La Controriforma cattolica nel XXImo secolo
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UNA BEATIFICAZIONE SACRILEGA

NON possiamo in coscienza e ragione dare il nostro assenso interno né esterno a questo atto d’idolatria. Infatti proprio di questo si tratta ! Le pagine che seguono lo dimostrano sovrabbondantemente. Le numerose contraddizioni evidenti tra le Scritture, la Tradizione e l’insegnamento costante del Magistero ecclesiastico da un lato, e dall’altro gli insegnamenti del Papa Wojtyla pieni di errori, d’inganni, d’insulti a Dio, al suo Figlio Gesù Cristo, al loro Spirito Santo, e tante assurdità e sconvenienze manifeste, ci vietano di venerarlo come “ beato ”.

Dunque, il Papa Benedetto XVI, elevandolo sugli altari, secondo la nosta convizione fondata, si sbaglia o c’inganna. Per uscire da questa situazione spaventosa, bisognerà ancora che il Santo Padre si degni di ammettere che un atto della sua Autorità apostolica possa essere contestato in ragione di tali vizi e errori giudicati inaccettabili da una parte della Chiesa, per quanto piccola, e che Sua Santità consenta a decidere sovranamente con l’autorità del suo Magistero supremo, voglio dire, molto precisamente, di giudicare ex cathedra, infallibilmente.

La celebrazione di questa beatificazione non può bastare a promuovere la dottrina del Papa Giovanni Paolo II all’altezza di un insegnamento del Magistero infallibile, dunque indiscutibile, della Chiesa gerarchica. Questo è ovvio, anche se la cerimonia di beatificazione verrà celebrata con fervore dall’intero popolo di Dio, tranne noi, che di certo non contiamo nulla.

Nella « guerra mortale » che, dal Concilio, si fanno due religioni in seno alla Chiesa cattolica romana, unica e santa depositaria della rivelazione divina, S. S. Il Papa Benedetto XVI renderebbe un immenso servizio alla Chiesa e alle anime, alla causa di Dio, procedendo innanzitutto all’esame di questa divisione primordiale in merito alla fede, e di questa lite insopportabile che risale alla fine del Concilio. Si degni il Sommo Pontefice di risolvere tale questione dogmatica preliminare, sulla conformità o non conformità delle novità conciliari con la fede cattolica di sempre, emettendo un giudizio definitivo, irrevocabile, infallibile. Parli Roma, con la sua suprema e universale autorità, e la causa verrà sentita e piaccia a Dio che la divisione e la guerra si estinguano.

DINIEGO DI GIUSTIZIA

Durante tutto il pontificato di Giovanni Paolo II, nessuna supplica dell’abate de Nantes ricevette la minima risposta dal loro augusto destinatario, ma sempre rifiuti per irricevibilità emanati dagli uffici del Vaticano.

La volontà deliberata di Papa Giovanni Paolo II di rifiutare di portare a compimento l’esame delle accuse dell’abate de Nantes, nonostante le prescrizioni del diritto canonico, era per i suoi collaboratori così evidente, che durante il suo pontificato numerosi atti illegittimi dell’autorità, “ dichiarazioni ” ufficiali, messe in guardia episcopali e sanzioni anteriori ad ogni richiesta o processo, si sono succeduti senza timore di riprovazione.

Questi atti hanno causato un danno considerevole, anzi irreparabile alla reputazione dell’abate de Nantes e delle numerose personne che lo sostenevano, contro ogni presunzione di innocenza. Eppure, quello alla buona reputazione è un diritto fondamentale riconosciuto a tutti i fedeli della Chiesa cattolica (canone 220), e particolarmente ai clerici, non in virtù della dignità e dei diritti dell’uomo, ma in virtù della dignità della nostra condizione di battezzati, che ci fa « non figli di una schiava », ma di una « donna libera » che è la Chiesa (Gal. 4, 31).

Non è forse dovere del Padre Comune badare alla reputazione di ogni suo figlio ?

Se le accuse dell’abate de Nantes sono menzognere, gravamente manchevoli, spetta al Papa Benedetto XVI farci la carità di un giudizio in retta e dovuta forma secondo il diritto della Chiesa (canone 221), come l’abate de Nantes ha sempre reclamato durante la sua vita. La fondatezza della beatificazione del 1° maggio prossimo dipende da questo giudizio preliminare.

IL GIUDIZIO : MADONNA DI FATIMA

Il Papa Giovanni Paolo II, il cui motto “ Totus tuus ” proclamava la devozione mariana, ha sempre disprezzato le apparizioni della Madonna di Fatima e les sue richieste ben precise. Eppure, nessuno può dubitare della loro autenticità, né di quelle del 1919, né di quelle che le completarono a Pontevedra nel 1925 e a Tuy nel 1929. Esse costituiscono l’epifania mariana più importante di tutta la storia della Chiesa. Tuttavia, si dovette aspettare il tentativo di assassinio, di cui Giovanni Paolo II fu vittima il 13 maggio 1981, giorno anniversario della prima apparizione, perché, per sua stessa ammisione, se ne interessasse. È vero che in seguito si è recato a Fatima in pellegrinaggio, che ha beatificato i due veggenti, Francesco e Giacinta, morti nel 1919 e 1920, e che ha elevato al rango di santuario il luogo delle apparizioni di Pontevedra.

Tuttavia è anche vero che suor Lucia, l’ultima dei veggenti di Fatima, tornata a Dio alcune settimane prima di lui, non è stata trattata meglio… dell’abate de Nantes ! A costui è stato molto rimproverato il “ tono offensivo ” delle sue rimostranze ; ma bisogna riconoscere che i numerosi segni di venerazione e di affetto per il Padre Comune dati da suor Lucia non hanno ottenuto più attenzione e benevolezza.

Come esserne stupiti, visto che il messaggio della Madre di Dio, trasmesso fedelmente dalla veggente, era inconciliabile con le opinioni personali di Giovanni Paolo II ? In effetti, dopo la visione dell’inferno, la Santa Vergine rivela il mezzo di preservarne le anime : «  Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato ». Dall’ubbidienza della Chiesa a questa volontà divina dipende la salvezza delle anime e la pace del mondo. Tutto è, dunque, nelle mani del Santo Padre : spetta a lui consacrare la Russia al Cuore Immacolato di Maria, dopo avere ordinato ai vescovi di farlo con lui, perché la Russia si converta ; a lui spetta anche raccomandare la devozione dei cinque primi sabati del mese. attraverso queste semplici richieste, è la necessità della conversione alla Chiesa cattolica, la mediazione della Vergine Maria, l’autorità universale del Vicario di Cristo-Re, l’esistenza del Cielo e dell’inferno ad essere ricordate al mondo : tutte le verità che colpiscono proprio in pieno la “ gnosi wojtyliana ” esposta nelle pagine seguenti.

I pensieri del Papa Giovanni Paolo II andavano all’opposto di quelli del Cuore Immacolato di Maria. Egli auspicava la riconciliazione tra le “ Chiese separate di Oriente e di Occidente ”, ma non voleva per questo “ convertire ” la Russia al cattolicesimo, poiché il suo grande disegno millenarista consisteva nel fare l’unione di tutte le confessioni, in parità, senza permettere che la Chiesa cattolica su avvalesse di una qualche superiorità sulle “ altre ”. Tutto il suo programma rispondeva alla chimera di un mondo pacifico in cui le religioni formererebbero un solo “  Movimento di Animazione Spirituale della Democrazia Universale ”, chimera simboleggiata dalla riunione che organizzò ad Assisi, il 27 ottobre 1986. La contraddizione violenta che oppone le volontà di Dio rivelate a Fatima alle iniziative interreligiose di Giovanni Paolo II per la pace, fu resa manifesta, proprio nel corso dell’incontro di Assisi, da un evento sconvolgente.

Si avanzò un corteo che portava in processione una portantina sulla quale era elevata la statua delle Madonna di Fatima. Ma il servizio d’ordine respinse il corteo e la portantina rimase abbandonata lì con la statua posata a terra, sull’erba.

« Che segno ! – esclamò l’abate de Nantes – Che segno celeste in una lunga mattinata fredda e senza gioia, senza fede e senza luce, dove Dio sembrò sordo alle preghiere che salivano verso di Lui. Di che cosa si trattava in quel giorno, in quel luogo, con la partecipazione di tutta quella gente ? Della pace. Si trattava di procurare al mondo la pace. Da chi e in che modo ? Tramite tutte le religioni e tutti i culti. E allora si avanza la persona che ha ricevuto dal Dio unico e vero il dono della pace.

« Ella sale, si avvicina e viene a offrire all’assemblea di tutte le religioni il dono della sua grazia a tutti coloro che vorranno pregarla e supplicarla, e tramite lei toccare il Cuore di suo Figlio, senza cui nessun uomo, nessun popolo può fare nulla. Ma ecco che viene respinta, che segno ! per rispetto del gran rabbino di Roma e del gran mufti della Mecca, degli adoratori del serpente e di quelli del fuoco, e anche dei settatori di quel Budda che, proprio allora, coperto tutto d’oro, viene posto sul tabernacolo vuoto della chiesa San Pietro !

« Ma che cosa hanno fatto ad Assisi ? Lo scopo, il desiderio supremo di Gesù, è che tutti gli uomini, il Papa, tutti i vescovi, tutti aprano i propri cuori a Maria. E ad Assisi, l’altra sera, l’hanno espulsa, respinta ! Si preferisce pregare Budda e Allah per la pace !

« Fatima c’insegna che lei sola ci potrà soccorrerci per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra. Eppure lei sola fu respinta ad Assisi, da un Papa che aveva ammesso di essere stato salvato dalla morte proprio da lei, il 13 maggio 1981, cinque anni prima. Che smarrimento senza rimedio ! »

La poca attenzione rivolta da Giovanni Paolo II alle richieste del Cielo rivelate a Fatima dalla Vergine Maria, spiega lo stato drammatico nel quale egli ha lasciato la Chiesa e costituisce un ostacolo insormontabile alla sua beatificazione.

Fra Bruno di Gesù