La Controriforma cattolica nel XXImo secolo
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LIBRO D’ACCUSA CONTRO IL “CCC”

DECIMA ERESIA
Errore della democrazia dette
cristiana, laica, personalista e socializzata

ARGOMENTO

MILITATE per il rispetto dell’uomo, predicate il culto della « persona umana » come figlio di Dio, come dio. Avete fede, fiducia in lui ; lo amate. Perdonatemi, ma è l’idolo che ci date da adorare e da servire. Sì, il mondo intero deve essere al suo servizio.

1892. « Principio, soggetto e fine di tutte le istituzioni sociali è e deve essere la persona umana. »

Ma come si può far vivere insieme, secondo questo principio sublime, dei miliardi di piccoli dèi, di grandi Dèi ! in questo mondo ? È ciò che ci state per dire.

Il VOSTRO ARTICOLO 1 : LA PERSONA E LA SOCIETA.

Cercherete la soluzione in Dio. La darete come regola alla « comunità umana » … mentre è già così difficile raggiungere la perfezione in un Carmelo o fra i gesuiti, perfino nella curia romana, al Vaticano !

1878. Tutti gli uomini sono chiamati al medesimo fine, Dio stesso. Esiste una certa somiglianza tra l’unione delle Persone divine e la fraternità che gli uomini devono instaurare tra loro, nella verità e nella carità. L’amore del prossimo è inseparabile dall’amore per Dio.

Dopo questo paragone audace della nostra fraternità con le Persone divine in un’unione e una “ circumincession ” di sapienza e d’amore, il ritorno alla realtà è brutale :

1879. La persona umana ha bisogno della vita sociale. Questa non è per l’uomo qualcosa di aggiunto, ma un’esigenza della sua natura. Attraverso il rapporto con gli altri, la reciprocità dei servizi e il dialogo con i fratelli, l’uomo sviluppa le proprie virtualità, e così risponde alla propria vocazione.

Di colpo, vi trovo un pò cinici. L’uomo sarebbe dunque « sociale » per interesse e per amore di sé stesso ? Esitate forse tra il servirsi degli altri per sé o il lavorare al bene comune e alla salvezza eterna del caro prossimo ?

1880. Una società è un insieme di persone legate in modo organico da un principio di unità che supera ognuna di loro. Assemblea insieme visibile e spirituale, una società dura nel tempo : è erede del passato e prepara l’avvenire. Grazie ad essa, ogni uomo è costituito « erede », riceve dei « talenti » che arricchiscono la sua identità e che sono da far fruttificare. Giustamente, ciascuno deve dedizione alle comunità di cui fa parte e rispetto alle autorità incaricate del bene comune.

Detto questo, tornate al vostro insopportabile principio :

1881. Ogni comunità si definisce in base al proprio fine e conseguentemente obbedisce a regole specifiche, però « principio, soggetto e fine di tutte le istituzioni sociali è e deve essere la persona umana  ».

Pensate che la soluzione realista consista, moderna, nella « socializzazione  » temperata dal « principio di sussidiarietà  ».Tutto questo, molto di moda all’epoca della “ connivenza ” della Chiesa con i comunisti, in vista d’una felice e fraterna social-democrazia, al tempo di Giovanni XXIII, è oggi fallito. Sorvolo e ammiro che risaliate al più alto dei cieli per salvare la vostra chimera del ridicolo nel quale si è arenata :

1884. Dio non ha voluto riservare solo a se l’esercizio di tutti i poteri. Egli assegna ad ogni creatura le funzioni che essa è in grado di esercitare, secondo le capacità proprie della sua natura. Questo modo di governare deve essere imitato nella vita sociale. Il comportamento di Dio nel governo del mondo, che testimonia un profondissimo rispetto per la libertà umana, dovrebbe ispirare la saggezza di coloro che governano le comunità umane. Costoro devono comportarsi come ministri della Provvidenza divina.

Questa è la prova della vostra mancanza di conoscenza di Dio e della realtà umana. Di fatti, senza ammetterlo chiaramente, orientate i vostri lettori verso la scelta di un sistema, opposto ai fascismi “ istintivi e brutali ”, rispettoso dei valori “ spirituali e personalisti ”, dunque della democrazia cristiana. In essa, la supremazia della Persona è affermata e vissuta quotidianamente, contro i ritorni offensivi dell’abominabile teoria della supremazia del bene comune su ogni bene particolare : Pio XI contro Mussolini. Lavorate per la nostra “ conversione ” mondiale alla “ social-democrazia personalista ” e dunque “ cristiana ”.

1886. La società è indispensabile alla realizzazione della vocazione umana. Per raggiungere questo fine è necessario che sia rispettata la giusta gerarchia dei valori che « subordini le dimensioni materiali e istintive a quelle interiori e spirituali ».

1887. Lo scambio dei mezzi con i fini, che porta a dare valore di fine ultimo a ciò che è soltanto un mezzo per concorrervi, oppure a considerare delle persone come puri mezzi in vista di un fine, genera strutture ingiuste che « rendono ardua e praticamente impossibile una condotta cristiana, conforme ai comandamenti del Divino Legislatore ».

Ahimé ! il discorso citato è di Pio XII. La sua scusante è la data : 1 giugno 1941, nel momento più nero del nazismo e del comunismo associati. Tre settimane dopo, l’aquila tedesca si precipitò sull’orso sovietico e, di colpo, ÌURSS passò nel campo delle grandi democrazie personaliste ! Cinquantanni dopo, voi generalizzate quest’insegnamento di circostanza al servizio della vostra ideologia.

1888. Occorre, quindi, far leva sulle capacità spirituali e morali delle persona e sull’esigenza permamente della sua conversione interiore, per ottenere cambiamenti sociali che siano realmente a suo servizio. La priorità riconosciuta alla conversione del cuore non elimina affatto, anzi impone l’obbligo di apportare alle istituzioni e alle condizioni di vita, quando esse provochino il peccato, i risanamenti opportuni, perchè si conformino alle norme della giustizia e favoriscano il bene anziché ostacolarlo.

Il « peccato » è il fascismo, il nazionalismo, anche cattolico ! È l’autorità principiale dell’uomo sull’uomo. Orrore e putrefazione ! sotto la copertura del Vangelo, ecco la vostra « teologia della Liberazione », figlia di Lamennais, matrice di tutte le rivoluzioni seguite dalle peggiori dittature, qui ornata dalla non-violenza tolstoiana :

1889. Senza l’aiuto della grazia, gli uomini non saprebbero « scorgere il sentiero spesso angusto tra la viltà che cede al male e la violenza che, illudendosi di combatterlo, lo aggrava ». È il cammino della carità, cioè dell’amore di Dio e del prossimo. La carità rappresenta il più grande comandamento sociale. Essa rispetta gli altri e i loro diritti. Esige la pratica della giustizia e sola ce ne rende capaci. Essa ispira una vita che si fa dono di sé : « Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la perde la salverà. » (Lc 17, 33)

È il sacrificio del guerillero non violento, salvo necessità ! Che odio in questi discorsi farisaici dove non si parla d’altro che di amore. Megli sarebbe per voi di insegnare la dottrina di san Pio X per salvare le vostre anime e risparmiare al mondo torrenti di sangue innocente. Ma il vostro CCC si rifiuta di pronunciare il nome di questo Papa, il solo povero, il solo santo tra i papi del nostro secolo.

Il VOSTRO ARTICOLO 2 : LA PARTECIPAZIONE ALLA VITA SOCIALE

Dite delle cose eccellenti sull’autorità politica poi, di argomento in argomento, delle altre sicuramente contestabili, per tornare infine al rigurgito della vostra assurda ed empia dottrina democratico-cristiana condannata da san Pio X nella sua Lettera al Sillon del 25 agosto 1910.

Ecco alcuni buoni principi, classici e saggi :

1918. « Non c’è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio. » (Rm 13, 1)

1920. « La comunità politica e l’autorità pubblica hanno il loro fondamento nella natura umana e perciò appartengono all’ordine stabilito da Dio. »

1921. L’autorità è esercitata in modo legittimo se si dedica al conseguimento del bene comune della società. Per raggiungerlo, deve usare mezzi moralmente accettabili.

Il seguente è sbagliato e voi lo sapete altrettanto bene di me :

1901. Se l’autorità rimanda ad un ordine prestabilito da Dio, « la determinazione dei regimi politici e la designazione dei governanti sono lasciate alla libera decisione dei cittadini ».

Poi, il vostro CCC diventa veramente cattivo.

1902. L’autorità non trae da sé stessa la propria legittimità morale. Non deve comportarsi dispoticamente, ma operare per il bene comune come una « forza morale che si appoggia sulla… [qui, mi sarei aspettato : su Dio, meglio ancora : su Gesù Cristo] … sulla libertà e sulla coscienza del dovere e del compito assunto ».

Allora significa costruire sulla sabbia. Il seguito immediato mostra che questa sabbia altro non è che fango e anarchia permanente :

1903. L’autorità è esercitata legittimamente soltanto se ricerca il bene comune del gruppo considerato e se, per conseguirlo, usa mezzi moralmente leciti. Se accade che i governanti emanino leggi ingiuste o prendano misure contrarie all’ordine morale, tali disposizioni non sono obbliganti per le coscienze. « In tal caso, anzi, chiaramente l’autorità cessa di essere tale e degenera in sopruso. »

La prima esigenza rinvia alla seconda che è folle. Come è il titolo seguente :

1904 « È preferibile che ogni potere sia bilanciato da altri poteri e da altre sfere di competenza, che lo mantengano nel giusto limite. È questo, il principio dello “ Stato di diritto ”, nel quale è sovrana la legge, e non la volontà arbitraria degli uomini. »

Dubito che qualcuno riesca a capire ciò che trovo pernicioso nella massima di Giovanni Paolo II sullo « Stato di diritto ». Solo i discepoli di Maurras… Ma Maurras è il grande demonio, l’unico scomunicato dalla Chiesa di Leone XIII, di Pio XI e della generazione conciliare. Ebbene, più nessuno capisce qualcosa di scienza politica ? Lo temo, lo credo.

VOSTRO ARTICOLO 2, SEGUE : IL BENE COMUNE.

La prova di un mondo diventato democratico, anche personalista e… cristiano, che non capisce nulla della saggezza e della scienza politica senza le quali le società umane sono condannate a morire in spaventose convulsioni, sono i tre principi che il vostro CCC prende dalla Gaudium et Spes, sul bene comune !

1905. In conformità alla natura sociale dell’uomo, il bene di ciascuno è necessariamente in rapporto con il bene comune. Questo non può essere definito che in relazione alla persona umana.

La prima proposizione è giusta ; la seconda la contraddice. Ma è questa che predomina e guasta tutto il discorso…

1906. Per bene comune si deve intendere « l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono ai gruppi, come ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente ». Il bene comune interessa la vita di tutti. Esige la prudenza da parte di ciascuno e più ancora da parte di coloro che esercitano l’ufficio dell’autorità.

Esso comporta tre elementi essenziali :

Il primo ne è il feroce nemico ; il secondo ne è il pericoloso concorrente. Infine il terzo ne è il servitore, naturalmente capace, devoto, efficace ma del quale non bisogna preoccuparsi nè dire niente !

1907. In primo luogo, esso suppone il rispetto della persona in quanto tale. In nome del bene comune, i pubblici poteri sono tenuti a rispettare i diritti fondamentali ed inalienabili della persona umana. La società ha il dovere di permettere a ciascuno dei suoi membri di realizzare la propria vocazione. In particolare il bene comune consiste nelle condizioni d’esercizio delle libertà naturali che sono indispensabili al pieno sviluppo della vocazione umana : tali il diritto « alla possibilità di agire secondo il retto dettato della propria coscienza, alla salvaguardia della vita privata e alla giusta libertà anche in campo religioso ».

È l’autodistruzione di ogni società…

1908. In secondo luogo, il bene comune richiede il benessere sociale e lo sviluppo del gruppo stesso. Lo sviluppo e la sintesi di tutti i doveri sociali. Certo, spetta all’autorità farsi arbitra, in nome del bene comune, fra i diversi interessi particolari. Essa però deve rendere accessibile a ciascuno ciò di cui ha bisogno per condurre una vita veramente umana : vitto, vestito, salute, lavoro, educazione e cultura, informazione conveniente, diritto a fondare una famiglia, ecc.

Così, i governanti finiscono assorbiti dalla soddisfazione dei desideri e passioni dei cittadini : l’economico e il sociale fanno trascurare la salute pubblica.

1909. Il bene comune implica infine la pace, cioè la stabilità e la sicurezza di un ordine giusto. Suppone quindi che l’autorità garantisca, con mezzi onesti, la sicurezza della società e quella dei suoi membri. Esso fonda il diritto alla legittima difesa personale e collettiva.

Se ogni comunità umana possiede un bene comune che le consente di riconoscersi come tale, è nella comunità politica che si trova la sua realizzazione più completa. È compito dello Stato difendere e promuovere il bene comune della società civile, dei cittadini e dei corpi intermedi.

È infine il minimo di applicazione alla « sicurezza », alla « pace », come se questo andasse da sé, come se non valesse un’ora di fatica, in un clima di euforia e di piacere che ne rende impossibile lo sviluppo. L’idolatria dell’uomo è fin troppo contradditoria al servizio della Patria e della Chiesa, così come al culto e al servizio del Dio di Gesù Cristo.

Ho detto abbastanza per poter concludere…

ANATEMI

I. Se qualcuno dice che « la persona umana è e deve essere il principio, il soggetto e il fine di tutte le istituzioni sociali », senza sottometterla alla legge benigna di Gesù Cristo, che sia anatema.

II. Se qualcuno afferma la supremazia della persona umana sul bene comune delle società temporali e spirituali, la famiglia, la patria, la Chiesa, che sia anatema.

III. Se qualcuno dice sovrana di qualsiasi autorità umana senza far risalire il potere a Dio, unico sovrano Maestro e Signore di tutte le sue creature, che sia anatema.

IV. Se qualcuno dice che il regime politico più naturale al genere umano e più vicino all’ideale evangelico è la democrazia, che sia anatema.

V. Se qualcuno ammette come legittima forma di governo il regime che fonda tutto il suo sistema sul principio di sovranità della nazione, che sia anatema.