La Controriforma cattolica nel XXImo secolo
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LIBRO D’ACCUSA CONTRO IL “CCC”

NONA ERESIA
L’apostasia di un culto dell’uomo anticristo
con il ripudio del Cuore e della Croce di Gesù

DELL’IDROMELE E DEL VELENO

AI due calici della grande prostituta dell’Apocalisse (17, 4), tutti i popoli sono invitati a bere. Fate attenzione ! L’uno è quello del veleno di tutti i serpenti delle sue prostituzioni, l’altro del puro idromele di Gesù Cristo, limpido, soave, santificante e inebriante dell’amore casto della sua Croce e della sua Gloria.

Voi i predestinati dall’amore e dalla grazia del Padre Onnipotente, sappiate discernere il tesoro della Rivelazione di Cristo e la grazia del suo Santo Spirito dal veleno dell’idolatria dell’uomo per l’uomo, delle sue nefandezze e dei suoi crimini contro Cristo e contro i suoi fedeli servitori.

L’IDROMELE CATTOLICO
« La vita in Cristo »

1691. « Riconosci, o cristiano, la tua dignità, e, reso consorte della natura divina, non voler tornare all’antica bassezza con una vita indegna. Ricorda a quale capo appartieni e di quale Corpo sei membro. Ripensa che, liberato dal potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce e nel Regno di Dio. » (San Leone Magno)

1692. Il Simbolo della fede ha professato la grandezza dei doni di Dio all’uomo nell’opera della creazione e ancor più mediante la redenzione e la santificazione. Ciò che la fede confessa, i sacramenti lo comunicano : per mezzo dei « sacramenti che li hanno fatti rinascere », i cristiani sono diventati « figli di Dio » (Gv 1, 12 ; 1 Gv 3, 1), « partecipi della natura divina » (2 Pt 1, 4). Riconoscendo nella fede la loro nuova dignità, i cristiani sono chiamati a comportarsi ormai « da cittadini degni del Vangelo » (Fil 1, 27). Mediante i sacramenti e la preghiera, essi ricevono la grazia di Cristo e il dono del suo Spirito, che li rendono capaci di questa vita nuova.

1693. Cristo Gesù ha sempre fatto ciò che era gradito al Padre. Egli ha sempre vissuto in perfetta comunione con Lui. Allo stesso modo i suoi discepoli sono invitati a vivere sotto lo sguardo del Padre « che vede nel segreto » per diventare « perfetti come è perfetto il Padre… celeste » (Mt 5, 47).

1694. Incorporati a Cristo per mezzo del Battesimo, i cristiani sono « morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù » (Rm 6, 11), partecipando così alla vita del Risorto. Alla sequela di Cristo e in unione con Lui, i cristiani possono farsi « imitatori di Dio, quali figli carissimi », e camminare « nella carità » (Ef 5, 1), conformando i loro pensieri, le loro parole, le loro azioni ai « sentimenti che furono in Cristo Gesù » (Fil 2, 5) e seguendone gli esempi.

1695. « Giustificati nel Nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio » (1 Cor 6, 11), « santificati » e « chiamati ad essere santi » (1 Cor 1, 2), i cristiani sono diventati « tempio dello Spirito Santo ». Questo « Spirito del Figlio » insegna loro a pregare il Padre e, essendo diventato la loro vita, li fa agire in modo che portino « il frutto dello Spirito » (Gal 5, 22) mediante una carità operosa. Guarendo le ferite del peccato, lo Spirito Santo ci rinnova interiormente « nello spirito » (Ef 4, 23), ci illumina e ci fortifica per vivere come « figli della luce » (Ef 5, 8), mediante « ogni bontà, giustizia e verità » (Ef 5, 9).

1696. La via di Cristo « conduce alla vita », una vita opposta « conduce alla perdizione » (Mt 7, 13). La parabola evangelica delle due vie è sempre presente nella catechesi della Chiesa. Essa sta ad indicare l’importanza delle decisioni morali per la nostra salvezza. « Ci sono due vie, l’una della vita, l’altra della morte ; ma tra le due corre una grande differenza. » (Didaché 1, 1)

N. B. : Tutte le citazioni contenute in questo testo di perfetta dottrina, sono prese dai santi Vangeli, dalle Epistole del Nuovo Testamento e dagli insegnamenti dei Padri della Chiesa.

IL VELENO SATANICO
« La vocazione dell’uomo :
la vita nello spirito. »

1701. « Cristo…, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo Amore, svela anche pienamente l’uomo all’uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione. » (GS 22, 1) E in Cristo, « immagine del Dio invisibile » (Col 1, 15), che l’uomo è stato creato ad « immagine e somiglianza » del Creatore. È in Cristo, Redentore e Salvatore, che l’immagine divina, deformata nell’uomo dal primo peccato, è stata restaurata nella sua bellezza originale e nobilitata dalla grazia di Dio.

1702. L’immagine divina è presente in ogni uomo. Risplende nella comunione delle persone, a somiglianza dell’unione delle persone divine tra loro.

1703. Dotata di « un’anima spirituale ed immortale » (GS 14), la persona umana è in terra « la sola creatura che Dio abbia voluto per sé stessa » (GS 24, 3). Fin dal suo concepimento è destinata alla beatitudine eterna.

1704. La persona umana partecipa alla luce e alla forza dello Spirito divino. Grazie alla ragione è capace di comprendere l’ordine dello cose stabilito dal Creatore. Grazie alla sua volontà è capace di orientarsi da sé al suo vero bene. Trova la propria perfezione nel « cercare » e nell’« amare il vero e il bene » (GS 15, 2).

1705. In Virtù della sua anima e delle sue potenze spirituali d’intelligenza e di volontà, l’uomo è dotato di libertà, « segno altissimo dell’immagine divina » (GS 17).

1706. Con la sua ragione l’uomo conosce la voce di Dio che lo « chiama sempre… a fare il bene e a fuggire il male » (GS 16). Ciascuno è tenuto a seguire questa legge che risuona nella coscienza e che trova il suo compimento nell’amore di Dio e del prossimo. L’esercizio della vita morale attesta la dignità della persona.

1707. « L’uomo però, tentato dal Maligno, fin dagli inizi della storia abusò della libertà sua. » (GS 13, 1) Egli cedette alla tentazione e commise il male. Conserva il desiderio del bene, ma la sua natura porta la ferita del peccato originale. È diventato incline al male e soggetto all’errore : « Così l’uomo si trova in sé stesso diviso. Per questo tutta la vita umana, sia individuale che collettiva, presenta i caratteri di una lotta drammatica tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre. » (GS 13, 2)

1708. Con la sua Passione Cristo ci ha liberati da Satana e dal peccato. Ci ha meritato la vita nuova nello Spirito Santo. La sua grazia restaura ciò che il peccato aveva in noi deteriorato.

1709. Chi crede in Cristo diventa figlio di Dio. Questa adozione filiale lo trasforma dandogli la capacità di seguire l’esempio di Cristo. Lo rende capace di agire rettamente e di compiere il bene. Nell’unione con il suo Salvatore, il discepolo raggiunge la perfezione della carità, la santità. La vita morale, maturata nella grazia, sboccia in vita eterna, nella gloria del cielo.

N. B. : Con una sola eccezione, tutte le citazioni contenute in questo abominabile testo sono prese dalla Costituzione pastorale Gaudium et Spes del concilio Vaticano II.

ANATEMA

Se qualcuno osa dire che è possibile un compromesso tra la verità e l’errore, un’intesa tra la giustizia e l’empietà, tra la luce e le tenebre, tra Cristo e Belial (cfr. 2 Co 6, 14-15), che sia anatema.

CATECHESI CRISTIANA

1697. Nella catechesi è importante mettere in luce con estrema chiarezza la gioia e le esigenze della via di Cristo. La catechesi della « vita nuova » (Rm 6, 4) in Lui sarà :

1. – una catechesi dello Spirito Santo, Maestro interiore della vita secondo Cristo, dolce ospite e amico che ispira, conduce, corregge e fortifica questa vita ;

2. – una catechesi della grazia, poiché è per grazia che siamo salvati ed è ancora per grazia che le nostre opere possono portare frutto per la vita eterna ;

3. – una catechesi delle beatitudini ; infatti la via di Cristo è riassunta nelle beatitudini, il solo cammino verso la felicità’ eterna, cui aspira il cuore dell’uomo ;

4. – una catechesi del peccato e del perdono, poiché, se non si riconosce peccatore, l’uomo non può conoscere la verità su sé stesso, condizione del retto agire, e senza l’offerta del perdono non potrebbe sopportare tale verità ;

5. – una catechesi delle virtù umane, che conduce a cogliere la bellezza e l’attrattiva delle rette disposizioni per il bene ;

6. – una catechesi delle virtù cristiane della fede, della speranza e della carità, che si ispira al sublime esempio dei santi ;

7. – una catechesi del duplice comandamento della carità sviluppato nel Decalogo ;

8. – una catechesi ecclesiale, perchè è nei molteplici scambi dei “ beni spirituali ” nella “ comunione dei santi ” che la vita cristiana può crescere, svilupparsi e comunicarsi.

9. – Il riferimento primo e ultimo di tale catechesi sarà sempre Gesù Cristo stesso, che è « la via, la verità e la vita » (Gv 14, 6). Guardando a Lui nella fede, i cristiani possono sperare che Egli stesso realizzi in loro le sue promesse, e che, amandolo con l’amore con cui EjH li ha amati, compiano le opere che si addicono alla loro dignità :

« Vi prego di considerare che Gesù Cristo nostro Signore è il vostro vero Capo e che voi siete una delle sue membra. Egli sta a voi come il capo alle membra ; tutto ciò che è suo è vostro, il suo Spirito, il suo Cuore, il suo Corpo, la sua anima e tutte le sue facoltà, e voi dovete usarne come se fossero cose vostre, per servire, lodare, amare e glorificare Dio. Voi appartenete a lui, come le membra al loro capo. Allo stesso modo egli desidera ardentemente usare tutto ciò che è in voi, al servizio e per la gloria del Padre, come se fossero cose che gli appartengono. » (San Giovanni Eudes)

« Per me il vivere è Cristo. » (Fil 1, 21)

CATECHISI D’ORGOGLIO

1700. La dignità della persona umana si radica nella creazione ad immagine e somiglianza di Dio (art. 1).

1. – È il primo articolo del Credo gnostico del CCC : Dio ha creato liberamente un altro dio simile a lui, che egli spinge ad agire da sé stesso e per sé stesso, liberamente.

2. – Ha il suo compimento nella vocazione alla beatitudine divina (art. 2).

Questa beatitudine, non è più la gioia della croce per meritare il Cielo ma la felicità di un dio, desiderata e ricercata in questa vita, attraverso di sé e per sé, egoisticamente.

3. – È proprio dell’essere umano tendere liberamente a questo compimento (art. 3).

Questa è una rivendicazione di libertà emancipata dal Creatore e dagli altri esseri diversi da sé, per darsi un progetto di vita e portarlo a termine con le proprie forze.

4. – Con i suoi atti liberi (art. 4)…

È la grandezza dell’uomo di essere sempre pieno d’iniziative, attivo piuttosto che passivo, cosciente e responsabile.

5. – … la persona umana si conforma, o no, al bene promesso da Dio e attestato dalla coscienza morale (art. 5).

L’uomo segua o non segua le promesse ( ?) di Dio e le ingiunzioni della sua coscienza morale : è affar suo !

6. – Gli esseri umani si edificano da se stessi e crescono interiormente : di tutta la loro vita sensibile e spirituale fanno un materiale per la loro crescita (art. 6).

Ecco l’idolatria di sé stesso : autolatria, autismo.

7. – Con l’aiuto della grazia progrediscono nella virtù (art. 7).

Ecco una timida allusione al soprannaturale ; ma grazia e virtù sembrano dei mezzi di riuscita solo umana.

8. – Essi evitano il peccato e, se l’hanno commesso, si affidano, come il figlio prodigo, alla misericordia del nostro Padre dei cieli (art. 8).

Il peccato non è che un incidente di percorso da evitare, ma sempre rimediabile e presto riparato da Dio e dall’uomo.

9. – Così raggiungono la perfezione della carità.

Quest’ultimo punto rinvia sicuramente alla legge della
carità evangelica. Non si capisce com’è che un’orgoglio e un egoismo simile possano accedervi.

Questo è veramente apprendimento della santità cristiana…

1. Lo Spirito Santo guida le anime secondo Gesù Cristo.

2. È una vita nella grazia, attraverso e per essa, mozione divina.

3. Mira a portare la propria croce per meritare il Cielo.

4. Solo la contrizione del peccato permette di vivere sempre nella verità e di ottenere il perdono di Dio.

5. Bisogna imparare a praticare le virtù naturali.

6. E anche le virtù cristiane, seguendo l’esempio dei santi.
7. Infine, fare tutto per amore di Dio e del prossimo.

8. In comunione con i santi, del Cielo e della terra.

9. Il nostro unico modello è Nostro Signore Gesù Cristo.

… e questo è un’insolente proclamazione del culto dell’uomo.

1. Una orrenda contemplazione di sé attraverso di sé, idolatrica.

2. Un’autosoddisfazione del momento, qui sulla terra.

3. Una rivendicazione di libertà, contro Dio.

4. È pagano : « La gioia dell’uomo è nell’azione. »

5. È l’insolenza di un’autogiustifìcazione di principio.

6. È l’orgoglio dell’uomo che si fa Dio.

7. È una fiducia orgogliosa nell’aiuto di Dio.

8. E una presuntuosa certezza del suo perdono.

9. È la peggiore aberrazione credersi giunti alla santità quando si è già caduti nella dannazione.

ANATEMI

I. Se qualcuno osa dire, scrivere, insegnare, pubblicare e, ancora più grave, usare della sua autorità nella Chiesa per imporre al popolo fedele e al clero un miscuglio di verità e di errori, sia giustapponendoli come se fossero contemporaneamente veri e falsi, in un insolente scetticismo, sia sapientemente mescolati gli uni agli altri, secondo l’eresia modernista denunciata e solennemente condannata da san Pio X, presentando in questo modo la verità solo per ingannare i fedeli e i chierici fino a far sprofondare la loro mente negli errori peggiori, che sia anatema.

II. Se qualcuno dice che l’uomo è il vertice e il fine supremo della creazione, sostituendo Adamo ed Eva e la loro discendenza a Gesù e Maria il vero Adamo e la vera Eva per i quali tutto è stato creato nell’universo, che sia anatema.

III. Se qualcuno dice che la persona umana è destinata dalla sua concezione alla vita eterna che sia anatema

IV. Se qualcuno rifiuta la Croce di Cristo per vantare la pienezza della persona umana libera autonoma e indipendente, che sia anatema.

V. Se qualcuno disprezza la grazia di Cristo che ha detto : « Senza di me non potete fare nulla » (Gv 15, 5), contando sulle sue proprie forze, che sia anatema.

L’APOSTASIA DI UN CULTO DELL’UOMO ANTICRISTO (segue)

ARGOMENTO

SULL’ARTICOLO 1 : L’UOMO È IMMAGINE DI DIO.

È il primo articolo del culto dell’uomo, della fede nell’uomo, del rispetto della sua libertà e dei suoi diritti : creato ad immagine di Dio, egli è il detentore di una dignità naturale che non si può perdere.

1702. L’immagine divina è presente in ogni uomo. Risplende nella comunione delle persone.

1701. L’uomo è stato creato ad « immagine e somiglianza » del Creatore.

Da cosa lo si vede ?

1703. Dotata di « un’anima spirituale ed immortale », la persona umana è in terra « la sola creatura che Dio abbia voluto per sé stessa ». Fin dal suo concepimento è destinata alla beatitudine eterna.

Lasciamo questa prospettiva, per noi oscura, della beatitudine eterna… Rimaniamo nello studio positivo della superiorità dell’uomo :

1704. La persona umana partecipa alla luce e alla forza dello Spirito divino. Grazie alla ragione è capace di comprendere l’ordine dello cose stabilito dal Creatore. Grazie alla sua volontà è capace di orientarsi da sé al suo vero bene. Trova la propria perfezione nel « cercare » e nell’« amare il vero e il bene ».

1705. In virtù della sua anima e delle sue potenze spirituali d’intelligenza e di volontà, l’uomo è dotato di libertà, « segno altissimo dell’immagine divina ».

Niente in tutto questo che vada oltre l’essere naturale dell’uomo e di tutti gli uomini, senza che Dio sia uscito dalla sua trascendenza per rivelargli qualche dignità, o destino, o vocazione, che lo elevi al di sopra della sua condizione umana. Anche quando il CCC acquista un tono solenne per informarci di qualche mistero, mantiene un tono secco :

1701. « Cristo…, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo Amore, svela anche pienamente l’uomo all’uomo e gli fa notare la sua altissima vocazione. » È in Cristo, « immagine del Dio invisibile », che l’uomo è stato creato ad « immagine e somiglianza » del Creatore. È in Cristo, Redentore e Salvatore, che l’immagine divina, deformata nell’uomo dal primo peccato, è stata restaurata nella sua bellezza originale e nobilitata dalla grazia di Dio.

Siccome la grazia di Dio non si vede, non si respira nè si manifesta in alcun modo ad ogni uomo, siamo allo stesso punto sul quale concordano tutti i filosofi :

343. L’uomo è il vertice dell’opera della creazione. Il racconto ispirato lo esprime distinguendo nettamente la creazione dell’uomo da quella delle altre creature (Gn 1, 26).

222. Credere in Dio, l’Unico, ed amarlo con tutto il proprio essere comporta per tutta la nostra vita enormi conseguenze :

225. Conoscere l’unità e la vera dignità di tutti gli uomini : tutti sono fatti « a immagine e somiglianza di Dio » (Gn 1, 26).

E un’intossicazione, una montatura ! Non è una rivelazione ! Non è neanche vero.

1710. « Cristo… svela pienamente l’uomo all’uomo e gli fa notare la sua altissima vocazione. »

1711. Dotata di un’anima spirituale, d’intelligenza e di volontà, la persona umana fin dal suo concepimento è ordinata a Dio e destinata alla beatitudine eterna. Essa raggiunge la propria perfezione nel « cercare » ed « amare il vero e il bene ».

Oltre all’indimostrabile promessa di una beatitudine eterna di cui nessuno, a dir vero, si preoccupa – all’infuori di un gruppo ristretto di cristiani battezzati, credenti, ferventi -, tutto ciò ci riporta all’uomo naturale, universale, alla sua sovranità sugli altri elementi del nostro universo, sotto lo sguardo benevolo del suo Creatore, che non gli rivolge mai la parola, che lo lascia arrangiarsi da solo e, al limite, per ricompensarlo della sua retta vita e dei suoi buoni costumi, lo invierà sicuramente dopo la sua morte, in un soggiorno uguale a questo qui, e anche migliore, dove vivrà nella felicità che ha sempre sognato sulla terra, nè più nè meno, se tuttavia non è stato nè migliore nè peggiore degli altri.

Cosi, Padri, tutto il vostro Catechismo è una enorme menzogna. A partire dalla quale, si presenta una scelta per i vostri lettori e per voi stessi, infallibili Dottori d’Israele, scelta che non potete eludere :

O, accanendovi sulle vostre menzogne, giurerete agli uomini che è così, che quest’ordine naturale è divino. E che essere così “ Uomo ” e “ Donna ” e “ Persona umana ”, è adorabile. E tutti gli uomini che non conoscono nient’altro si crederanno degli dei e si permetteranno qualsiasi piacere, qualsiasi crimine, pretesa e orgoglio. Pochi troveranno di che essere soddisfatti.

O, confessate loro la vostra apostasia e l’odiosa bestemmia del culto dell’Uomo. Direte loro che UN SOLO UOMO è Dio, Figlio di Dio, che è venuto sulla terra per dare a coloro che crederanno in Lui, una parte della sua grazia, della sua vita divina e dunque delle sue virtù e perfezioni, delle sue luci sui misteri di questa vita e dell’altra… UNA SOLA DONNA è stata predestinata a tale grazia e perfezione “ dal suo concepimento ”, come voi dite bestemmiando di ogni uomo (1703) ! E sono Lui, Gesù, e Lei, Maria, le fonti e i modelli di tutto l’ordine soprannaturale.

A questo punto, potete ricominciare il vostro Catechismo dall’A alla Z, cancellando tutto ciò che avete scritto sulla “ dignità che non si può perdere ” dell’uomo, per proclamare a tutti coloro che avete ingannato : « O uomini, fate penitenza e convertitevi poiché il Regno di Dio è vicino. »

SUL VOSTRO ARTICOLO 2 : LA NOSTRA VOCAZIONE ALLA BEATITUDINE.

Comincia con nove beatitudini evangeliche alle quali non corrisponde nessuna delle maledizioni antitetiche che si trovano, è vero, nel Vangelo di Luca ; scegliendo Matteo, avete avuto la mano felice… Queste beatitudini paradossali annunciano agli infelici della terra, una felicità per il mondo a venire ; e, secondo Luca, delle disgrazie spaventose per i ricchi e i felici di questo mondo. La vostra preoccupazione in quest’articolo, è di promettere molta felicità agli uomini da parte di un Dio che li ama, che rispetta la loro “ dignità ” e che li considera anche suoi figli, tutti ! suoi eletti.

1725. Le beatitudini rispondo al desiderio di felicità che Dio ha posto nel cuore dell’uomo.

Qui, la vostra menzogna primordiale vi condanna a promettere loro, a loro che sono tutti di una tale dignità ed elevazione di cuore e di spirito, una beatitudine propriamente divina, soprannaturale. E cioè, il meglio che possa esistere : ciò che Cristo e la sua Chiesa fanno desiderare ai loro fedeli, ciò che promettono loro da parte di Dio :

1726. Le beatitudini ci insegnano il fine ultimo al quale Dio ci chiama : il Regno, la visione di Dio, la partecipazione alla natura divina, la vita eterna, la filiazione, il riposo in Dio.

Come vi lanciate ! Guardate questi uomini, e voi stessi ! ai quali promettete meraviglie come se tutti ne fossero degni e giustamente desiderosi fino al punto da tutto sacrificare per un tale “ destino soprannaturale ” ! Ma nè voi nè loro avete il benché minimo desiderio, la benché minima idea. Sono delle parole.

Avete però parlato con troppa sicurezza della felicità, della beatitudine per le quali Dio ha creato l’uomo e che gli deve in virtù del suo Amore Onnipotente. Sapete cosa fanno di questa attrattiva di felicità che gli avete mostrato ? Si lanciano nei piaceri e nelle gioie naturali che gradiscono e ciò loro basta, nella convinzione che sia per loro il solo “ soprannaturale ” a portata di mano.

Rileggetevi, per gemere del risultato :

1718. Le beatitudini rispondono all’innato desiderio di felicità. Questo desiderio è di origine divina : Dio l’ha messo nel cuore dell’uomo per attirarlo a sé, perchè Egli solo lo può colmare.
Sono tutti riusciti a colmarlo altrove !

1719. Le beatitudini svelano la meta dell’esistenza umana, il fine ultimo cui tendono le azioni umane : Dio ci chiama alla sua beatitudine. Tale vocazione è rivolta a ciascuno personalmente, ma anche all’insieme della Chiesa, popolo nuovo di coloro che hanno accolto la promessa e di essa vivono nella fede.

Il vostro realismo vi ha fatto, d’istinto, ritornare dal vostro culto dell’uomo e delle sue adulazioni, all’unica verità : il Cielo parla solo ai cristiani, e di più ! a coloro che non sono stati ancora toccati e corrotti dal vostro culto dell’uomo.

SUL VOSTRO ARTICOLO 3 : LA LIBERTA DELL’UOMO.

Il vostro culto dell’uomo si accanisce qui fino alla follia. A tutti questi esseri sublimi in dignità, saggezza, volontà, concedete la piena ed intera libertà per andare a Dio con tutta la loro anima :

1730. Dio ha creato l’uomo ragionevole conferendogli la dignità di una persona dotata dell’iniziativa e della padronanza dei suoi atti. « Dio volle, infatti, “ lasciare l’uomo in mano al suo consiglio ” (Sir 15, 14), cosi che esso cerchi spontanemente il suo Creatore e giunga liberamente, con l’adesione a lui, alla piena e beata perfezione. »

È il Concilio che lo ha detto. Ve ne rallegrate. Il vostro culto dell’uomo, la vostra fede nell’uomo vi fanno tutto sperare e niente temere da questa sedicente magnanimità cieca di Dio che concede agli uomini una piena ed intera libertà…

1731. La libertà è il potere, radicato nella ragione e nalla volontà, di agire o di non agire, di fare questo o quello, di porre cosi a sé stessi azioni deliberate. Grazie al libero arbitrio ciascuno dispone di sé. La libertà è nell’uomo una forza di crescita e di maturazione nella verità e nella bontà. La libertà raggiunge la sua perfezione quando è ordinata a Dio, nostra beatitudine.

La dignità della Persona umana non può dirigerla che verso la sua più pura e alta felicità ; vi tenderà con tutte le sue forze nella più totale libertà, dite voi ?

1732. Finché non si è definitivamente fissata nel suo bene ultimo che è Dio, la libertà implica la possibilità di scegliere tra il bene e il male, e conseguentemente quella di avanzare nel cammino di perfezione oppure di venir meno e di peccare. Essa contraddistingue gli atti propriamente umani. Diventa sorgente di lode e di biasimo, di merito o di demerito.

L’ipotesi del male non vi trattiene maggiormente. Non temete nulla. E non avete ancora avuto il tempo o il coraggio di vedere che benché Dio offra loro, secondo la vostra menzogna, la libertà di andare verso la loro felicità, divina, sublime, celeste ! tutti, salvo i cristiani e fra questi i migliori ! si sono riversati e sono sprofondati nella felicità della loro libertà !E con tanto orgoglio e passione che non hanno più sopportato alcuna restrizione alla loro libidinosa o empia licenza.

Incatenati dal vostro culto dell’uomo, osate schierarvi dalla loro parte, dalla parte della libertà, contro l’ordine, contro Dio !

1738. La libertà si esercita nei rapporti tra gli esseri umani. Ogni persona umana, creata ad immagine di Dio, ha il diritto naturale di essere riconosciuta come un essere libero e responsabile. Tutti hanno verso ciascuno il dovere di questo rispetto. Il diritto all’esercizio della libertà è un’esigenza inseparabile dalla dignità della persona umana, particolarmente in campo morale e religioso. Tale diritto deve essere civilmente riconosciuto e tutelato nei limiti del bene comune e dell’ordine pubblico.

Ecco dove vi portano le vostre bugie e, ancora peggio, all’insulto e al disprezzo di Dio :

1747. Il diritto all’esercizio della libertà è un’esisgenza inseparabile dalla dignità dell’uomo, particolarmente in campo religioso e morale. Ma l’esercizio della libertà non implica il supposto diritto di dire e di fare qualsiasi cosa.

Vorremmo sentirvi precisare i limiti che volete mettere a questo diritto.

INFINE, SUL VOSTRO ARTICOLO 6 : LA COSCIENZA MORALE.

Ma come ! Mettereste forse al vostro idolo dei “ bas-flancs ”, delle manette ? degli ostacoli alla libertà delle persone ? Sembrerebbe che li sospettiate di essere privi di coscienza morale ! “ Ad immagine di Dio ”, ogni uomo ha la propria coscienza per essere illuminato sul proprio dovere. Siete d’accordo. Vi dirò di più : tutti questi uomini nei quali voi avete una così grande fiducia, tutti hanno la loro coscienza !

Qui ancora, il vostro miscuglio di naturale e di soprannaturale, vi obbliga a pensare che l’uomo, in qualsiasi occasione, non deve fare altro che seguire la sua diritta, illuminata e informata coscienza. E sostenete che gli debba essere lasciato il suo esercizio in piena sovranità. Non vi hanno mai insegnato che il naturale, quando è stato cacciato e lo si pensa ormai lontano, ritorna al galoppo ?

1776. « Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce, che lo chiama sempre ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, quando occorre, chiaramente parla alle orecchie del cuore… L’uomo ha in realtà una legge scritta da Dio, dentro al suo cuore… La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità propria. »

Genitori, educatori, giudici, magistrati, sacerdoti e vescovi, Papa stesso, eccovi le mani legate, il viso imbavagliato per non disturbare questo figlio di Dio, questo Satana, che si inorgoglisce dei suoi crimini invocando la coscienza.

1782. L’uomo ha il diritto di agire in coscienza e libertà, per prendere personalmente le decisioni morali. L’uomo non deve essere costretto « ad agire contro la sua coscienza. Ma non si deve neppure impedirgli di operare in conformità ad essa, soprattutto in campo religioso. »

Ecco l’uomo, l’immagine di Dio, nella sua dignità, nella sua libertà di coscienza, di religione, nella sua libertà di pensiero e d’azione. E siccome tutto questo è un effetto dell’amore del suo Creatore e Redentore per questa sublime creatura che Egli si degna di considerare come suo figlio e fratello, immaginate ciò che la società degli altri uomini dovrà sviluppare in sentimenti e devozione verso questo Signore per aiutarlo a realizzarsi secondo tutte le sue capacità, tutti i suoi desideri e tutti i suoi diritti. E ciò che studieremo.

ANATEMI

I. Colui che professa il culto dell’uomo, la fede nell’uomo, il rispetto della dignità, della coscienza e della libertà dell’uomo, in virtù del suo legame con Dio, che sia anatema.

II. Colui che professa l’inammissibilità della dignità di ogni essere umano e l’intangibilità dei suoi diritti alla libertà di coscienza e di religione nella società politica e religiosa dei suoi simili, che sia anatema.