La Controriforma cattolica nel XXImo secolo
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LIBER ACCUSATIONIS SECUNDUS

Riassunto

A Roma, 13 Maggio  1983.IL Libro di accusa contro Giovanni Paolo II, indirizzato allo Papa regnante, considerato solo e supremo giudice della propria causa, inizia duramente con un ‘accusa capitale, fondata su un testo scelto tra “ cinquecento ” :

Giovanni Paolo II spoglia Gesù Cristo, Figlio di Dio e Re del mondo, dei suai attributi divini, “  trascendenza ” o “ santità ” – e dei suoi attributi di Principe e Salvatore deI genere umano – la sua “ regalità  ”, il suo “ profetismo ”, il suo “ sacerdozio ”- per rivestirne l’Uomo, ogni uomo, come proprietà inalienabili della sua sola essenza universale ed immutabile : l’uomo, in quanto Uomo, è trascendente e re  !

Egli oppone a questo “ umanesimo ” blasfemo un documento deI magistero ecclesiastico tra cento altri, l’enciclica Quas primas di pio XI, che ricorda l’impero universale e l’autorità sovrana di Cristo Re su agni realtà temporale o spirituale (11 dicembre 1925). E, fondandosi su una celebre Lettera di Sant’Ilario, dottore della Chiesa, ritiene che ogni sincero cattolico debba porsi, di fronte ad un Pastore della Chiesa che proferisce blasfeme, in un atteggiamento di “ legittimo sospetto ” e, conseguentemente, di “ ritiro di obbedienza ”.

I. Novatore  : “ Voi tradite il Cristo  ”. La prima parte, studio storico e filosofico molto approfondIto, stabilisce : quando, da chi e in che, una rottura, una frattura eretica, scismatica e scandalosa si è prodotta nella Chiesa contemporanea.

1. L’abbé de Nantes incrimina innanzitutto il sacerdote, poi arcivescovo e cardinale Karol Wojtyla, successore deI cardinale Sapieha, amico e discepolo di San Pio X, che ha deliberatamente rotto con questa tradizione e lanciato Cracovia e di li tutta la Polonia cattolica, nell’ avventura di un nuovo cristianesimo. Il rimprovero si appoggia su un fitto dossier….

2. L’abbé de Nantes incrimina nuovamente il cardinale Wojtyla divenuto S.S. Giovanni Paolo II, facendolo responsabile principale della stessa frattura effettuata nella Chiesa di Roma nello spazio di venticinque anni, tra la tradizione mantenuta ferma fino alla morte di pio XII, poi divenuta fluttuante sotto Giovanni XXIII, messa in concorrenza con la novità eretica, scismatica e scandalosa durante il pontificato di Paolo VI, durante la Riforma conciliare e l’esplosione postconciliare. Ma questa rottura è consumata dopo l’avvento di Giovanni Paolo II : La rottura dottrinale tocca l’essenziale della religione cattolica e coinvolge un’impegno totale del Papa regnante, in maniera umanamente irremissibile.

3. Il capitolo essenziale deI Libro si situa corne terzo argomento di questa prima parte, che giustifica l’accusa rivolta al Papa di essere un “ novatore ” che “ tradisce il Cristo ”. E’ lo studio dell’ UMANESIMO, o ATEISMO CRISTIANO deI professore di filosofia Wojtyla. Analisi filosofica difficile ma rigorosa e implacabile. E’ la dimostrazione dell’adozione da parte di Karol Wojtyla, della filosofia tedesca moderna, detta della “ Morte di Dio ”, in vista dell’ autorealizzazione dell’uomo, che conquista il proprio valore facendosi dio lui stesso attraverso la libertà.

Nel suo dialogo con i marxisti, Karol Wojtyla non pensa tuttavia che una tale filosofia debba necessariamente sboccare nella negazione dell’ Essere stesso di Dio, concepito corne realtà “ extra-empirica ”. Al contrario, più l’uomo si scopre libero, più si fa dio attraverso il proprio lavoro, scoprendosi “ trascendente ” e “ re dell’ universo ”, più egli puo e deve supporre un “ Altro trascendente ” non più dominatore, ma Padre di tutti gli uomini e loro… complice, piuttosto che avversario nella loro dominazione e il loro divenire storico.

L’abbé de Nantes situa molto precisamente in questa sintesi dialettica dell’ateismo e deI cristianesimo, che egli rifiuta assolutamente, l’eresia, lo scisma e l’apostasia di Karol Wojtyla, “ modernista ” divenuto papa.

II. Corruttore : “ Voi distruggete la Chiesa  ”. La seconda parte costituisce una abbondante prova che questa dottrina filosofica, dalla sua ascesa al pontificato, Giovanni Paolo II l’ha voluta a un tempo corne la “ teoria ” e la “ prassi ” di tutta la Chiesa.

1. Prima di tutto, questo “ Nuovo umanesimo  ” prende il posto della religione. E’ la fede nell’uomo, il cuIto dell’uomo, l’amore dell’uomo, che costituiscono altrettanti spodestamenti del Dio di Maestà, Padre Celeste a cui è dovuta l’adorazione e davanti a cui l’uomo non è nient’altro che polvere, del Dio Figlio e Verbo Incarnato senza cui non c’è né rivelazione né redenzione, e della Beata Vergine Maria, celebrata corne il simbolo della donna e della madre da Karol Wojtyla e non corne l’Immacolata Madre di Dio, Mediatrice celeste di tutte le grazie ; infine della Chiesa e dello Spirito Santo che è in essa, ridotti al ruolo infimo di una corrente tra altre dell’autorealizzazione e della autodeificazione dell’umanità.

2. Inoltre e logicamente, Karol Wojtyla se la prende con la Chiesa divina per cambiarla in organizzazione internazionale moderna, umana nei suoi mezzi e nei suoi fini. Segue uno studio che scava in profondità i diversi comportamenti di Giovanni Paolo II nei confronti dei tradizionalisti, dei modernisti, dei progressisti, mostrando che rispettando, senza efficacità, una certa facciata clericale, egli abbandona la concezione religiosa, gerarchica e sacrale, a profitto di una comunità informale caratterizzata dalla libertà di coscienza e di pratica, dall’ecumenismo più aperto e infine dai compiti di umanizzazione dei popoli della terra più che di conversione e di santificazione cristiani, soprannaturali.

Infine, ultima conseguenza, questa Nuova Chiesa, che fa suo questo Nuovo Umanesimo, lavora alla trasformazione politico-sociale radicale della società attuale in vista di un Nuovo Mondo. L’abbé de Nantes analizza la “ praxis ” deI Papa, divenuto fin dal primo giorno il Papa dei Dissidenti, il Papa dei diritti dell’uomo, il difensore degli oppressi. E’ per arrivare a denunciare in lui il più potente agente dell’espansione marxista, e più concretamente sovietica, nel monda, il più operoso complice e cooperatore della sovversione anticolonialista e antinazionalista nel terzo mondo. Tuttavia, egli colloca Giovanni Paolo II piuttosto nella classe dei grandi tecnocrati ed ideologi di genere “ trilateralista ”, per i quali l’avvenire è di un capital socialismo migliorato, umanizzato dalla dottrina dei Diritti dell’uomo e dall’arbitrato delle società mondiali, sia religiose che culturali, politiche ed economiche : C.E.C. ai quali si aggiungerà la Chiesa romana, l’ONU, l’Unesco, la FAO, il BIT, etc.

Tuttavia, nota molto nera, questi grandi progetti si pagano con una perdita, statisticamente stabilita, delle forze vive della Chiesa e una decadenza, altrettanto dimostrata, delle istituzioni cattoliche, dei costumi e della vitalità stessa dei popoli cristiani, in questa nuova via umanistica in cui il papa Giovanni Paolo II ha gettato la Chiesa.