La Controriforma cattolica nel XXImo secolo
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LIBER ACCUSATIONIS SECUNDUS

CORRUTTORE
VOI CONDANNATE CRISTO A MORTE

NOVATORE, VOI TRADITE IL CRISTO !

VOI, Vicario di Gesù Cristo in terra, se, invece di essere con Lui, similmente a Lui, in Lui, adoratore di Dio, rivelatore del Padre, donatore dello Spirito Santo e largitore della sua grazia, infine servitore di Dio che richiama gli uomini al timore del loro Sommo Giudice e al desiderio, alla’amore, al servizio della sua maggior Gloria in vista della Vita eterna, se voi al contrario vi fate settatore dell’uomo, voi tradite il Cristo. Quale novità è nella Chiesa questa fede nell’uomo ! questo culto, questo servizio, questo combattimento, questa lotta per l’uomo ! in luogo e al posto della fede in Dio, del culto di Dio, del servizio di Dio, della lotta fino alla suprema testimonianza, fino al martirio per Dio !

Fin dal 16 ottobre 1978, i vostri strani proponimenti erano sorprendenti :

« Mi presento a voi tutti, per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia nella Madre di Cristo e della Chiesa, ed anche per incominciare di nuovo su questa strada della storia e della Chiesa, con l’aiuto di Dio e con l’aiuto degli uomini. » 1 Qual’è mai dunque questo parallelo tra il mondo secolare, oggi ahimé indifferente o apostata, e il soprannaturale cristiano, questo corso della storia profana e della Chiesa ? E quest’aiuto parallelo di Dio e… degli uomini ?

Fin dal 22 ottobre, nel giorno della vostra intronizzazione, quale amore veneratore dell’uomo ! « E ancora mi rivolgo a tutti gli uomini, ad ogni uomo (e con quale venerazione l’apostolo di Cristo deve pronunciare questa parola : uomo !) Pregate per me ! Aiutatemi perché io vi possa servire ! Amen. » 2 L’Apostolo Paolo evoca “ l’uomo ” quarantasei volte, nelle sue epistole, ma mai con un fervore così inopportuno, quasi sottraendolo a Cristo, al quale sia reso ogni onore, lode e gloria in eterno !

Ora, questi esagerati sentimenti verso l’uomo si manifesteranno sempre più esaltati e importuni, fino a quel vertice insuperabile rappresentato dal Discorso all’ Unesco del 2 giugno 1980, di cui considero soltanto un passo breve, ma quanto evocatore della vostra fede, del vostro culto !

« Bisogna considerare, fino alle sue ultime conseguenze e integralmente, l’uomo come un valore particolare e autonomo, come il soggetto portatore della trascendenza della persona. Bisogna affermare l’uomo per se stesso e non per qualche altro motivo o ragione : unicamente per se stesso ! Ancor più, bisogna amare l’uomo perché è uomo, bisogna rivendicare l’amore per l’uomo in ragione della dignità particolare che egli possiede.

« L’insieme delle affermazioni concernenti l’uomo appartiene alla sostanza stessa del messaggio di Cristo e della missione della chiesa, malgrado tutto ciò che gli spiriti critici hanno potuto dichiarare in materia, e tutto ciò che hanno potuto fare le diverse correnti opposte alla religione in generale e al cristianesimo in particolare. » 3

Si potrà trasformare queste evidenti bestemmie in una preghiera di adorazione : « O Uomo, o Donna, vi amo con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente, poiché siete grandi nella vostra dignità di uomo e di donna, nel vostro valore e trascendenza, e parimenti amo me stesso a motivo della mia propria dignità e valore. » E’ così che voi pretendete, sotto la garanzia del Vangelo, d’instaurare una civiltà dell’amore, un regno dell’uomo fondato sull’uomo stesso, indipendentemente da Dio ? Quale tradimento !

Avete un bel dire ; l’uno esclude l’altro. Vi difendete : « Il cristianesimo è antropocentrico proprio perché è pienamente teocentrico ; e contemporaneamente è teocentrico grazie al suo singolare antropocentrismo. » 4 Ma questi sono penosi giochi di parole ! Sarebbe come pretendere che la Polonia abbia due capitali, Varsavia e Cracovia, quasi che esse fossero ormai una sola città. Non lo vedete con i vostri occhi ? No, no, il Signore ce lo ha detto : « Nessuno può servire due padroni : o odierà l’uno e amerà l’altro, o si affezionerà ad uno e disprezzerà l’altro. » 5

Nondimeno, si può e si deve per certo amare e servire i fratelli, il prossimo, per amore e servizio di Dio. Ma la fede in Dio e il suo culto escludono ogni altra fede e ogni adorazione di un qualunque essere che potrebbe essergli contrario, che non procedesse interamente da Lui solo, com’è il caso della benedetta Vergine Immacolata e dei Santi della Chiesa. Pertanto bisogna rispondervi, come già obiettai a Paolo VI, con questa frase di Gesù al Tentatore durante la santa Quaresima : « Vattene, Satana ! poiché sta scritto : adorerai il Signore Dio tuo e a Lui solo renderai culto. » 6

Già all’epoca della vostra prima enciclica, “ Redemptor hominis ”, l’editorialista di Le Monde, di cui è nota la neutralità, lo faceva notare : « Il Papa, per quanto sia conservatore e polacco, appare sensibile al suo tempo. Nel suo fervore, cerca di tenere unite le due estremità della catena, senza riuscirci sempre. Ciò significa che la sua enciclica è un poco ambigua, come lo fu la prima di Paolo VI nel 1964. Più che di abilità, il problema sta in una doppia fedeltà, che si vorrebbe piena, tanto a Dio quanto all’uomo. Scommessa, questa, più facile da farsi nei trattati di teologia che nella realtà. » 7

Si tratta forse di un’elaborazione intellettuale destinata a riavvicinare gli atei, i miscredenti, gl’indifferenti, a una Chiesa che si mostrerebbe più accondiscendente verso i loro problemi, anche con qualche eccesso di eloquenza ? Sarebbe un minor male, a far cessare il quale basterebbe l’insuccesso totale di tale apologetica. Si tratta di qualcosa di più ? Di una vera passione, di un’ossessione per l’uomo, per la sua grandezza, per il suo amore, per il suo successo ? Allora quest’umanesimo imbottirà sempre più lo spazio della vostra anima, del vostro cuore, del vostro tempo e delle vostre attività ! Ciò sarà tanto più grave in quanto siete salito al più alto grado della gerarchia ecclesiastica, poiché allora, siccome tutto ciò che è riservato a Dio parrebbe rifiutato all’uomo suo rivale, tutto dev’essere infine tolto a Dio e dato all’uomo.

Questa diplopia, questa discordia, questo dualismo, questa bipolarità della fede, della speranza e della carità, dal momento che non sono più retoriche o sofistiche ma diventano effettive e pubbliche, rivestono tutte le caratteristiche di ciò che i profeti d’Israele chiamavano senza ambagi « l’adulterio » supremo, ossia una « prostituzione », con le stesse drammatiche conseguenze : innanzitutto, la distruzione del focolare legittimo, la dispersione, l’abbandono dei figli di questa prima unione, e secondariamente l’impossibilità d’innalzare il vincolo criminale dell’adulterio all’altezza di un’istituzione stabile, onorevole e sacra.

CORRUTTORE, VOI CONDANNATE A MORTE LA CHIESA DI CRISTO

Pertanto sono costretto dal vostro adultèrio spirituale, dalla vostra “ sacra prostituzione ”, e dal tradimento di Cristo che essa costituisce, a proseguire la mia accusa con questa seconda interpellanza brutale : Corruttore ! Voi condannate a morte la Chiesa di Cristo ! Nella misura in cui avete ceduto all’offerta tentatrice del Demonio, ricevendone in cambio, secondo il contratto, tutti i regni della terra (o regalità ingannevole ! o fatale ebbrezza !), la vostra fede nell’uomo, la vostra fiducia, speranza, amore, servizio di lui, in lui, con lui, per lui, l’Uomo ! hanno invaso il vostro essere come un cancro trasformandosi – non vi sembra ? – in fede, fiducia, amore e culto di voi stesso, ponendovi come centro del mondo, come già lo eravate della Chiesa, e credevate esserlo della sua religione ? Non siete forse voi stesso l’UOMO più in vista, più nobile, più visibilmente prossimo alla divinizzazione ? Nulla di più illusorio, evidentemente, ma nulla di più corruttore di un tale egoismo e di un tale orgoglio al vertice della Chiesa, questa Chiesa che dev’essere modello e guida delle nazioni ! Il vostro pensiero e la vostra predicazione, il vostro esempio e il vostro continuo e intenso incitamento al culto dell’uomo e al culto di sé, all’amore dell’uomo vissuto come amore di sé, alla fede nell’uomo diventata tracotanza e autosoddisfazione individuale, sono diventati come degli acidi che intaccano e dissolvono implacabilmente, insidiosamente, tutto l’ordinamento divino e umano, tutto il mistero “ teandrico ” di un mondo trasformato dalla grazia. Universalmente, indefinitamente, tutto si sfalda e cade. Se ciò continuerà – e già dovunque vediamo campi di rovine spirituali, morali, materiali – sarà la fine della religione, della Chiesa e della civiltà cristiana. Fino al punto che si realizzi la dolorosa eventualità annunciata quasi con mezze parole dal Cristo : « … Ma allorché il Figlio dell’uomo ritornerà sulla terra, vi troverà ancora la fede ? » 8

« Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti che gli gridano giorno e notte, lui che è così compassionevole verso di loro ? Vi dico che li salverà prontamente, se tuttavia pregheranno senza sosta ! » 9 Ma bisogna almeno che preghino ! Orbene, disgraziatamente è proprio la virtù di religione quella che è soffocata per prima dalla vostra passione per l’uomo !


(1) Il primo saluto ai fedeli, 16.10.1978, in Insegnamenti, vol. I (1978), p. 3.

(2) Discorso per l’inizio del pontificato, in Insegnamenti, cit., p. 41.

(3) Allocuzione all’UNESCO, 2.6.1980, in Insegnamenti, vol. III (1980), I, p. 1643-1644.

(4) Udienza generale del 29.11.1978, in Insegnamenti, cit., vol. I (1978), p. 239.

(5) Mt. 6, 24.

(6) Mt. 4, 10.

(7) L’optimisme du Pape, 7.3.1979.

(8) Lc. 18,9.

(9) Lc. 18, 7.