La Controriforma cattolica nel XXImo secolo
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LIBRO D’ACCUSA CONTRO IL “CCC”

PRIMA ERESIA
Un’estensione abusiva dell’infallibilità e dell’indefettibilità della Chiesa
nel suo capo, nei suoi pastore e nel suo popolo

ARGOMENTO

SI trova nel capitolo su La trasmissione della Rivelazione divina e più precisamente su L’interpretazione del deposito della fede. La questione è sempre stata molto importante. Ma lo è particolarmente ai giorni nostri e ancora di più se l’attuale modernismo, “ cloaca di tutte le eresie ” (San Pio X), è la marcia forzata dell’apostasia predetta da San Paolo nella prima lettera a Timoteo : « Lo Spirito dice espressamente, che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti ingannatori e a dottrine di demoni ipocritamente mentitori, marchiati a fuoco nella propria coscienza. » (l Tm 4, l-2 ; cfr. 2 Ts 2, 3-12 ; 2 Tm 3, l-5 ; 4, 3-4 ; seconda lettera di san Pietro, 3, 3 ; cfr. l’avvertimento di Gesù stesso, Mt 24, 4-13)

Il DEPOSITO DELLA FEDE AFFIDATO ALLA TOTALITA DELLA CHIESA

84. Il « sacro deposito » della fede (depositium fidei), contenuto nella Sacra Tradizione e nella Sacra Scrittura, è stato affidato dagli Apostoli alla totalità della Chiesa. « Aderendo ad esso tutto il popolo santo, unito ai suoi Pastori, persevera costantemente nell’insegnamento degli Apostoli e nella comunione, nella frazione del pane e nelle orazioni, in modo che, nel ritenere, praticare e professare la fede trasmessa, si crea una singolare unità di spirito tra vescovi e fedeli. »

Si potrà anche sognare un ideale inaccessibile, ma è malsano. La « totalità della Chiesa » è un concetto flaccido, democratico e unanimista, e il ricordo idilliaco della prima comunità di Gerusalemme (At 2, 42 ; 4, 32-35 ; 5, 12-16), non lo si può spacciare, se no abusivamente, per una definizione della Chiesa dei secoli, e ancor meno il ricordo della “ civilizzazione dell’amore ” annunciata da Paolo VI all’indomani felice del Concilio ancora non giunta.

Una tale concezione della totalità della Chiesa è lusinghiera per il popolo, dà sicurezza ai mediocri e ai cattivi e può diventare tranquillamente schiavista e persecutrice per i testimoni della vera fede, della vera Croce, in tempi farisaici.

IL MAGISTERO DELLA CHIESA

85. « L’ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio scritta o trasmessa è stato affidato al solo Magistero vivente della Chiesa, la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo », cioè ai vescovi in comunione con il successore di Pietro, il vescovo di Roma.

86. « Questo Magistero però non è al di sopra della Parola di Dio, ma la serve, insegnando soltanto ciò che è stato trasmesso, in quanto, per divino mandato e con l’assistenza dello Spirito Santo, piamente la ascolta, santamente la custodisce e fedelmente la espone, e da questo unico deposito della fede attinge tutto ciò che propone da credere come rivelato da Dio. »

È nuovamente il sogno di ciò che dovrebbe essere ! È l’indicazione di un ideale di saggezza, di fedeltà, di virtù, spinte fino alla santità e all’eroismo. Guardate ! è esattamente il ritratto di san Pio X, questo modello di pontefici. È dunque, se vogliamo, l’indicazione di un dovere da compiere ma non di una perfezione effettiva, costante e ancor meno attuale poiché il CCC non cita una sola volta questo santo, questo dottore, luce della Chiesa per il nostro XX° secolo !

D’altronde, lui stesso non si sarebbe raccapezzato, tanta questa presunzione d’infallibilità universale, raddoppiata da un’indefettibilità generale del corpo episcopale, è irrealista fino ad apparire menzognera. Denota un orgoglio pericoloso dei pastori, che si fa accettare carezzando l’orgoglio del loro gregge, accordandogli un’infallibilità e un’impeccabilità uguali e complementari a quelle che si attribuiscono a loro stessi grazie a queste nuove incongruità :

IL SENZO SOPRANNATURALE DELLA FEDE

87. I fedeli, memori della Parola di Cristo ai suoi Apostoli : « Chi ascolta voi, ascolta me » (Lc 10, 16), accolgono con docilità gli insegnamenti e le direttive che vengono loro dati, sotto varie forme, dai Pastori.

È una pura menzogna. È un ottativo, è forse un imperativo, che bisognerebbe sostituire a quest’indicativo demagogico il cui risultato è davanti ai nostri occhi, l’anarchia ovunque diffusa sotto lo sguardo stupefatto di una gerarchia priva di forza.

91. Tutti i fedeli sono partecipi della comprensione e della trasmissione della verità rivelata. Hanno ricevuto l’unzione dello Spirito Santo che insegna loro ogni cosa e li guida alla verità tutta intera.

Ancora una contro-verità che, se qualcuno la prende sul serio, lo condurrà a cercare questa miracolosa “ unzione dello Spirito Santo ” in qualche sètta protestante, ebraica o induista. Ritroveremo successivamente questa eresia, nel suo posto : la sesta tra le dodici.

92. « La totalità dei fedeli… non può sbagliarsi nel credere, e manifesta questa proprietà mediante il senso soprannaturale della fede in tutto il popolo quando “ dai vescovi fino agli ultimi fedeli laici ” esprime l’universale suo consenso in materia di fede e di costumi. »

Di esagerazione in esagerazione, dove mai si fermerà ? questo Catechismo insensato ! La massa di centinaia di milioni di fedeli della Chiesa attuale non può sbagliarsi ? È grottesco, è inesistente. È la caricatura, che crollerà al primo colpo del processo che intentiamo, della vera infallibilità cattolica della Chiesa, costituita gerarchicamente, piramidale, monarchica, alla quale Gesù ha promesso che le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa ! Ma “ l’universale consenso ” di “ tutto il popolo ”, privo ormai di moralità e di senno, dichiarato dal Concilio Vaticano II “ popolo di Dio ”, non è che una chimera.

93. « Infatti, per quel senso della fede, che è suscitato e sorretto dallo Spirito di verità, il popolo di Dio, sotto la guida del sacro Magistero… aderisce indefettibilmente “ alla fede una volta per tutte trasmessa ai santi ”, con retto giudizio penetra in essa più a fondo e più pienamente l’applica nella vita. »

Non abbiamo ancora raggiunto i vertici dell’esagerazione. Ma non siamo sorpresi di questo nuovo grado d’una demenza che, seguendo Maurice Pujo, chiamiamo qui “ teodemocrazia ”. Fu la paranoia dei Robespierre, dei Lenin, degli Hitler, per non osare incriminare Leone XIII e Pio XI ! È la radicalizzazione dell’unanimismo sognato dal Vaticano II. Ed è diventato una gnosi e nello stesso tempo una droga euforica, onirica : si sogna la realtà, che colpisce i sensi, diversa da quello che è, prestandole i lineamenti dei nostri desideri.

Come prologo di questo Catechismo, siamo avvertiti che tutto ciò che esso inventerà dovrà essere considerato parola infallibile del Magistero della Chiesa, abbracciata dalla totalità di un indefettibile popolo di dei. È una demenza cosciente e deliberata. Leggiamo il seguito :

99. Tutto il popolo di Dio, in virtù del suo senso soprannaturale della fede, non cessa di accogliere il dono della Rivelazione divina, di penetrarlo sempre più profondamente e di viverlo più pienamente.

100. L’ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio è stato affidato al solo Magistero della Chiesa, al Papa e ai vescovi in comunione con lui.

Ad immagine di quello di Robespierre, di Napoleone, di Stalin e di qualche altro “ fascista ”, ecco il totalitarismo ecclesiastico moderno : il popolo non cessa di accogliere, nel contesto del Partito unico e unanime, gli impulsi dei quadri statali, interamente devoti al Ftihrer, al Duce, al Papa che “ ha sempre ragione ” !

Non è certo la realtà, nè di ieri nè di oggi. Ma è la gnosi del Papa e del collegio dei vescovi, adottata con entusiasmo dalla totalità del popolo cristiano. Santo Padre, è impossibile ! Non vi aderiamo e non vi aderiremo mai, nè noi nè Voi !

ANATEMA A QUESTO UNANIMISMO D’ORGOGLIO E A QUESTA VOLONTÀ DI POTENZA !
NON VI SONO INDEFETTIBILITÀ NÈ INFALLIBILITÀ CARISMATICHE
MA SOLAMENTE L’INFALLIBILITÀ LIMITATA DEL MAGISTERO CATTOLICO

È con la fallibilità dello spirito umano e con la defettibilità del cuore umano che si spiegano molto semplicemente tutte le terribili crisi che, secolo dopo secolo, hanno scosso la Chiesa affinchè nessuno possa glorificarsi davanti al Signore per la sua infallibilità e impeccabilità personale ! Ed è ancora per questa insondabile e incommensurabile debolezza umana che si spiega l’anarchia crescente nella quale si sfalda questo stupefacente popolo di Dio, teodemocratico e totalitario. È per lui, è per noi oggi che Gesù ha espresso il suo lamento all’evocazione dell’Apostasia degli ultimi tempi : « Ma quando il Figliuol dell’Uomo verrà, troverà ancora fede sulla terra ? » (Lc 18, 8 ; cfr. CCC 675 !)

Come si può ancora ostentare una tale pretesa di indefettibilità e di infallibilità illimitate e perpetue del Papa, dei vescovi e di tutto il popolo di Dio quando, dal 1960, tutti conoscono o dovrebbero conoscere il segreto di Fatima il quale annuncia l’apostasia generale della Chiesa, nel suo Capo romano e nella quasi totalità dei suoi membri, nell’abbandono della vera fede e nel peccato contro lo Spirito Santo, in punizione per il loro disprezzo e rifiuto delle domande della Madonna formulate in nome di suo Figlio Gesù Cristo nostro Dio ?

Lungi da ogni fedeltà e modestia, questo nuovo Catechismo si presenta quindi come l’insegnamento dell’autorità attuale, vivente, concernente i misteri della nostra fede formulati con parole nuove, adattati ai nostri tempi e alle nostre culture moderne. In realtà, si tratta al contrario, rispetto alle parole e al discorso cristiano classico, di un’altra religione, una tenebrosa gnosi umanista dove il soprannaturale viene naturalizzato e il naturale soprannaturalizzato tramite una doppia ritorsione : i nostri misteri cristiani sono ebraicizzati, relativizzati, svuotati della loro divina singolarità, mentre gli istinti brutali e i pensieri mondani, atei, ovunque trionfanti, sono divinizzati !

Si capisce che per un tale progetto di armonizzazione di Dio con Mammona, i suoi inventori e i suoi pionieri si aggiudicano innanzi tutto un’autorità assoluta, indiscutibile, universale e perpetua, trascendente le vecchie regole e le definizioni classiche riguardanti l’esercizio del magistero cattolico, valendosi essi stessi e il loro popolo di Dio d’una illuminazione immediata del grande Ispiratore di questa gnosi che loro chiamano Spirito.

Ecco come mi sembra urgente e indispensabile porre un ostacolo con delle sentenze dogmatiche e un anatema :

SENTENZE DOGMATICHE

I. Nessun uomo, nessuna assemblea, fossero anche Papa, Concilio, collegio di vescovi o di sacerdoti, collezione di teologi o massa di laici, perfino una sedicente Chiesa universale, non potrebbe imporre le sue opinioni dottrinali o morali come se fossero rivestite di una qualsiasi infallibilità, al di fuori delle frontiere perfettamente definite del Magistero solenne o ordinario.

II. Ogni fedele cattolico ha il diritto, se non anche il dovere, di ergersi contro un insegnamento nuovo, anche se emanato dal magistero “ autentico ” del Papa e dei vescovi, per fare appello, da questo magistero dalle frontiere imprecise, alle decisioni del Magistero infallibile di queste stesse autorità legittime.

È necessario precisare che l’autorità non può appellarsi al potere del Magistero ordinario, a meno che essa non si limiti a insegnare ciò che la Chiesa ha da sempre e ovunque creduto ; la novità è assolutamente esclusa da ciò che viene chiamato “ magistero ordinario ”, e non può essere proposta come “ autentica ” se non per un deplorevole abuso di fiducia.

III. È con un abuso di linguaggio o anche d’intenzione, che in numerosi testi il Magistero postconciliare dichiara con delle affermazioni che non lasciano spazio alcuno nè al dubbio nè alla discussione, che esso stesso e il popolo di Dio esercitano costantemente la loro virtù di fede cattolica, gli uni nell’insegnare la dottrina, gli altri nel consentirvi e aderirvi, senza potersi sbagliare nè voler ingannare il prossimo.

IV. Un Concilio, il Papa stesso, qualsiasi assemblea episcopale o sacerdotale, al di fuori dell’esercizio del loro Magistero ufficiale nelle sue forme canoniche, possono essere eretici, materialmente e anche formalmente, scismatici o scandalosi, poiché non sono degli dei ma degli esseri fallibili e defettibili come gli altri uomini.

V. Il Magistero cattolico ha tra le sue funzioni il potere e il dovere di discernere le rivelazioni impropriamente dette “ private ”, ma, una volta riconosciute “ autentiche ” nei loro fatti soprannaturali e esente da ogni errore la loro dottrina, non ha la facoltà di porle al di sotto della sua autorità e del suo potere pastorale per ignorarle e combatterle. Il suo compito è di studiarne la verità la realtà, e non di decidere sulla loro opportunità o sul loro interesse per la Chiesa. Ciò che viene dal Cielo s’impone su tutto. Cosi i doni divini riconosciuti dalla Chiesa preconciliare, il culto della Santa Sindone di Nostro Signore Gesù Cristo, e soprattutto le apparizioni e le richieste della Madonna a Fatima, avvenimenti mondiali, aiuti provvidenziali per la Chiesa e gioia intima per le anime predestinate.

ANATEMA

Se qualcuno dice che il Papa, il Concilio o il popolo cristiano non possono ingannarsi nè ingannarci, ma che professano la verità divina e compiono le loro funzioni di Magistero docente o i loro carismi profetici in maniera indefettibile, così da non poter essere colpiti da alcuna denuncia o accusa canonica nella Chiesa, che sia anatema.