La Controriforma cattolica nel XXImo secolo
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LIBER ACCUSATIONIS SECUNDUS

Chi vi convincera del vostro catastrofico irrealismo ?

CI vorrebbe un libro, per raccogliere, analizzare e interpretare una massa di documenti sotto la quale crollo. E quand’anche avesse mille pagine, i vostri Frossard avranno sempre, almeno fino al momento della vostra morte o della vostra caduta, la risoluzione di negare i fatti stessi, ricorrendo alle innumerevoli risorse offerte dalla disinformazione universale, e di contestare il legame di causa e effetto che avrò stabilito tra il vostro utopismo e la sventura del mondo.

Avrei voluto pertanto spiegare come e perché, similmente al Sillon precedente al 1914, secondo la parola di san Pio X, voi, “ con l’occhio fisso a una chimera ”, la vostra chimera umanistica, “ preparate il socialismo ”, promettendoci nuovi Auschwitz e nuove Katin, e in seguito un grande campo di concentramento planetario, retto da “ demoni usciti diritti dall’inferno ”, come diceva Pio IX a proposito dei rivoluzionari e rivoluzionarie incendiari della Comune di Parigi nel 1871.

Debbo limitarmi alla struttura essenziale della dimostrazione.

I – IL PAPA DEI DIRITTI DELL’UOMO, IL PAPA DEI DISSIDENTI

Il punto di partenza della vostra azione è la vostra filosofia antropocentrica e solipsista. Ignorate che le due prime parole del verbo cristiana sono : Pater noster. Dio è il primo, ci è anteriore e superiore, è il Padre. Noi siamo molti, e fratelli gli uni agli altri, noi che siamo tutti figli adottivi del nostro Padre. Per voi l’Uomo è un concreto-astratto, universale e assoluto. « Non è innanzitutto le fede che io difendo, ma l’uomo », dicevate già a Cracovia. 1 E’ impressionante.

In principio c’è l’Uomo. E voi, in qualità di Papa, entrate nell’arena politica mondiale non in nome di Dio, di Cristo, della Chiesa, e non più, certamente, dello Stato sovrano del Vaticano ; ma tutti questi titoli cosi elevati vi danno tuttavia un’inuguagliabile autorità morale, in nome dell’Uomo. « Tutta l’attività politica, nazionale e internazionale, in ultima analisi, viene “ dall’uomo ”, si esercita “ mediante l’uomo ” ed è “ per l’uomo ”. (…) La ragione d’essere di ogni politica è il servizio dell’uomo ». Era questo il tema ossessionate del vostro discorso all’ONU del 2 ottobre 1979. 2

La fede nell’uomo, la religione dell’uomo che si fa dio, il culto dell’uomo, confluiscono in un servizio, propaganda e lotta per i Diritti dell’Uomo. E da due secoli si sono levati da tutti gli orizzonti una pleiade di difensori dell’uomo oppresso, tra i quali oggi voi vi schierate. Tutti gli sfruttati, tutti coloro i cui diritti umani non sono riconosciuti, onorati, rispettati, hanno dunque diritto alla vostra sollecitudine come pure a quella di tutti i poteri che generosamente lavorano come voi, per la liberazione degli oppressi, contro gli oppressori schiavisti che ancora ^ancora regnano qui e là nel mondo, ben più numerosi di quanto non si pensi.

Cosi, in Argentina, da dieci anni, dopo la lotta metodica e implacabile condotta vittoriosamente contro i Montoneros comunisti, i difensori dei diritti umani hanno molto da fare. E voi fate loro regolarmente eco, in favore dei “ desaparecidos ” e delle loro donne, le “ folli di maggio ”. Propaganda ben organizzata, esemplare, della lotta per l’uomo. Voi gridate la vostra emozione al mondo intero :

« Preghiamo perché il Signore conforti quanti non hanno più la speranza di riabbracciare i propri cari. Condividiamo pienamente il loro dolore e non perdiamo la fiducia che problemi così dolorosi siano chiariti per il bene e per la pace interna di quelle comunità a noi tanto care. Chiediamo che sia affrettata l’annunciata definizione delle posizioni dei carcerati e sia mantenuto un impegno rigoroso a tutelare, in ogni circostanza in cui si chiede l’osservanza delle leggi, il rispetto della persona fisica e morale, anche dei colpevoli o indiziati di violazioni ». 3

Sia egli colpevole o innocente, ma soprattutto colpevole, l’uomo è minacciato e voi vi rivolgete in suo aiuto, in sua difesa. Quale conforto per tutti i criminali, per tutti i terroristi ! Quale prezioso collaboratore siete, e quanto incoraggiante, per tutti gli agitatori e rivoluzionari che lavorano con la penna, o col kalashnikov, in mano, per la libertà dell’uomo ! Ernesto Cardenal, che Malinski deplorava con tanto furore che non l’avevate incontrato ! Sam Nujoma, il capo della Swapo, la terribile organizzazione sovietica che da un decennio è in guerriglia contro l’Africa australe per la liberazione della Namibia ! ma voi l’avete incontrato, come ho detto prima. E Yasser Arafat, che si consacra al suo sventurato popolo palestinese scacciato dalla sua terra per decreto internazionale, che vive disperso da quarant’anni !, lui anche avete ricevuto, e questo ha suscitato impressione nel mondo. E tanti altri…

Voi siete il prestigioso difensore dell’uomo vostro fratello. Questa vocazione vi rende un testimonio in tutte le organizzazioni internazionali, da voi riconosciute in qualità di autorità mondiali legittime, sovrani, efficaci, da porre al di sopra degli Stati e forse anche delle Chiese, in ogni caso delle religioni umane : ONU, UNESCO, BIT, Stati firmatari della carta di Helsinki, etc. Affermereste volentieri : tutto ciò che è internazionale è nostro.

« Si dovrebbe osservare che la Santa Sede – coerente con la propria identità e a vari livelli – ha sempre cercato di essere una fedele collaboratrice delle Nazioni Unite in tutte quelle iniziative intese a promuovere ulteriormente questo nobile ma difficile compito. La Santa Sede ha sempre apprezzato, lodato e incoraggiato gli sforzi delle Nazioni Unite diretti a garantire, in un modo sempre più efficace, la piena e giusta protezione dei diritti fondamentali e della libertà della persona umana ». 4

Così, tutti i grandi organismi internazionali, le più alte autorità spirituali e morali sono oggi felicemente mobilitate in favore della difesa dell’uomo contro… contro chi ? Contro le dittature di destra, contro i regimi non democratici, antiparlamentari e necessariamente anticomunisti ; regimi che voi definite, per questo motivo, anticristiani, anche se le loro costituzioni, ahimé, li proclamano apertamente, ufficialmente cattolici.

La Chiesa, nella lotta per i diritti dell’uomo, condanna i « regimi di sicurezza nazionale », regimi peraltro corrotti, plutocratici, intollerabili, come li dipinge stereotipamente la disinformazione fornita al mondo dal KGB. Lo Scià dell’Iran, il dittatore anticomunista Somoza in Nicaragua, il generale Romero nel Salvador, il presidente Marcos nelle Filippine, e di certo il generale Pinochet il quale, che animale !, si mantiene al potere in Cile nonostante l’arcivescovo di Santiago, il cardinale Silva Henriquez, che voi mantenerete al suo posto finché egli non ottenga la sua rivincita. Alcuni dittatori da voi denunciati sono caduti ; pazienza, cadranno anche quegli altri che diffidano del vostro potere spirituale !, che diffidano dell’Uomo !

Ecco come li mettete al bando dalle nazioni : « Non c’è più libertà quando la sicurezza interna viene eretta come norma unica e suprema delle relazioni tra l’autorità e i cittadini, come se fosse il solo o il principale mezzo per mantenere la pace. Non si può ignorare, in questo contesto, il problema della repressione sistematica o selettiva – accompagnata da assassini o torture, sparizioni ed esili – di cui sono vittima tanta gente, compresi vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici cristiani impegnati nel servizio del prossimo. » Si tratta del vostro messaggio per la giornata della pace, in data lo gennaio 1983. 5 Il “ servizio del prossimo ”, bisogna intendervi bene !, è la rivoluzione.

Al Presidente Marcos, che è nel mirino di tutti i difensori della persona umana nel mondo, assieme a molte e potenti personalità, come assieme a pericolosissime mafie terroristiche ! Siccome è anticomunista – ma anche anticapitalista, lo sapevate ? – voi enunciate i severi e implacabili principi della vostra nuova morale politica :

« Perfino in situazioni eccezionali che possono a volte verificarsi, mai è lecito giustificare una qualunque violazione della dignità fondamentale della persona umana o dei diritti basilari che salvaguardano tale dignità. Ogni apparente conflitto fra le esigenze di sicurezza e quelle dei diritti fondamentali dei cittadini deve essere risolto secondo il basilare principio – sempre sostenuto dalla Chiesa – che l’organizzazione sociale esiste solo per il servizio dell’uomo e per proteggere la sua dignità e che non si può pretendere di servire il bene comune quando non si salvaguardano i diritti umani. » 6

Sta in guardia, Marcos ! Sta in guardia, Imelda ! O la valigia, o la bara ! E senza assoluzione ! Ma parliamo seriamente. I vostri principi rendono impossibile ogni governo. Perché non li richiamate che agli Stati antidemocratici e mai, in faccia, alle democrazie plutocratiche, laiche, massoniche, né alle democrazie popolari comuniste ? Né d’altronde li applicate al vostro stesso potere, poiché non mi rendete quella giustizia alla quale ho riditto, come del resto non lo faceva il vostro predecessore, senza parlare di ben altri “ epurati ” della vostra Chiesa conciliare. Questa lotta per i diritti dell’Uomo, non sarà il paravento di un’altra guerra ?

Quello che dovrebbe impressionarvi, se foste sincero in questa lotta, è un qualcosa che tutti gli sventuratissimi sfruttati o oppressi, dei quali prendete generosamente le difese, hanno in comune ; qualcosa che pesa il doppio. Questi oppressi sono sostenuti dall’intera rete di organismi spirituali di difesa della persona umana, tutti d’accordo, che rendono i loro nomi improvvisamente noti in tutto il mondo. E, altra cosa, o forse la stessa, curiosissimo !, sono anche tutti sovvenzionati, guidati e armati dal KGB di Mosca. Nella difesa di questi poveri “ contadini ” del Salvador e degli Armeni in Turchia, avete come aiuto seicentomila agenti del GRU e del KGB ! Felicitazioni ! Siamo al punto che il piccolo e squattrinato Vaticano sembra diventato una succursale ideologica di Mosca !

Cosa dobbiamo concluderne ? Che Mosca è con Roma una grande potenza per la liberazione dei popoli oppressi e per la difesa dei diritti dell’uomo dovunque vengano violati ? Nessuno, all’infuori di voi e del vostro Frossard, lo crederà. Allora, Roma sarebbe diventata, per idealismo, pericolosa fantasticheria, chimere, la migliore cinghia di trasmissione del KGB, la migliore compagna di strada dell’impero sovietico ? Lascio a voi la risposta.

Prima riflessione. La Chiesa dei secoli, così esperta in umanità come Paolo VI e voi stesso pretendete, aveva sempre obbedito al suo Signore e Padrone preferendo, riguardo tutte le ingiustizie di questo povero mondo, richiamare gli sventurati alla sottomissione, alla rassegnazione, ammonendo senz’altro i potenti, ma senza mai mettere in discussione il loro potere, senza mai mettere in causa – con il pretesto della difesa dell’Uomo o dell’avvento di un’era di Giustizia, – ogni autorità di diritto o di fatto che assicura il bene comune ; e aveva preferito condannare sempre l’anarchia.

Sì, sostenere l’autorità, denunciare i dissidenti ! Questo bene non fa certo scalpore, ma salva la pace e l’ordine del momento e riserva per l’avvenire ogni possibilità di progresso. Voi, “ Papa dei dissidenti ”, fate molto scalpore. Non è certo che non facciate molto male.

Altra riflessione. Se voi intervenite nella politica “ sempre in testimonianza di Cristo e del Vangelo ”, evidentemente il Vangelo dei diritti dell’uomo e della libertà, tuttavia mi stupisco del fatto che vi occupiate preferenzialmente di scuotere gli Stati che sono a voi più favorevoli, i regimi che sono più vincini alla concezione cattolica. Per contro, risparmiate i poteri protestanti, ortodossi, mussulmani, ebrei, massoni e comunisti. Non vorrei che ciò fosse la riprova del nostro antico proverbio : “ Ungete un villano, vi colpirà ; colpitelo, vi ungerà ”.

Ancora un’altra riflessione. Perché non difendete che le cause di sicuro successo, mai le cause disperate ? Ad esempio quella di Rudolf Hess, “ il più vecchio prigioniero del mondo ”, in cui favore un’associazione di eminenti giuristi vi ha chiesto d’intervenire, senza esito, senza risposta da parte vostra. O siete un demagogo preoccupato del vostro prestigio, che non ci tiene a rischiarlo in affari che non appassionano l’opinione pubblica… ma allora tutto ciò non è che menzogna ! Oppure per voi ci sono buoni e cattivi oppressi, buoni e cattivi prigionieri… ma allora la difesa dei diritti dell’uomo è un’enorme impostura che serve da strumento a un campo contro l’altro. E voi, Vicario di Gesù Cristo, siete dalla parte dei potenti per schiacciare gli umili, i deboli, i perseguitati. E’ cosi. Vi compatisco.

II. IL PAPA DELL’EST, VITTIMA VOLONTARIA
DELL’INGANNO COMUNISTA

Innanzitutto, inventate una morale politica impraticabile, impossibile. Bisognerebbe che lo Stato tollerasse l’anarchia ! Ecco : all’OUA, il 6 ottobre 1979, dicevate : « Se talune ideologie e modi d’interpretare la legittima preoccupazione per la sicurezza nazionale dessero come risultato l’asservimento allo Stato dell’uomo, dei suoi diritti e della sua dignità, quelle ideologie cesserebbero, allo stesso istante, di essere umane ( !) e diverrebbero per interna contraddizione inconciliabili con un contenuto cristiano ». 7

Dunque, ogni Stato che pretenderà farsi obbedire dalla “ persona umana ”, dal signor Ognuno coi i suoi diritti, la sua dignità, la sua cassetta di sicurezza e il suo conto in banca, le sue convinzioni democratiche e la sua lotto contro la tortura, verrà convinto di aver violato i diritti umani, cesserà di esser considerato come umano, e a maggior ragione come cristiano, per non essere più, ai vostri occhi, e a quelli della Chiesa, che senz’altro bestiale e giustiziabile da parte dei pistoleros.

Il vostro più efficace sostegno contro le dittature è il comunismo mondiale, il quale, con voi e più di voi, vuole la loro caduta, e che s’impegna per questo con i più zelanti dei vostri figli, i gesuiti, e delle vostre figlie, le Mariaknoll, e che lavora per l’instaurazione della stessa democrazia parlamentare, pluralista e personalista, da voi sognata. Guardate questi bravi sandinisti del Nicaragua, che hanno perfino fatto diventare quattro vostri sacerdoti ministri del loro governo ! Giunti a questo punto, in quest’ora della verità in cui la Rivoluzione mostra il suo vero volto, in cui viene confiscata dai briganti, elimina i liberali, uccide, viola e saccheggia, irreggimenta e si trasforma in pura dittatura marxista-leninista, articolata su l’Avana, Tripoli e Mosca, il vescovo di Managua, Obando y Bravo, si risveglia e rivolta la giacca : almeno è onesto. E voi ?

Voi preferite farvi cieco e sordo per non vedere, per non udire le grida, il sangue delle vittime dei vostri compagni di lotta per i diritti umani. Non si tratta di stupidità. Di che cosa ? Chi può saperlo ? La persona a voi più intima è persuasa che il comunismo “ marcia nel senso della storia ”, che è così ch’essa si esprime, e che dunque bisogna adattarsi. Se questa persona pensa così, non avendo ella mai pensato nulla da sé, lo riceve da voi.

Ma in questa collaborazione col comunismo, voi procedete, avanzate da trent’anni, non costretto e forzato, ma certo di procedere fondamentalmente nella loro stessa direzione, e, per il resto, di andare più veloce di loro, di farli evolvere nella buona direzione alla quale essi, consciamente o inconsciamente, aspirano. Dunque, proseguite il dialogo con loro sui diritti dell’uomo, gli accordi di Helsinki, etc., ascoltando i loro discorsi e ignorando le loro azioni. Vi augurate soltanto che anche all’interno dell’impero comunista si protesti per i diritti dell’uomo e per la sua dignità, che ci si mobiliti per difendere i dissidenti. Volete ignorare la Lubianka, gli incidenti stradali, le defenestrazioni dall’Hotel di Mosca sul selciato, sotto gli occhi ciechi dei passanti ; e dimenticate caritatevolmente i colpi di revolver di Ali Agca. Così vivete in una perenne e cementata menzogna per omissione, su tutto ciò che riguarda la differenza di natura tra l’Ovest, che demolite, e l’Est, che neanche potete scrollare.

Riguardo il rispetto – per non dire il vostro servilismo e, pertanto, la vostra cooperazione, volontaria, forzata o spontanea, non importa ! – da voi mostrato verso il potere mondiale comunista, gli occidentali vengono assolutamente ingannati dal vostro atteggiamento nel dramma polacco, che è del tutto particolare e nel quale il comunismo mondiale vi concede un ampio margine di manovra e di propaganda. Vi si crede anticomunista. Siete polacco, e come tale insofferente di ogni occupazione russa, ribelle innanzitutto contro ogni invasione da parte di Mosca. Tanto più che, come ogni socialista slavo o ebreo, siete più germanofilo che panslavista ; avete scelto “ l’opzione Jagellon ” : niente russi da noi ! Riconquista delle terre orientali ! Ma il comunismo, in Polonia e nel mondo, rappresenta un’altra questione !

Quando Walesa vi ha fatto visita a Roma, il 15 gennaio 1981, all’epoca dell’intesa cordiale tra Solidarnosc e lo Stato polacco comunista, gli avete detto – e ogni occidentale ha pensato, a torto, che fosse una grossa malizia :

« Tutti hanno sottolineato la particolare maturità che la società polacca – e in particolare gli uomini del lavoro – hanno dimostrato. (…) Sullo sfondo degli avvenimenti che non mancano nel mondo d’oggi – e nei quali tanto spesso il metodo di agire diventa violenza e prepotenza, sullo sfondo del terrore operante in vari Paesi, che non risparmia la vita di uomini innocenti – appunto tale modo di agire, libero dalla violenza e dalla prepotenza, che ricerca le soluzioni sulla via del dialogo reciproco e delle motivazioni fondamentali, e che tiene presente il bene comune, dà onore sia ai rappresentanti del mondo del lavoro (…) come pure ai rappresentanti delle autorità statali della Polonia.

« Ho accolto con gioia la notizia dell’approvazione dello statuto del sindacato libero Solidarnosc (…). Essa indica che non esiste – perché non deve esistere – la contraddizione tra una siffatta autonoma iniziativa sociale degli uomini del lavoro e la struttura del sistema (sic) che fa richiamo al lavoro umano come al valore fondamentale (sic) della vita sociale e statale. » 8

Voi volete che il mondo cambi – soprattutto, non nella direzione di un qualunque fascismo : questo per voi oltrepassa i limiti dell’orrore, è escluso, si tratta dell’ “ intrinsecamente perverso ” secondo l’opinione di quel mondo al quale appartenete. Neanche nel senso di un capitalismo liberale sul quale siete da sempre convinto che è decadente, condannato, in quanto, come dice quella persona, “ non marcia nel senso della storia ” – benche la Polonia, il Vaticano e voi ne approfittiate considerevolmente, ne viviate. E allora ? Vediamo cosa rimane :

“ Ho udito il grido che sale da queste terre ! ”, dicevate all’aeroporto di San José in Costarica, del quale avevate baciato la terra – rito che mi pare sconveniente, quello di un Papa che non si fa vedere baciare altro che la terra e le donne. E voi, questo bravo piccolo popolo del Costarica, che non vi aveva mai chiesto nulla, che vi applaudiva tranquillamente, l’avete chiamato alla Rivoluzione !,al mutaménto radicale di idee, programmi e strutture.

« Si, queste nazioni hanno la capacità di raggiungere progressivamente mete di maggiore dignifica- zione per i loro figli — ecco le chimere denunciate da san Pio X –. A questo bisognerà tendere con volontà sempre più determinata e con la collaborazione dei diversi settori della popolazione… — appello insensato a tutti coloro che pescano nel torbido, agitatori e, beninteso, seguaci del KGB ; come in tutte le…”resistenze ” !, come in Solidarnosc infiltrata dal KOR – senza ricorrere a metodi di violenza né a sistemi collettivistici… — Va al ballo, figlia mia, e non peccare, diceva la madre ; Va al fuoco, figlia mia, e non bruciarti, diceva il Curato di Ars alla pagliuzza gettandola nel camino ! E voi . Fate l’omelette, figli miei, ma non rompete le uova ; andate col diavolo, ma non finite nel Gulag ! — che possono risultare non meno oppressori delle dignità dell’uomo che non un capitalismo puramente economicista ». Ecco qua ! Tante parole, altrettante menzogne omicide. Possono ? No, nessuna incertezza. Risultare ? No, è arcinoto, scientificamente stabilito, verificato dal 1917. Non meno oppressori ? Mille volte di più, incomparabilmente di più. Della dignità umana ? Si, e della vita e della salvezza eterna. Che non un capitalismo puramente economicistico ? Non ci sono mai state società capitalistiche che fossero questo o quello allo stato puro. La prova ? Vi si sopporta ! Ma convertire non v’interessa ; è laborioso, è penoso ed è umile, mentre sovvertire, in abito bianco, croce dorata e mantello rosso sulla sfondo del cielo azzuro, ecco il sogno ! —

« E’ la via dell’uomo, l’umanesimo proclamato dalla Chiesa — la Chiesa di Satana ! — …nella sua dottrina sociale — nuova impostura ; bisogna gettare a mare con voi Leone XIII e Pio XI, e ovviamente Paolo VI — … quello che potrà superare situazioni deplorevoli, che attendono opportune riforme ». 9

— Ma dove mai dunque una tale utopia ha potuto “ superare ”, etc. ? Nel Cile di Frei e di Allende ? In Nicaragua ? Dove ? Da nessuna parte, ma di certo nel futuro ! Parlateci dunque della situazione economica della Polonia di Gierek, col quale vi felicitavate cosi calorosamente nel vostro primo viaggio ! Preferisco vivere nel Costarica, la piccola Svizzera dell’America centrale, che nel regime comunista delle vostre sanguinose utopie !

Sì, voi sognate un diverso comunismo. Lo avete spiegato nella vostra Enciclica Laborem exercens, del 14 settembre 1981. E’ un monumento che non ho commentato per iscritto, ma che commenterò certamente, dando la prova di quello che ora sto per dirvi :

La sua struttura analitica è marxista, pertanto estranea ed ostile alla realtà dei fatti che non vuole ammettere e che non può abbracciare, ostile evidentemente alla verità teologica ed anche filosofica (par. 8°), nemica della nostra tradizione corporativa, ignorante delle nostre dottrine e delle nostre moderne opere di cattolici legittimisti sociali (par. 11°).

In forza della dialettica hegelo-marxista, voi lasciate fronte a fronte il capitalismo liberale materialista e il comunismo collettivista, ugualmente materialista (n. 11°). Ungualmente ! Respingete il capitalismo in quanto regno dell’oggetto, della cosa, del capitale, del denaro ; in questo siete già marxista (par. 12°). Ma fate del laburismo una religione del lavoratore, dunque del soggetto, dell’Uomo ! Optate pertanto per un comunismo in evoluzione non verso il liberalismo bensì verso il personalismo (par. 14°), destinato ad aprirsi allo spirituale come il capitalismo non saprebbe mai fare (par. 21°).

Voi ignorate a fin di bene, – o fate finta, o l’autore principale della enciclica, polacco da circa qua- rant’anni impregnato di marxismo leninista, che non conosce nulla se non attraverso questo prisma deformante – voi ignorate – lui o voi – : a) la naturali condizioni della prosperità naturale delle nazioni, conosciute e rispettate in parte, soltanto in parte, dal capitalismo ; b) le primarie condizioni politiche dell’ordine e della libertà, che sono l’indipendenza di sovranità da ogni potenza finanziaria o di violenza, borghese o delle masse papolari, e la sua sacra legittimità : la vostra concezione si svolge nel quadro chiuso del disordine democratico ; c) le condizioni del « supplemento di anima », di fraternità universale, etc., da voi desiderate e sognate, ma che esigono come loro unica causa proporzionata la vera religione predicata dalla vera Chiesa, e il riconoscimento di quest’ultima da parte dello Stato che deve concederle una libertà perfetta per la sua opera cristiana.

La vostra illusione sul marxismo è inquietante. Essa preferisce il comunismo al capitalismo, e preferisce ancora e in ogni modo quest’ultimo ad ogni dittatura, si tratti della monarchia assoluta di un Re o della dittatura militare di un cattolico sottomesso in tutto alla legge della Chiesa, quella vera !

La vostra china va dunque da questa a quello, e da quello al peggio. La vostra amica ha ragione, è il senso della storia, la morale del cane crepato seguendo la corrente. Si tratta della caduta della Cristianità, in due fasi, nel Gulag. 10

III. GLI EFFETTI PERVERSI, BIANCHI, ROSSI E NERI,
DI UN PONTIFICATO CHE VOLGE AL TRAGICO

In Francia, nel settembre 1939, abbiamo conosciuto “ la strana guerra ”, teatro per le armate, gioco del calcio sui campi militari, motti di spirito sui contrafforti e fortini della linea Maginot. Durante questo periodo, per la Polonia era l’agonia, e, la primavera seguente, era la nostra agonia, la disfatta, l’esodo, l’invasione. Così vanno le nostre frivole democrazie, dalla commedia alla tragedia. Parimenti il vostro pontificato, dopo un strano Concilio, è, come quello di Paolo VI, è un “ strano pontificato ” per una Chiesa in cui tutti le sentinelle di guardia fanno l’occhiolino. Ogni giorno muore una parrocchia, si chiude un monastero. Il morale è basso tra i fedeli, e i sacerdoti invecchiano tristemente consci del fatto che, non potendo venire sostituiti da nessuno dopo la propria morte, non è più tempo di seminare, piantare, gettare fondamenta. Che tristezza, che tristezza. Il morale di tutti non è più ottimista, né all’Est, com’è ovvio, né all’Ovest, né nel terzo mondo. Il capitalismo non seduce più nessuno e il socialismo delude crudelmente tutti coloro che cadono sotto la sua mano. Il mondo si oscura.

Gli uomini politici – deputati, ministri, e, in ogni nazione, la gente della Nomenklatura – sono più allegri. Quanto ai capi di Stato, traboccano di autocompiacimento e sono contenti dell’andazzo del mondo, a parte il sinistro Andropov : è un segno. Questo vale anche per le dittature di sicurezza nazionale, inquiete per le numerose minacce concentrate sui loro popoli. Anche i vescovi ci appaiono felici, la loro aria gioviale li rivela soddisfatti ; d’altronde essi sono tanto più numerosi quando minori sono i sacerdoti e i praticanti, e quanto meno danaro c’è nelle casse della Chiesa. E il Papa è più lieto ancora, soddisfatto di se stesso e della Chiesa, contento di tutti e del Mondo stesso per come va.

Tutto andrebbe per il meglio se l’applicazione coraggiosa del Concilio, la pastorale risolutamente missionaria, il rinnovamento liturgico e soprattutto l’apertura al mondo, il servizio degli uomini, tutto questo così “ positivo ”, così “ pieno di promesse ”, non fosse contrastato da certi “ effetti perversi ”, come dicono i nuovi economisti, che non si padroneggiano né controllano e neppure si scoprono perfettamente. Generalmente si pensa che bisognerebbe spingersi in avanti, più rapidi, per seminare questi spiacevoli accompagnatori. Tuttavia voi imponete a tutti la vostra andatura che intende essere briosa, audace ma per nulla precipitosa.

Tutto questo mi dà l’impressione di un travestimento in bello di una piega della situazione che non si vorrebbe confessare a se stessi né agli altri che diventa ogni giorno più tragica. Sono gli effetti, per nulla perversi ma previsti, conseguenti, del vostro “ antropocentrismo laico ”, Beatissimo Padre, della filosofia dell’Uomo e della prassi che ne deriva di deteriorazione della religione, della Chiesa e della nostra società ancora civile e cristiana, già singolarmente maltrattata dai riformatori e rivoluzionari precedenti. Questi effetti, per classificarli comodamente, li chiamerò bianchi, rossi e neri.

EROS

Li chiamo bianchi, pensando che questi primi effetti hanno sempre accompagnato il successo politico del partito dei Bianchi in Polonia. Aristocratici e borghesi liberali, per la maggior parte massoni, appassionati per le idee germaniche ed ebraiche, essi hanno regolarmente provocato un improvviso ritorno del culto del dio Eros e di conseguenza una vertiginosa caduta della moralità.

Il richiamo alla felicità, al successo mondano, alla realizzazione e alla pienezza di sé, di ognuno e di tutti, si paga sempre con un’esplosione – oggi una super-esplosione ! – di sensualità, le cui immemorabili conseguenze sono la denatalità, l’aborto, i divorzi, le aberrazioni sessuali, la licenza nelle spiagge e negli spettacoli, la promiscuità, l’abbassamento della pratica religiosa, le cadute del sacerdozio, la fuga dei religiosi ; da ciò ne derivano una febbre di rivendicazioni salariali, l’agitazione sociale, la diserzione delle campagne, la corsa verso le città, la criminalità crescente, la droga, la pigrizia dei lavoratori, la mollezza delle éìites, il ripudio delle tradizioni, insomma Sodoma e Gomorra alla vigilia della loro distruzione, Babilonia nel momento della sua caduta.

« Questo della libertà – dicevate a Filadelfia il 3 ottobre 1979 – è il principio supremo nell’ordinamento politico e sociale, nei rapporti tra il governo e il popolo, nei rapporti interpersonali. » 11

Si sarebbe piuttosto pensato che il principio supremo della vita sociale fosse stato qualcosa di simile all’obbedienza a Dio, o alla carità fraterna che ne deriva ! Ma la libertà !… E se da qualche altra parte, almeno, c’insegnaste il principio supremo della vita con Dio e della vita morale ! Macché ! Niente esiste al di fuori della vita sociale, e questa è governata dalla libertà ! Cosa viene dunque ad aggiungervi Cristo ? La gioia !

A Torino – voi avete raccontato di ritorno da un viaggio – avete fatto questa esperienza che vi premuravate di comunicare, urbi et orbi, al Regina Coeli del 20 aprile 1980, quale “ frutto di questo pellegrinaggio pasquale e di questa visita ” :

« E’ una nuova esperienza della fede in Cristo, il quale costantemente restituisce all’uomo la gioia di essere uomo. Sì, Cristo dà all’uomo questa gioia. E’ questo il dono più grande. E’ il fondamento di tutto ciò che gli uomini desiderano e che possono realizzare attraverso qualsciasi loro programma o ideologia. »

Beatissimo Padre, è lo spirito di bestemmia e di frenesia che vi fa parlare cosi ! Se sono turbato ? Ogni volta che mi capita di rileggere, e qui di ricopiare, queste parole dall’Osservatore Romano, edizione francese del 22 aprile, mi dico : ma non è possibile ! non è possibile ! E il mondo ha udito, ha letto questo ? e tutti hanno accettato senza stupirsi né mormorare !

« Sì, ciò è alle basi di ogni cosa. L’uomo dev’essere riconciliato con la sua umanità. Non lo si può privare di ciò su qualsiasi strada. Non lo si può privare soprattutto dell’accettazione della propria umanità. Nonio si può privare della gioia semplice, fondamentale, del fatto di essere uomo. Cristo dà all’uomo questa pace, e gli dà questa gioia. Questa è proprio la gioia pasquale… » 12

Ecco dunque l’umanità costituita da questi due principi : l’uno, politico-sociale, di libertà, l’altro, di fede cristiana, la gioia di essere uomo. Il Curato di Ars, nel suo onesto linguaggio, direbbe che con tali principi il genere umano finirà con adorare le bestie !

Tanto più che voi dal vostro avvento non cessate di titillare sapientemente, sottilmente, la carne « nella sua mascolinità e femminilità », nella complementarità, nell’attrazione reciproca, nell’unione dell’uno all’altra, e qui è lo spirito di lussuria che v’istruisce e vi spinge a lanciare le più audaci parole come un dardo che va a piantarsi nei cuori e versa il suo veleno, mentre il vostro discorso prosegue con vani appelli alla dignità, alla grandezza, all’esaltazione di se stessi.

« Giovani francesi – scrivente nel messaggio che avete loro rivolto dopo la folle serata al Pare des Princes – l’unione dei corpi è sempre stato il linguaggio più forte con cui due esseri possano esprimersi a vicenda. »

Questo è empio, è anticristo, è antimariale, antireligioso ! Il Santo Essere delle tre divine Persone conosce l’unione carnale ? Quest’unione, di cui parlate con molta precisione, la Vergine Maria l’ha conosciuta ? San Giuseppe l’ha rimpianta ? E così tutti i santi. Ah, come siete odioso, detestabile nei vostri insegnamenti corruttori ! E come pretendete poi che questi giovani che entusiasmate per la vostra persona e che eccitate nella loro immaginazione ai piaceri della carne, trovino nei vostri elogi della dignità e della padronanza di sé – finalizzati alla contemplazione della propria beltà e grandezza – un freno alle loro passioni carnali ?

Ma potete continuare su questa strada e traviare la terra intera, ubriacata dalle vostre carezze, e voi dai suoi applausi ; ogni denuncia della vostra “ ossessione erotica ” 13 mi è valsa l’indignazione di tutti… ma contro di me !

POLEMOS

Rosso, si, come il partito dei Rossi polacchi, fratelli dei Carbonari. Voi incitate i bambini, i piccoli, i proletari, i meticci, i primitivi, gli studenti, le donne : di grado in grado, tutti coloro che possono pretendere di avere e di essere di più. Tutti, al vostro appello, vibrano, si agitano, si eccitano, pronti a erigersi per una lotta, non si sa quale, LA Rivoluzione !, di cui siete il profeta, l’atleta leggendario. Più l’atleta di questa insurrezione che non 1′ “ atleta di Dio ”. Ascoltatevi sognare parlando, ma conosciate i fiotti di sangue e di lacrime che tracciano gli itinerari turistici nei cinque continenti !

« La mia speranza e la mia preghiera è che tutto il popolo filippino e i suoi dirigenti non cessino mai di fare onore al loro impegno per lino sviluppo che sia pienamente umano e che superi situazioni e strutture di disuguaglianza (ah !), ingiustizia e povertà (oh !) nel nome del carattere sacro dell’umanità. Prego affinché tutti vogliano lavorare insieme con generosità e coraggio, senza odio, lotta di classe o conflitti fratricidi, resistendo a tutte le tentazioni di ideologie materialistiche o violente. Le risorse morali dei Filippini sono dinamiche, e sono abbastanza forti per far fronte alle pressioni che sono esercitate dall’esterno per spingere questa nazione ad adottare modelli di sviluppo che sono alieni dalla sua cultura e dal suo modo di sentire.

« Recenti iniziative che sono degne di lode, (alludete alla sospensione dello Stato di assedio pretesa da voi) fanno presagire bene per il futuro, dato che esse manifestano fiducia nella capacità dei cittadini ad assumere la loro giusta parte di responsabilità nella costruzione di una società che lotta per la pace e la giustizia e protegge tutti i diritti umani. » 14

Andate dovunque, come un Lamennais, perso nelle sue chimere di libertà, di uguaglianza e di fraternità, senza vedere la terra che percorre, le folle che l’ascoltano. In Africa, terra corrotta, decadente, disorganizzata, che non si è sollevata dalla brutale e funesta decolonizzazione programmata a New York e a Mosca, voi cantate la sua felicità di essere libera, vi attizzate le guerre razziali che non danno segno di spegnersi…

« Qualche giorno fa, prima di partire per questa visita pastorale, ho espresso la mia gioia per poter visitare nelle loro nazioni i popoli africani, nei loro Stati sovrani, il cui sono “ veri padroni delle loro terre e timonieri del loro destino ”. In Africa la maggior parte delle nazioni hanno conosciuto in passato l’amministrazione coloniale. Senza negare la varie opere di questa amministrazione, il mondo gioisce del fatto che quest’epoca è oggi giunta alla fine. I popoli d’Africa, con solo qualche dolorosa eccezione, sono in via di assumere la piena responsabilità politica del loro destino – e qui saluto particolarmente la recente indipendenza dello Zimbabwe. » 15

Vi rivolgevate ai “ corpi diplomatici ” di tutti questi nuovo Stati africani, voi, il Papa, insultando la razza bianca colonizzatrice. Ho giurato di dire tutto : dovrete ascoltarmi ! Denigratore dei nostri marinai e dei nostri missionari, dei nostri soldati e coloni, dei nostri medici, dei nostri agricoltori, grazie ai quali l’Africa aveva un avvenire. Voi sputate sulle tombe dei nostri padri e dei nostri fratelli torturati, violentati, impalati, divorati, per il fatto che emissari di Mosca, di New York… e di Roma erano venuti a sollevare i negri contro i loro benefattori. Mi fermo perché diventerei sprezzante e sarcastico. Come scrivevo a Paolo VI che tendeva la mano alle Guardie Rosse della Rivoluzione culturale cinese : C’è oramai tra noi un fiume di sangue che ci separa : il sangue dei nostri martiri, sparso da questi cani, da questi demoni, al vostro appello !

Dietro di voi, dopo di voi, le rivolte si moltiplicano e ogni volta il destino esita, incerto, tra il massacro, la repressione brutale dei ribelli da parte di qualche reuccio o dittatore pagano, ex-cristiano o mussulmano, e la presa del potere nella nazione da parte dei sovietici e dei loro mercenari cubani o, più pericolosi ancora, tedeschi-orientali. Ma, a misura che l’impero sovietico mondiale si estende, sempre più si riduce l’area dei vostri viaggi. Non vi resterà ben presto che Roma in cui predicare la rivolta contro lo straniero venuto dal Nord !

THANATOS

Nero, come la morte. La chiave di volta del vostro ottimismo, del vostro umanesimo, è il pacifismo ; cosi come quella della vostra “ fede ” è la negazione dell’inferno. Né pericolo di dannazione nell’aldilà, né pericolo di guerra nell’aldiquà. A noi il benessere, la facilità, la gioia ! Voglio sperare che nel vostro pacifismo, neutralismo, antimilitarismo da intellettuale di sinistra, non ci sia niente di più che un’immensa frivolezza. Al di là di essa, vi sarebbe il crimine : il crimine di alto tradimento

Fate appello al disarmo. Preferite il “ metodo Coué ”, caro al vostro Predecessore Paolo VI. A forza di belare la pace, i lupi si trasformeranno in pecore :

« Ma per risollevare la sfida che s’impone a tutta l’umanità di fronte al grave compito della pace, c’è bisogno di ben altro che di parole. (…) Bisogna che il vero spirito di pace si diffonda. Bisogna almeno che gli si permetta di basarsi su alcuni principi elementari ma fermi, come questi. Gli affari umani debbono essere trattati con umanità e non per mezzo della violenza. Le tensioni, le contese e i conflitti debbono venir regolati non con la forza, ma con negoziati ragionevoli. Le opposizioni ideologiche debbono confrontarsi in un clima di dialogo e di libera discussione. (…) Gl’imprescindibili diritti umani debbono venire salvaguardati in ogni circostanza. Non è permesso uccidere per imporre una soluzione. » 16

Era un passo “ molto rilevato ” di un vostro messaggio a una qualunque assemblea internazionale consacrata al disarmo.

Un’altra volta avete tenuto un linguaggio molto solenne, ma il discorso, benché pontificale, non era meno assurdo. Potremmo anche trascurare questa fiumana di vana letteratura, se non fosse che questi discorsi per il disarmo, provenienti da un altro “ Pellegrino della pace ”, come un tempo veniva chiamato Aristide Briand, ci preparano un altro cataclisma dantesco in cui l’umanità si oscurerà ! Ecco dunque questo passo di non so quale discorso : ho detto che è assurdo, perché qui parlo da politologo e da po- lemologo ; parlando come prete, dovrei aggiungere : empio, ateo.

« In virtù della mia missione universale, voglio ancora una volta farmi interprete del diritto dell’uomo alla giustizia e alla pace, e della volontà di Dio che tutti gli uomini siano salvi. Rinnovo l’appello che lanciai a Hiroshima il 25 febbraio scorso : impegnamoci solennemente, qui e adesso, a non permettere mai più, e meno ancora a cercare, che la guerra sia un modo per risolvere i conflitti. Promettiamo ai nostri fratelli in umanità di lavorare instancabilmente per il disarmo e per la condanna di tutte le armi atomiche. Sostituiamo il dominio e l’odio con la reciproca fiducia e la solidarietà. » 17

Avete in abominio ogni integrismo, fanatismo, sciovinismo, razzismo, nazionalismo, militarismo. Fiaccate tutto ciò che è del partito di Dio, del bene e della civiltà, che, in definitiva, è il vero partito dell’ “ uomo ”. Nel frattempo, in disprezzo di Vostra Santità, tutte le forze del Male s’armano.

Che sta succedendo ? Il crollo di quel mondo che avrete rovinato. Si dirà che voi non c’entrate per nulla, come Leone XIII nella guerra del 1914, come Pio XI in quella del 1939. Invece sarete proprio voi ad esserne la causa. Ho nelle orecchie le grida dei francesi sulle vie dell’esodo del giugno 1940 : Siamo stati traditi ! A morte i traditori ! Abbasso i traditori ! Al tempo di Carter, si poteva imputare i disastri del mondo libero a questo mercante di noccioline col quale avete tanto simpatizzato durante la vostra visita alla Casa Bianca. Ma ora che di fronte ad Andropov c’è Reagan, è certo che non state dalla parte di Reagan. Sareste forse dalla parte di quel buon Signor Andropov, del KGB ?

CIÒ MI PARE UN SOGNO FOLLE

Non sono io a dirlo, è il vostro amico e confidente André Frossard, in un’intervista che ha concesso alla rivista francese “ Le Point ”. Cito l’ultima domanda e la sua risposta. E chiuderò il dossier dopo aver appeso un cartello sul palazzo del Vaticano. Quale ? Leggete :

« Ultima domanda riguardante il Papa : molto diversa, vi prego di scusarmene. Perché ha ricevuto Arafat ? »

— Secondo lui la Chiesa è con i poveri : e questo vale per l’eternità. E’ sensibile alla profonda povertà di chi non ha più terra. E credo che ci sia qualcosa di più : che senta che nell’universo mentale arabo c’è tanto la generosità quanto una punta di barbarie, che nell’universo mentale ebreo c’è una lacerazione e un indurimento. Fin dall’inizio dei tempi, non vengono messi fronte a fronte che la barbarie e la durezza. Egli vorrebbe che la generosità incontrasse la lacerazione.

« Ciò mi pare un sogno folle. Ma sarebbe egli un Papa se non pretendesse l’impossibile ? Vedete che non sono molto lontano dal maggio ’68 : “ Siate realisti, chiedete l’impossibile ”. » 18

Per un mondo folle, c’è dunque necessità di un papa folle ? E’ un’opinione. Mantengo la libertà di credere che un mondo folle avrebbe bisogno di un papa saggio e prudente, di un buon papa cattolico.


(1) Omelia del mese di maggio 1978. Cfr. CRC n. 136,p. 20.

(2) All’Assemblea generale delle Nazioni Unite, 2.10.1979, in Insegnamenti, II (1979), II , pp. 522 ss. Cfr. CRC n. 148, p. 16. Lib. ac. – 1

(3) Angelus del 28.10.1979, cfr. Insegnamenti, cit.. Il (1979), II, p. 986.

(4) Messaggio al Segretario generale dell’ONU per il 30° anniversario della Dichiarazione dei diritti dell’uomo, 21.12.1978, Ibid., I, (1978) p. 258.

(5) Cfr. La Documentation catholique, 4.1.1983.

(6) Messaggio al Presidente e alla Nazione delle Filippine, 17.2.1981, in Insegnamenti, cit., IV (1981), I, p. 339.

(7) All’Organizzazione degli Stati Americani, 6.10.1979, Ibid., Il (1979), II, p. 664. Cfr. CRC n. 148, p. 17.

(8) Alle delegazioni dei sindacati indipendenti polacchi, 15.1.1981, Ibid., IV, I, p. 91. Cfr. CRC n. 164, Pape polonais contre général américain.

(9) All’aeroporto di San José di Costarica, 2.3.1983, in L’Osservatore Rom ano, 5.3.1983.

(10) Cfr. Goulag ou Chrétienté, in CRC n. 124, dicembre 1977.

(11) Omelia al Logan Circle di Filadelfia, 3.10.1979, in Insegnamenti, cit.. II, (1979), II, p. 582. Cfr. CRC n. 148, p. 21.

(12) Regina Coeli del 20.4.1980, ibid.. III, (1980), I , p. 961.

(13) Cfr. L’obsession érotique, in CRC n. 174, febbraio 1982.

(14) Discorso alle Filippine, cit., in Insegnamenti, cit., IV, (1981), l,pp. 339-340.

(15) Cfr. La Documentation catholique, 1.6.1980.

(16) Messagio del 7.6.1982 ; cfr. Ibid.,n. 1833, p. 663.

(17) Cfr. L’Homme Nouveau, 15.11.1981, che lo riporta senza batter ciglio.

(18) Cfr. Le Point del 25.10.1982.