cui nome latino – il latino è molto usato dalle società segrete – è Nova Spes, deve avere una grande influenza perché vi applichiate a inculcarle il complesso dei vostri progetti di riforma mondiale.

Ecco la vostra esposizione, che non interromperò quasi per nulla, tanto mi accingo ad applicarmi ad essa e a impregnarmene : 12

UN IDEALE PURAMENTE SPECULATIVO

« Siete alla ricerca di un nuovo umanesimo. Certo, le analisi della situazione contemporanea non mancano, sul piano sociologico, economico, politico, filosofico e morale. Tutti parlano di “ crisi ”. Si cerca, con buona volontà, di scrutare le ingiustizie, di ridefinire i diritti di ciascuno, in generale i diritti riguardo all’ “ avere ”. Ma questo spesso non fa che spostare i problemi, rimanendo nello stesso orizzonte di un progresso quantitativo, come se si aggiustassero le brecce di un muro, quando sono danneggiate le fondamenta.

« Se si vuole un umanesimo autentico, plenario, concreto, bisogna giungere ad un’antropologia più profonda e più globale, che consideri l’uomo come un soggetto personale, che trascende la sua esistenza e che opera egli stesso la sintesi di tutte le dimensioni del suo essere, senza isolarle le une dalle altre, senza lasciare che si sviluppino alcune a detrimento delle altre. Perché l’uomo è contemporaneamente un essere che ha bisogno di accrescere le proprie conoscenze scientifiche, di rispondere all’appello e alle esigenze dell’Assoluto attraverso la fede, la preghiera e la condotta morale, di comunicare con gli altri in un dialogo interpersonale, di lavorare e di trasformare l’universo per rispondere ai suoi bisogni e a quelli degli altri.

« E’ dall’unità di tutte queste dimensioni, dalla loro integralità, che dipende la salvezza dell’uomo, il rimedio ai suoi mali. In effetti non si è troppo privilegiato l’ “ avere ” a dispetto del valore qualitativo dell’ “ essere ”, non si è troppo concepito l’uomo come possessore di cose, e praticamente si è ridotto l’uomo a porre se stesso e i suoi simili in un mondo di cose, con la volontà di potenza, la paura, la lotta delle classi che ne derivano ?

« Anche sul piano della scienza e della storia, l’uomo ha la tendenza a considerarsi come un risultato, il risultato del suo proprio processo evolutivo o dei meccanismi della vita sociale, come spossessato della propria soggettività, quando invece è creatura di Dio, libero di realizzare l’unità del proprio essere, di promuovere i valori umani fondamentali. Si tratta di ricomporre eticamente la personalità di ciascuno e della comunità. »

Su questa prima parte della vostra esposizione, non c’è altro da dire se non che è il frutto della vostra filosofia umanistica, che trasforma in diritto le aspirazioni di ogni uomo, non solo quelle concernenti l’avere, ma anche quelli riguardanti l’essere, l’essere spirituale, la soggettività, sede dei valori supremi della cultura, compresi quelli della fede, della preghiera, del comportamento morale.

Qual’è il rapporto col nostro mondo ? Eccolo :

UN PROGRAMMA DI EVOLUZIONE DELLA SOCIETÀ E DELLE ISTITUZIONI

« Questa visione antropologica potrebbe apparire un ideale teorico astratto, senza presa reale sull’evoluzione della società e delle sue istituzioni ; in realtà – ed è vostra responsabilità di portarne una dimostrazione convincente – essa tocca profondamente il modo di affrontare tutti i problemi umani, tra i quali voi segnalate i rapporti tra gli uomini, il suo lavoro, i mezzi di comunicazione sociale…

« E’ sotto questa angolatura personalista che io stesso mi sono sforzato di trattare, tra gli altri, dell’amore umano, del lavoro umano. Sì, la vostra iniziativa può rappresentare una nuova speranza, “ nova spes ”, poiché comporta il progetto di sviluppo qualitativo dell’uomo nel senso originario del suo essere, nella sua integralità, nel dinamismo della sua esistenza. »

Questo è senz’altro il modo di agire tipico di tutte le “ società di pensiero ” la cui inosservata efficacia è determinante nella storia di tutti i nostri popoli colpiti dalla Rivoluzione a partire dal XVIII secolo. Un gioco di principi nobilissimi ed elevatissimi, proposti filosoficamente, permette d’intervenire in tutte le questioni concernenti la famiglia, il lavoro, la vita nazionale ed internazionale, la religione, e di prendervi delle posizioni segretamente decise in loggia, in nome della Ragione, trascinando così irresistibilmente l’opinione nella direzione voluta, come se ciò avvenisse spontaneamente e per pura intelligenza.

Voi vi presentate come esempio, non più come apprendista bensì come maestro. Pertanto avete « parlato dell’amore e del lavoro umani, tra l’altro », orientando l’opinione nella direzione stabilita (in loggia ?) in nome dei più elevati principi filosofici. Qui immagino in cosa la vostra concezione dell’amore e del lavoro abbiano potuto far evolvere la vita religiosa e l’etica delle nostre società in una direzione, diciamo, massonica. Lo scopro con spavento, con disperazione. Si tratta dell’amore sessuale considerato come la più alta forma di comunicazione interpersonale, a livello spirituale, introducendo la promiscuità e l’erotismo nei campi fino allora più riservati alla educazione e alla religione. Si tratta del lavoro terreno considerato come la più efficace ed esaltante cooperazione dell’uomo alla creazione e al compimento del mondo operata da Dio… Venga così sollevata la minima controversia, la minima contestazione, e sono l’uomo e la donna nei loro amori sessuali – non dico “ carnali ” – e nella loro opera di trasformazione e di dominio della terra ad essere i nuovi modelli di umanità dei nostri tempi, l’ “ immagine e somiglianza ” più vicina a Dio. All’antico ideale della santità consacrata e votata al solo Dio, viene sostituito umanisticamente il fiorire dell’uomo e della donna nella loro unione, nella loro scienza e coscienza, nel loro dominio della terra, che così conquistano la loro propria grandezza nell’amore e nell’azione !

Le conseguenze morali, familiari e sociali sono incalcolabili. Avete fatto un bel lavoro !

PER ORIENTARE CON DISCREZIONE LA SOCIETÀ MONDIALE CONTEMPORANEA

« Il problema è quello di trovare il modo di far passare questa speranza nella realtà ; come suscitare, per questa antropologia e le sue implicazioni etiche, l’adesione del mondo della cultura, dell’opinione pubblica, di coloro che hanno delle responsabilità ; come infine fare in modo che la vita delle persone e delle comunità, le loro scelte, le loro decisioni ne siano segnate. E’ precisamente la seconda fase, la fase operativa, che affronta oggi la Fondazione “ Nova spes ”.

« Poiché si tratta di ricomporre l’unità dell’uomo la cui essenza costitutiva è quella di pensare, credere, comunicare e lavorare, è cosa buona, come voi avete in progetto, invitare ad una riflessione comune e ad una collaborazione specialisti di scienza, di religione, del mondo delle comunicazioni sociale e dell’economia, al fine di promuovere una “ alleanza ” che attualmente manca.

« Tutta una serie di problemi etici fondamentali e di diritti umani potranno allora divenire l’oggetto dei vostri dibattiti, delle vostre risoluzioni, e delle vostre testimonianze. Avete il compito di far maturare il vostro generoso progetto, in un linguaggio che parli ai nostri contemporanei e di mettere a punto una strategia adeguata, trovando soprattutto i mezzi concreti e gli intermediari efficaci sul piano nazionale ed internazionale.

« Da parte mia, vi ridico il mio incoraggiamento. Prego lo Spirito Santo affinché vi mandi i suoi doni di luce e di forza, per proseguire questa impresa insieme umana e cristiana, e di tutto cuore vi benedico, con coloro che collaborano con voi. » 13

Qui percepiamo la meccanica stessa di questo dominio mondiale operato da queste discrete società di pensiero. Infatti la “ Fondazione ” Nova Spes deve intervenire sull’opinione al fine di ottenere dalle autorità visibili competenti – Chiese, Stati, istituzioni statali o private – quelle decisioni stabilite, che cambiano la società secondo le sue concezioni. Per riuscirci, essa non si manifesta che attraverso colloqui, sessioni, congressi che riuniscono esperti e personalità di tutti gli orizzonti e di tutte le opinioni.

E’ durante questi “ forum ”, questi “ seminari ” (eh, già !), che i programmi occulti emergono nel dominio pubblico, sotto la copertura di discussioni libere e competenti. Si tratta di questi “ relais ” di cui avete avuto l’audacia di parlare, i quali dimostrano tutto il meccanismo delle società segrete sotto i nostri occhi. E’ senza dubbio per rimediare a questa audacia che la vostra conclusione ricorda che la Fondazione è… cristiana – cosa di cui altrimenti non ce ne sarebbe accorti – e questi “ progetti ” e queste “ strategie ”, in apparenza cosi anodini, ma in realtà esplosivi, miranti a un rinnovamento planetario, sono mossi dallo Spirito Santo, formati dalla sua luce e dalla sua forza !

Nova Spes sarà una federazione di loggie massoniche “ deiste ”, aperte ai “ valori ” del cristianesimo, della quale lei sarebbe stato membro o corrispondente a Lublino ? e a Cracovia ? Non lo è ugualmente a Roma ?

TRISTITIA E LUCTUS :
PIANTI E STRIDOR DI DENTI SULLA FINE

Il Concilio, e, in buona parte, voi stesso, avete voluto, come diciamo noi francesi, mangiare dapprima il vostro pane bianco : quello nero verrà dopo ! Avete preferito annunciare in primo luogo al mondo « Gioia e speranza », lasciando in ombra il séguito : « Tristezze e angosce ». 14 Il Concilio sceglieva deliberatamente l’ottimismo, e anche voi ! I « profeti di sventure » – da Elia fino a Giovanni, da Nostro Signore Gesù Cristo fino a san Pio X, passando attraverso tutti i santi senza eccezione alcuna, – procedono inversamente, insegnando al mondo a passare attraverso la Croce per giungere alla Luce, attraverso la morte al mondo per entrare nella Vita. Per parte mia, amo meditare questa semplice massima ispirata dalla divina Sapienza :

Se il cuore dell’uomo s’insuperbisce, giunge la rovina,
Ma all’umiltà fa seguito la gloria.
15

Voi siete stato davvero troppo glorificato. Avete voluto convincere il mondo, questo vasto, terribile mondo !, che voi avevate in voi stesso, come uomo, Uomo !, ciò che abbisognava per rinnovarlo interamente, condurlo alla sua felicità terena, in virtù della vostra sapienza umana, e da questo, per sovrappiù, trovare Dio.

Quest’umanesimo, ora l’abbiamo scoperto, è l’ideale massonico. Il vostro punto di appoggio sono quelle potenze occulte che pretendono guidare il mondo, e se esse non vi hanno posto dove ora vi trovate, per servirle, per lo meno è evidente che hanno contato e contano tuttora su voi per conservare ed estendere il loro dominio, mentre voi vi sentite spalleggiato da loro per cambiare la religione, trasformare la Chiesa e infine avere in mano la “ leadership ” delle “ autorità spirituali ” del pianeta.

VOI NON CAPITE NULLA DI POLITICA

Vorrei dimostrarvi, in queste ultime pagine, che v’ingannate sul mondo, sulle forze che dominano realmente la politica delle nazioni e, mediante essa, le gioie o le lacrime, le speranze e, molto più sovente, ahimé, le angosce, le paure e le disperazioni ; i fiumi di sangue, i carnai di Auschwitz, di cui parlate, e quelli di Katin, di cui di certo non parlate mai.

Io, che non sono nulla, ma che sono stato formato dalle mie sconfitte senz’altro più di quanto non ve l’abbiano permesso le vostre glorie giunte troppo presto e troppo facilmente, vorrei farvi capire e osarvi dire che non capite nulla di politica, non più che degl’impulsi della psicologia umana, delle passioni divoratrici che nessun senso della dignità, nessun ideale di libertà responsabile o di trascendenza umana potrà mai dominare. Per voi gli uomini sono buoni e la società, lungi dal pervertirli, come ripeteva J.J. Rousseau in un’epoca in cui essa era ancora cristiana, civile e pressocché generalmente saggia, voi credete, oggi che essa è apostata, brutale, disorganizzata, corrotta, che vuole e deve essere, che essa sia già il principio spontaneo, del loro generale progresso umano.

IL SEGNO DELLA SVENTURA E’ SU VOI

Avete voluto che innanzitutto regnassero Gioia e Speranza. Ma è noto che queste, quando non vengono da Dio bensì dall’uomo, non partoriscono che pianti e stridor di denti. Nell’altro mondo ? No, già in questo. Voi pensate di essere il Papa del duemila. Vi ricordate di Leone XIII, al quale molte circostanze e tratti vi avvicinano, eletto Papa nel 1878, che superò la boa del nuovo secolo per morire nel 1903. Così parlate spesso di questo ingresso nel terzo millennio, come di un’Aurora, da voi stabilita in anticipo, di questa « civiltà dell’amore » che infine gli uomini avranno costruito, compiuto, ottenuto con la loro saggezze e virtù.

Voi vivete in questo sogno, che, indefinitamente ripetuto, soffoca la religione, demolisce la Chiesa, sovverte l’ordine secolare delle nazioni civili. La vostra opera demolitrice non ci permetterà di giungere neppure da lontano a questo anno duemila che voi già quasi toccate con mano. Mille pericoli ci minacciano, sempre più gravi, e voi, rifiutandovi di vederli, li attirate, aggravate e accelerate sempre, con tutte le vostre follie. Non raggiungeremo l’anno duemila ; non raggiungeremo ne anche l’anno 1990. Ecco che il crollo del mondo, e il castigo divino ch’esso veicola, cadono su di noi. L’ho annunciato per il 1983. Non lo ritratto, per quanto grande sia il mio desiderio di vedermi smentito dalla divina Misericordia.

E VOI SARETE L’UOMO PIÙ ODIATO DEL MONDO

Lo sarete nella misura stessa di quella fede, quella speranza e quell’amore che gli uomini (e le donne, come voi direste) vi hanno rivolto, rispondendo d’altronde al vostro appello, alle vostre sollecitazioni. Siete da loro considerato un profeta, ma quando il profeta viene dichiarato mentitore, la collera, il disprezzo e l’odio cadono su di lui e la sua sorte non è più invidiabile. Voi siete per loro un Salvatore che li fa camminare sulle acque (rileggetevi il vostro Frossard). E’ bello, è meraviglioso… fintantoché quei popoli interi che sprofondano negli abissi della schiavitù e della persecuzione comuniste rimangono laggiù, lontani, nei disordini delle rivoluzioni e del loro codazzo di pene senza fine. Oppure, semplicemente, finché le loro miserie di popoli sfruttati dal grande capitale e dal potere massonico continuano, sia prima che dopo il vostro passaggio messianico. Siete un salvatore per i boat-people ? e per gli indiani Miskitos ?

Ma, sotto i colpi del destino, ossia della stupidità e dell’egoismo degli uni e della ferocia e dell’orgoglio degli altri, il mondo felice dell’epoca delle illusioni conciliari e montiniane si restringe come una pelle di zigrino. Da tutti gli angoli dei nostri antichi imperi coloniali affluiscono verso di noi i rifugiati, bramosi di ritrovare l’ordine, la giustizia e la bontà dei loro vecchi padroni ! Quando uno qualunque di questi esiliati vi chiede diritto di asilo nel vostro Vaticano, voi glielo rifiutate ; difatti, come potreste accogliervi tutta la gente disperata ? Ma continuate a diffondere le logore calunnie dell”anticolonialismo, aggravandole, che generano queste nuove sventure che non sapete guarire.

Siamo richiesti dalla vostra Polonia come pure dal Sahel e dal Vietnam, da cento luoghi, e la nostra carità di popoli ricchi è normale. Sapete farcene un dovere, un dovere di giustizia, poiché questi popoli siamo noi ad averli ridotti alla miseria, alla fame, per arricchirci dei loro beni. Però, Beatissimo Padre, il vostro Frossard non avrebbe dovuto dirci che al Gemelli sembravate « l’immagine stessa di Cristo in Croce. Si, credevo di vedere Cristo crocifisso » 16 e pertanto annoverarvi tra l’umanità sofferente, facendo un perpetuo processo a noi, vecchi popoli cristiani d’Occidente, sazi e depravati. O allora non avrebbe dovuto raccontarci, sempre con la stessa devota emozione, che i vostri medici, stupiti per la vostra pinguedine, vi avevano suggerito di sorvegliarvi il peso. Prima dell’attentato, eravate troppo pesante ! Un uomo di sessant’anni dovrebbe pesare di meno piuttosto che di più. Sembra che abbiate seguito una dieta e che ve ne siate trovato bene. 17 Ne sono lieto per voi. C’è sulla terra almeno un polacco che non soffre di nulla e vive nella Gioia e nella Speranza, secondo l’autentica volontà del Concilio Vaticano II !

QUANDO INFINE LA SVENTURA BUSSERÀ ALLA VOSTRA PORTA, APRITELE IL CUORE

Ma finché voi sarete felice, il mondo civile sarà condannato a perdere ogni anno una qualche nuova terra, devastata da quelle intemperie che nessuna potenza coloniale tutelatrice più prevede ed evita, e qualche altro popolo verrà gettato in pasto al mostro sovietico, o alla sanguinosa anarchia, per il rovesciamento di quei regimi salvatori della sicurezza nazionale dei quali non sopportate l’esistenza ? Bisognerà attendere che la sventura vi colpisca di persona ? Nella vostra carne ? Ma tutto ciò che v’è di meglio verrà impiegato per guarirla rapidamente e senza dolore. Nel vostro cuore, nei vostri affetti ? Qui non oso proseguire… Nel vostro popolo ? Ah no, si tratta di un prezzo troppo alto ! Convertitevi a un prezzo meno caro : ascoltate Dio ! Ascoltate l’Evangelo ! Ascoltate la Chiesa ! Ascoltate san Pio X. Tutti vi parlano un linguaggio soprannaturale, cristiano, opposto ai vostri discorsi, ma generatore di salvezza eterna per le anime, e, in sovrappiù, di un po’ di respiro e di felicità terrena per i poveri popoli.


(1) Cfr. CRC n. 148, dicembre 1979 ; n. 136, dicembre 1978.

(2) Gv. 6, 68-69.

(3) Cfr. CRC n. 139, marzo 1979.

(4) Cfr. Non abbiate paura !, cit., p. 238.

(5) ibid., p. 271

(6) Visita alia Favela de los Alagados, a San Salvador de Bahia, 7.7.1980, in Insegnamenti, cit.. Ili (1980), II, p. 168.

(7) Discorso agli Champs Elisées, 30.5.1980, Ibid., III (1980), I, p. 1519, 1521.

(8) Non abbiate paura !, cit., pp. 238-239.

(9) San PIO X, Notre charge apostolique, cit., pp. 274 e 291-294. Cfr. La religion catholique de Saint Pie X et l’utopie politique de S.S. Paul VI, in CRC n. 47, agosto 1971.

(10) Non abbiate paura !, cit., p. 264.

(11) San PIO X, op. cit., p. 283. Cfr. CRC n. 47, p. 7.

(12) Allocuzione all’Associazione “ Nova Spes ”. 26.4.1982, cfr. La Traccia. L’insegnamento di Giovanni Paolo II, a. 3°, n° 4°, 15.5.1982

(13) Gaudium et Spes, n. 1. Su questo divertente dettaglio, cfr. Préparer Vatican III. L’humanisme chrétien, in CRC n. 60, settembre 1972, p. 5

(14) Prov. 18,12.

(15) Non abbiate paura !, cit., p. 309.

(16) lbid., p. 305.