La Controriforma cattolica nel XXImo secolo
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LIBER ACCUSATIONIS IN PAULUM SEXTUM

2. La vostra complicità universale con l’eresia

IL buon popolo fedele non comprende come possiate, Santo Padre, richiamarvi alla fede cattolica così spesso e con tanta fermezza e poi lasciar libere tutte le eresie possibili e immaginabili, senza mai infierire contro i loro teorici e propagatori. Il popolo si ricorda della Vostra Enciclica Misterium Fidei del 19651 e Sacerdotalis Coelibatus del 19672, della Vostra Professione di fede, del 19683 e della coraggiosa Enciclica Humanae Vitae, dello stesso anno4. Nella sua grande maggioranza esso ha sottoscritto, con tutta la sua fede, questi atti dottrinali del Vostro Magistero Ordinario, eco fedele della Tradizione cattolica. Ha molto sofferto dell’indifferenza, cioè dell’ostilità organizzata e perfino, della critica sistematica di questi Atti del Vostro Magistero, da parte di molti preti e Vescovi, addirittura di interi Episcopati. Questa insubordinazione e questa ignoranza affettata indignarono i migliori dei Vostri Figli, ma al tempo stesso li sorprese il fatto che Voi non interveniste. Affermare la verità senza condannare l’errore è incomprensibile per ogni spirito veramente cattolico.

Nello stesso tempo, i fedeli si stupiscono della differenza sempre maggiore che essi riscontrano fra la dottrina tradizionale esposta nelle Vostre Allocuzioni del mercoledì, salvo qualche eccezione, e la valanga di folli teorie che sentono insegnare liberamente nella Vostra Chiesa ! Sono stupefatti che il frastuono sollevato da malvagi teologi e da pretesi moralisti contro la Vostra Enciclica Humanae Vitae Vi abbia da cinque anni dissuaso dallo scrivere altre Encicliche, come se abbandonaste la lotta, e lasciaste il vostro gregge in mano a cattivi pastori… Non si comprende la Vostra debolezza. La si giustifica con la difficoltà del Vostro compito, la durezza dei tempi, il pericolo di scismi… Questa filiale fiducia, questa pazienza nella sottomissione sarebbero buone se non creassero una frattura, un’opposizione frenetica fra i nostri preti e Vescovi « modernisti » da una parte e Vostra Santità dall’altra, il cui insegnamento e la cui azione sarebbero in ogni punto tradizionali e santi. E’ un’ingiustizia fatta ai nostri Vescovi e ai nostri preti, la maggior parte dei quali sarebbe irreprensibile se Voi stesso li manteneste fermamente in una rigida ortodossia. L’inesplicabile tolleranza che si manifesta oggi nella Chiesa a tutti i livelli per tutti gli errori, risale prima e principalmente a Voi e tutti si lasciano trascinare. Non siete Voi il solo responsabile, ma Voi lo siete al massimo livello e tutti gli altri pastori non lo sono che per derivazione e subordinazione.

Ecco perché Vi accusiamo di essere il maggior complice di tutte le eresie che sorgono in ogni campo e parte della Chiesa.

Quelle stesse eresie che Voi non condividete, quelle stesse che Vi fanno orrore Voi non le condannate e così facendo le sostenete. Poiché è evidente, si sa, si capisce, i peggiori eresiarchi approfittano della Vostra inerzia per avvelenare impunemente le anime e Voi non solo siete responsabile per la Vostra incuria, simile a quella che valse al papa Onorio la condanna terribile dell’Anatema5, ma in molti casi andate oltre e favorite i fautori di errori e di novità dannose. Ne fate l’elogio, le strappate dalle grinfie dei Vostri propri servizi, li chiamate a incarichi di rilievo, come se provaste costantemente il bisogno di piacer loro, di dichiararvi loro amico… come se faceste blocco con loro nella causa comune della Riforma conciliare e della creazione di una Chiesa nuova.

Di questa incuria, di questa inerzia e di questa complicità Vi ho già detto le tre ragioni essenziali. Innanzi tutto, volete essere amico di tutti gli uomini, persino degli atei e dei comunisti e questo desiderio di dialogo con gli avversari di fuori Vi costringe evidentemente a rispettare ed onorare i loro amici all’interno. Così, far la pace con i protestanti evitando di ricordare le antiche condanne, Vi impedisce di reprimere con nuove condanne l’attuale protestantizzazione della Chiesa. E così, in ogni campo tollerate tutto. E’ il Vostro Liberalismo.

Per andare più in profondità, siete persuaso che l’apertura al mondo renda necessaria la profonda revisione del linguaggio dei nòstri dogmi e dell’espressione della nostra disciplina canonica, per adattarli alle esigenze moderne di pensiero e di vita. Per questo vi sentite esitante e perplesso di fronte alle formule più rivoluzionarie. Voi Vi chiedete se, pur apparendo oggi stravaganti, non saranno consacrate domani. Sono forme avveniristiche di fede o corruzione della fede stessa ? Voi esitate. E’ la vostra componente evoluzionistica.

Infine, causa ancora più grande della Vostra inclinazione verso tutte le eresie, la Vostra utopia politico-religiosa rimane senza vincoli vitali ed affettivi con la Vostra fede propriamente dogmatica. Io non oso credere che la contraddizione fra queste due tendenze del Vostro pensiero, l’utopia e la fede, vi appaia chiara. Il vostro crimine in questo caso non avrebbe limiti.

Se non altro lo sentite come un continuo malessere, come un tormento : la Fede non Vi sembra né esaltante né utile, ma la Vostra utopia non giunge a radicarsi nel Vostro Credo. Voi insegnate la fede tradizionale il mercoledì e la tradite la domenica. Invece, avvertite vivamente l’accordo, la solidarietà, l’aiuto reciproco che la vostra utopia politica mantiene con le eresie dogmatiche e morali del nostro tempo che tuttavia non potete ammettere. Però le tollerate e manifestate ai loro autori una attiva simpatia. E’ la Vostra componente modernistica.

Teilhard de Chardin

Perché non avete condannato Teilhard ? Il male immenso causato dal teilhardismo non ha più bisogno di dimostrazioni. E se la stella del gesuita evoluzionista è molto impallidita, ciò non vuol dire che ci si sia resi conto dei suoi errori, ma piuttosto che si è andati oltre nell’errore. Passi ancora che non l’abbiate condannato. Ma nel momento in cui tutti si aspettavano da Voi, da Voi più che da ogni altro, qualche segno, qualche indizio favorevole o sfavorevole sull’intensa campagna mondiale condotta dagli Amici di Teilhard, Voi l’avete sottilmente lodato, distruggendo le ultime resistenze.

Era il 24 febbraio 1966, visitavate dei laboratori farmaceutici : « Il Santo Padre cita allora Teilhard de Chardin che ha dato una spiegazione dell’universo e che pur fra tante fantasie ha saputo leggere nelle cose un principio intelligente che deve chiamarsi Dio ». L’uomo saprà intavolare « questo gigantesco dialogo con l’universo ed elevare… un inno a Dio, creatore e padre di tutti »6.

Quel poco che riportavano i giornali dei discorsi che avete tenuto, lasciava trasparire l’affinità del vago deismo teilhardiano con la Vostra forma mentale. Il suo evoluzionismo panteista forma una cornice ideale, — anche se profondamente inaccettabile dalla Vostra fede — alla Vostra visione utopistica di un progressismo mondiale e di una convergenza di tutte le religioni e di tutti gli uomini verso una meta ideale !

Voi sapete che il punto debole della sua visione, per la quale il gesuita adoratore della materia è sempre stato condannato da Roma, è la negazione del peccato originale. Il peccato originale non ha alcun posto nel progresso continuo di cui egli fa la legge universale. Voi, Voi credete al peccato originale. Ne avete ricordato in termini espliciti la dottrina conforme al Concilio di Trento, al Simposio di Teologia dell’11 luglio 19667, che, si dice, non Vi abbia né ascoltato né seguito. Ma la Vostra teoria sulla pace universale e il progresso irresistibile della civilizzazione mondiale contraddice questa fede e raggiunge l’eresia di Teilhard8.

Andiamo oltre. Il Centro della nostra religione è la Croce di Cristo, nostro Redentore. E’ il sacrificio propiziatorio del Calvario e della Messa. Questo Mistero è totalmente estraneo al panteismo cosmico di Teilhard. Ma è quasi altrettanto estraneo, con tutto rispetto, alla Vostra personale visione del mondo e della storia. Rileggete il Vostro Discorso all’ONU, il Vostro Discorso del 7 dicembre 1965 al Concilio, Ecclesiam Suam, Populorum Progressio, Octagesima Adveniens… La Croce di Cristo non vi compare mai, oppure solo a titolo decorativo, quasi come una figura retorica. La Vostra visione è quella dell’uomo che sale con l’intensificarsi dei suoi sforzi. Non potete condannare Teilhard senza mettere in rilievo il suo errore. E non potete sottolineare il suo errore senza condannare Voi stesso ! E così, istintivamente, dovevate cautelare il Vostro Discorso, parallelo al suo, non condannando Teilhard, anzi, lodandolo, nonostante le sue numerose « fantasie », che Voi non precisate perché in parte sono le vostre. Il teilhardismo ha dunque corrotto la fede della Chiesa e la sua morale da dieci anni, e ora non cede il microfono delle nostre chiese se non ad eresiarchi peggiori di lui.

Se mento, condannate gli errori di Teilhard !

Il catechismo olandese

La scandalosa storia del catechismo olandese, delle sue difficoltà con Roma, della sua diffusione in tutto il mondo, è troppo nota per ricordarcela. Avete saputo che è stato tradotto in pakistano e in arabo ? Tutto ciò si è svolto sotto il Vostro Pontificato ed è uno dei fatti più gravi.

Dobbiamo constatare due contraddizioni : la repressione romana e la vostra debolezza. La prima è nota. Onora Roma, la sua Curia, i suoi Cardinali e Voi stesso che avete risposto punto per punto a tutte le eresie di questo preteso Catechismo nella precisione degli articoli del Vostro Credo. Posso dirvi che al Sant’Uffizio, dove ero stato invitato a recarmi allora per l’istruzione del mio Processo, la prospettiva di una Difesa della vera Fede da parte del Papa, rendeva tutti felici ; mi si annunciava in anticipo, sottovoce, che potevo firmare la mia ritrattazione e dare fiducia al Papa che stava per restituire tutto il suo splendore alla fede della Chiesa. Era il maggio 19689. Dunque, tutti i pericolosi errori di questo Catechismo sono stati individuati, catalogati, segnalati agli Autori e il Papa ha solennemente proclamato la sua fede cattolica, contraria…

La seconda constatazione che si impone addolora tutti i buoni cattolici e nessuno può interpretarla favorevolmente. Voi avete abbandonato la lotta, sopportato l’affronto che Vi era stato fatto da un pugno di teologi modernisti, a Voi, alla Curia Romana e ai suoi degni Cardinali, alla Chiesa Apostolica tutta. E a Dio ! Avete lasciato che il libro velenoso si diffondesse nella Chiesa senza alcuna delle correzioni volute da Roma. Non avete osato pronunciare una parola di biasimo né prendere provvedimenti contro nessuno.

In quel periodo lo studiai a fondo per difendere le anime da questo terribile pericolo10, ma sono stato io ad essere condannato da Voi, non loro. Scrissi a conclusione del mio lavoro : « Il silenzio dell’Autorità Suprema della Chiesa è di per sé complicità con l’eresia e infligge un colpo mortale alla fede. E’ così che, in ogni tempo, i Poteri prevaricatori che sono rimasti muti e inerti di fronte agli scismi e alle eresie, sono stati in seguito dichiarati fautori di eresia ed eretici essi stessi come i Concili di Rimini e Seleucia e come Papa Onorio. La Chiesa non ha potuto ristabilire la certezza inviolabile della sua fede, e la dignità del suo Magistero supremo se non dichiarandoli e, per il loro solo silenzio, anatemi »11.

Voi non solo taceste, ma vi uniste ben presto al concerto degli ammiratori dell’eresia. L’Italia si era data un nuovo catechismo, in parte copiato dal « famoso » catechismo olandese in parte da quello dell’« Isolotto », la parrocchia rivoluzionaria di Firenze che ben conoscete12. Ebbene, Voi l’avete lodato questo ibrido italiano del Modernismo e del Progressismo più avanzati. « E’ un documento ispirato dalla carità del dialogo pedagògico che dimostra il desiderio e l’arte di parlare in maniera appropriata, suggestiva e semplice, alla mentalità dell’uomo moderno. Faremo bene a dargli una grande importanza e farne il punto di partenza di un grande, concorde e instancabile rinnovamento per la catechesi della odierna generazione. Ma questo esige la funzionalità ( ?) del Magistero della Chiesa : gli dobbiamo onore e fiducia »13.

Commentai, in modo polemico lo confesso : « L’autorità suprema ha ceduto, lascia il campo all’eresia modernista. Buon giocatore, il Papa si congratula col vincitore e l’onora. E’ bello, è grande, generoso questo allineamento di Roma con l’eresia batava. Ma dove sono i Credo d’un tempo ? »14. Che Dio perdoni la mia virulenza ! Pensavo con la più sacrosanta collera alle migliaia di anime abbandonate a questi « assassini della fede » che il Vostro Cardinale Daniélou stigmatizza sempre senza nominarli. Pensai che lasciaste per vanità il vostro popolo nelle mani dei perversi.

Ma il desiderio di piacere non spiega tutto. Mi basta continuare la lettura di questa pagina della « Controriforma » per capire il perché dell’accettazione del catechismo olandese da parte Vostra. Leggiamo insieme : « In questo catechismo Dio non appare decisamente Altro che l’uomo e il mondo. E’ chiamato ‘l’Altro’, ma come profondità misteriosa del nostro essere….

Mai è l’Essere Trascendente, sovranamente libero in rapporto alla sua creazione. Sembra necessariamente d’accordo con l’uomo. Ogni dissenso, ogni contraddizione, ogni abbandono definitivo sembra esclùso. Il peccato ha solo conseguenze soggettive, vale a dire retoriche. Dio è a fianco dell’uomo, preoccupato della sua felicità e lotta per procurargliela. Tali rapporti escludono ogni idea di rìgida giustizia a beneficio di un amore a senso unico e incondizionato. Dio perdona a tutti e sempre. Egli ama !15.

« Il mistero della Redenzione… è così negato… La religione si unisce senza rottura di continuità con la vita naturale e mondana. Reca un « supplemento d’anima », porta al massimo le intime aspirazioni degli uomini » Mi fermo. Potrei continuare a leggere… E’ l’eterodossia della Vostra eteroprassi. Voi agite come se Dio amasse senza condizioni, essi l’affermano. Voi agite come se « il sentimento religioso » fosse un supplemento d’anima generato dalla coscienza, essi l’affermano.

Dunque Voi NON POTEVATE condannare il Catechismo Olandese più di Teilhard. Perché Voi predicate la Libertà di pensiero di cui Voi stesso avete bisogno per le Vostre fantasticherie. Poiché la costruzione di un mondo fraterno esclude definitivamente ogni discussione dogmatica. Ma soprattutto perché questo Modernismo umanista forma, ma Voi non osereste riconoscerlo, la migliore base dottrinale del Vostro umanesimo progressista. Il successo di questo perverso Catechismo è tale, già ora, che le Vostre chimere non sembrano più eretiche a nessuno.

Se mento, condannate il Catechismo Olandese.

La nuova catechesi

Intanto, con un sincronismo perfetto16, furono preparati dagli Episcopati — collettività gregarie e irresponsabili — della Francia, del Canadà, della Germania, dell’USA, in breve dappertutto ! dei Catechismi per ragazzi, assolutamente rivoluzionari. Questi libri, d’altronde, dovevano essere solo accessori di una catechesi vivente il cui nuovo metodo era fondato sul più puro immanentismo, come ne troverete l’indiscutibile dimostrazione nel mio studio sul « Fondo Comune obbligatorio » francese. Ecco qualche titolo di questo studio : « L’illuminismo sostituito alla fede… Appello alla illusione di un’esperienza religiosa vitale… L’alimento adulterato di questo illuminismo : la lettura dei segni »17. Vi prego di credere che non pensavo assolutamente a Voi, ai Vostri ripetuti appelli all’esperienza religiosa, alle Vostre invocazioni dei segni dei tempi, alla Vostra pretesa di essere illuminato direttamente dallo Spirito… Ma, leggendo con Voi, Santo Padre, l’accostamento si impone. E’ ANCHE la Vostra dottrina, quanto meno il Vostro sentimento spontaneo.

Questo studio si trova nella Contre-Reforme dell’aprile 1968. Sì ! Proprio quando fui convocato dal Sant’Uffizio per rispondere delle mie critiche al Papa. E al Concilio. Vi hanno riferito l’episodio ? Nella prima seduta istruttoria deposi davanti ai giudici questo Fondo Comune Obbligatorio e segnalai loro che questo testo, vero piano direttivo di tutti i nuovi catechismi futuri, rappresentava una alterazione, una perversione sistematica della fede. Rifiutarono il libro, protestarono per la digressione e tornarono al mio processo. Ma, fuori processo, uno dei consultori volle sollevarmi dall’inquietudine. Mi assicurò solennemente che « mai Roma aveva né avrebbe consentito la diffusione del catechismo macchiato dall’eresia »18.

I catechismi apparvero. Dedicai tutte le mie forze a confutarli per iscritto, nella Contre Reforme Catholique au XXème siècle, nei numeri degli ultimi mesi del 1968. A voce, in una vera Crociata di conferenze attraverso la Francia con l’Abbé Coache, il Père Barbara, i frati della mia comunità e altri collaboratori occasionali. Le sale piene testimoniavano l’angoscia delle famiglie cristiane. CHI HA DISTRUTTO IL NOSTRO SLANCIO ? VOI SANTO PADRE, VOI STESSO ! Mi avete mandato il Cardinal Lefebvre, membro del Sant’Uffizio, uno dei miei giudici e il maggiore responsabile, come Presidente dell’Episcopato francese, di tutto questo marciume dottrinale, di questa corruzione di milioni di innocenti, sì, proprio lui, per darmi l’ultimatum : ritrattare e tacere. E siccome contestai l’autorità di rappresentante della Santa Sede a questo indegno prevaricatore, Voi avete preso nei miei confronti un provvedimento eccezionale : sono stato dichiarato « squalificato », e la Crociata è finita19.

Ho ragione, dunque, a dichiarare che è opera Vostra l’avvelenamento di tutte le future generazioni di cattolici battezzati con questi numerosi catechismi nuovi, modernisti, progressisti, erotici e sovversivi. Voi siete il supremo responsabile, il Capo degli Assassini dei nostri fanciulli. Uno ad uno, contati e ricontati, il loro numero formerà il numero dei vostri crimini all’ora del giudizio. E sono milioni.

Al Tribunale di Dio non risponderete che non potevate far niente. Questi argòmenti non valgono lassù. Se al Tribunale di Roma fornirete questa giustificazione, io la contesterò. Conosco i Vostri Vescovi, i nostri preti, i nostri buoni catechisti. Senza la Vostra attiva complicità con un pugno di notissimi avvelenatori già dispersi da Pio XII, tutti sarebbero felici di insegnare l’antico catechismo il cui contenuto è cattolico e il cui metodo è basato su una pedagogia migliore di quella dei nuovi testi.

Non parlatemi del Direttorio per la pastorale catechistica20. Il vero e il falso, il meglio e il peggio vi si mescolano in uguale misura. Non ha sconcertato che gli « integristi », coloro che non tollerano che si confonda l’errore con la verità.

Se la nuova catechesi continua ben presto non vi sarà più la Chiesa. Ma non sarete Voi a fermarla, perché essa non fa altro che aderire strettamente alla Vostra personale eresia, e la allarga alle altre trentasei capziose eresie convergenti tutte in quel Culto dell’Uomo che è la Vostra vera religione.

Se ho torto, condannate questi corrotti Catechismi !

Contro il cardinale Ottaviani

Voi conoscete, Santità, la fedeltà del vecchio Cardinale alla Persona del Papa, chiunque egli sia. E come il Cardinale Ottaviani, beffeggiato durante la Prima Sessione del Concilio perché difendeva l’onore del Sant’Uffizio, ebbe da Voi l’ordine di tacere e di lasciare a Voi stesso il compito di difendere ciò che era attaccato. Egli tacque. Egli si sottomise. Volle essere il carabiniere che custodisce il Vostro forziere, lasciandovi libero di cambiare i tesori, fosse pure con una manciata di sassi. Egli custodisce, contro il nemico estemo, ciò che volete mettervi. Non immagina che il nemico possa essere il suo stesso capo21.

Il 24 luglio 1966, continuando questa sua guardia, scrisse una Lettera ai Vescovi per richiamare la loro attenzione su dieci errori molto gravi e pericolosi, tanto diffusi da provocare la loro inquietudine22. I nostri Vescovi francesi risposero in modo evasivo23. La risposta degli Olandesi, pubblicata nel 196824, era una difesa sistematica degli errori segnalati e degli eresiarchi che li diffondevano. L’estensore di questa risposta fu, d’altronde, uno dei più importanti tra loro, padre Schillebeeckx. Ma, temendo e prevedendo il peggio, l’olandese intimò a Roma con grande insolenza di non ricorrere a condanne. Altrimenti, guai !

La Chiesa di Roma, la Vostra Suprema Autorità, venivano sfidate da questa pubblica contestazione loro rivolta sui punti più importanti della fede : le Fonti della Rivelazione, l’immutabile carattere delle Definizioni dogmatiche, la divinità di Gesù Cristo, la Verginità di Maria, il Santo Sacrificio della Messa, il Sacramento della Penitenza, il Peccato Originale e molti altri e importanti principi morali e pastorali…

Ma Voi non avete reagito. Il conflitto era aperto, rifiutarlo sarebbe stato dichiararsi vinto. Ed era l’Anno della Fede. Sono certo che non condividevate alcuno di questi errori che il Sant’Uffizio denunciava. Perché dunque il Vostro pubblico convincimento non giungeva fino a farvi sentire il dovere di imporlo a tutta la Chiesa ? No. Voi — è detto, promesso, giurato — non costringerete mai nessuno. Non siete dunque il Papa ? In questo modo Vi comportate come un individuo qualunque che, vittima dello scetticismo, esprime la propria fede come una opinione personale ! Voglio ritenere la Vostra fede molto ferma, molto convinta, ma viziata solamente dal Vostro liberalismo e annegata a poco a poco nell’utopia della fede nel l’uomo, dell’amore dell’uomo, del culto dell’uomo. Praticamente, però, è come se aveste perduto la fede. Anzi, è peggio, perché la Vostra buona opinione personale rassicura di fronte alla Vostra cattiva attività di Pontefice.

Il Vostro Credo appare sempre e da ogni parte sconfitto ; non importa dove, non importa chi diffonde una qualsiasi eresia, una qualsiasi mostruosa negazione dei nostri dogmi e della nostra morale. Di chi la colpa ? Vostra, Santità, che avete neutralizzato il coraggio della Vostra Curia, per cui « il grande Ot- taviani è morto »25 e in cui ormai trovano protezione tutte le eresie. Vostra, perché permettete che si diffonda, all’interno della Chiesa, nel Nome del Signore, quel che nel Nome del Signore dovreste bandire anche a costo della vita.

Se ho torto, lanciate l’Anatema contro i Dieci Errori Olandesi !

Contro il cardinale Wright

Quest’altro caso è più recente. Risale infatti, a un anno fa. Lo conoscete bene e direttamente. Anche noi lo conosciamo fin nei minimi particolari ; l’epilogo è di ieri26. Il Documento emanato dalla Congregazione per il Clero, relativo ad alcuni Atti dell’Assemblea spagnola « vescovi-sacerdoti » del settembre 1971 costituisce – perdonatemi se mi cito –27 « la più importante condanna dottrinale del Modernismo e del Progressismo postconciliari. Questo documento si inserisce, nella costante tradizione del Magistero cattolico e in particolare del suo ultimo e indiscutibile atto, l’Enciclica Humani Generis di Pio XII, del 15 agosto 1950 ».

Ascoltate, continuiamo la lettura della Controriforma cattolica nel XX Secolo del maggio 1972, al momento della pubblicazione dei documenti.

« Poco ci importa che, colpito a morte, il Cardinale Tarancon, leader del Progressismo spagnolo, sia stato salvato dal palese intervento del Cardinal Villot, segretario di Stato, e affettuosamente consolato dal Papa stesso. L’uno e l’altro gli hanno assicurato che ignoravano tutto di questo documento e che esso andava considerato come privo di ogni autorità e di ogni carattere obbligatorio. Ma né l’uno né l’altro hanno osato dire al Cardinale Tarancon, loro amico, che aveva ragione lui, e che il Cardinale Wright aveva torto.

« E’ dunque il Cardinale Wright a pensare ed a scrivere in modo conforme alla fede. Che il “Papa e il suo Segretario di Stato scendano a patti con l’errore, questo riguarda Soltanto loro. Ma la speranza della Cristianità è che la verità illumini di nuovo il cielo di Roma dopo tante tenebre. In ogni modo, Roma ha parlato ! ».

In ogni modo, vuol dire : malgrado Voi ! Roma ha parlato vuol dire : dopo di Voi, essa continuerà a parlare !

Non mi allontano, Santo Padre, dal mio Atto d’accusa ricordandovi le Conclusioni della Controriforma cattolica dopo la riproduzione del Documento in questione :

« 1. L’aspetto più grave di questo tipico caso è il seguente : gfi atti di questa Assemblea spagnola « non sono accettabili né dal punto di vista dottrinario né da quello pastorale » (Doc. romano). Nessuno lo nega. E’ troppo evidente. L’assemblea stessa è stata un atto di banditismo per le sue irregolarità, come rileva il Documento romano… Il carattere ambiguo e cautelativo dei suoi rapporti testimonia la prevalenza in questa assemblea di una mafia ipocrita corrotta dalle idee sovversive. In breve, con il Cardinale Wright Roma, fedele alla sua missione divina, prende posizione contro la duplice eresia del neomodernismo dottrinale e del Progressismo rivoluzionario.

« 2. Siamo costretti a constatare che questa mafia è stata salvata in extremis, in modo per tutti scandaloso, da Paolo VI e dal suo Segretario di Stato. Ed è stata salvata perché giudicata fedele al Vaticano II e agli Atti dell’attuale Pontefice : le sue diverse iniziative per il rinnovamento della Chiesa, prese in conformità con le direttive del Concilio Vaticano II e dei Documenti Pontifici… ». Questa conformità, proclamata dalla suprema Autorità, di tutti gli errori modernisti e rivoluzionari con il Vaticano II e gli Atti del Papa, in contrasto con la Tradizione del Magistero romano, introduce il dissenso nel cuore stesso della Chiesa, di Roma e del Papa !

« 3. I più attenti dei nostri lettori avranno rilevato l’intima intesa che giunge talvolta fino all’identità di pensiero e di espressione, tra la critica dell’Assemblea spagnola da parte del Cardinale Wright e… la critica degli Atti del Vaticano II da parte della nostra Controriforma cattolica. Il Documénto della Congregazione per il clero, può essere ritenuto come un atto del Magistero ordinario romano preparatorio del III Concilio Vaticano, Concilio della Restaurazione Cattolica »28.

La conclusione dottrinaria è sicura. Voi Vi siete posto contro la fede cattolica, per simpatia e per complicità con il partito della sovversione spagnola. La conclusione umana è desolante : avete nominato Segretario della Congregazione del Clero, Monsignor Romero de Lima, della mafia progressista spagnola. « Egli fa parte del gruppo di ” rinnovamento conciliare ” insieme al Cardinale Tarancon. Si sa che una critica contro quest’ultimo, mossa dalla Congregazione per il Clero si proponeva di impedire, nel 1972, l’elezione del Cardinale Tarancon alla presidenza della Conferenza episcopale (affare “Documento”). Oggi, un Vescovo spagnolo amico del Cardinale sovrintende all’attività della Congregazione per il Clero », nota allegramente la Croix29.

Da noi un proverbio dice che « la vendetta è un piatto che si mangia freddo ». Il vostro clan si vendica senza aspettare, io compiango i veri servitori della Chiesa che cadono nelle Vostre mani. Ma la Verità del Signore è eterna, fuori dalle vostre prese.

Le eresie si moltiplicano

Ma a che prò continuare con le citazioni. Questi fatti inconfondibili e tanti altri perfettamente conosciuti dà tutti i Vescovi, superiori di ordini religiosi, direttori di Seminari, Rettori di Università cattòliche, hanno convinto tutti coloro che hanno autorità nella Chiesa che, regnando Paolo VI, non bisognerà condannare nessuno né combattere nessun errore, nessun atto di indisciplina. « Non costringere in niente né impedire niente ». L’ondata dell’eresia, dell’empietà è improvvisamente salita ed ha dilagato dappertutto e, come un contraccolpo, ora la Chiesa rimpiange che il mondo sia diventato così cattivo ! La verità è un’altra. Un centinaio di agitatori si fa beffe di tremila Vescovi e di Roma, sotto la responsabilità di un Papa partigiano.

Ascoltate CARDONNEL ! Quando, dopo il maggio del 1968 gli è stato chiesto di dare qualche spiegazione dei suoi scritti incendiari, tutti si sono allontanati da lui, anche i migliori amici, pensando che fosse andato troppo oltre. Se voi allora l’aveste condannato, l’avreste salvato. E nessuno avrebbe protestato. Lo ha raccontato lui stesso nel suo libro « Ho sposato la Parola »30. Ma egli ha fatto al Cardinal Lefebvre — sempre lo stesso — una « professione di fede » in cui la sua follia ereticale è a malapena dissimulata31. E ce n’è abbastanza per « chiudere la bocca a tutti » : « attraverso il Cardinal Lefebvre il Papa mi ha fatto giungere le sue felicitazioni, il suo incoraggiamento per l’avvenire »32.

Così rilanciato, ecco Cardonnel più folle che mai e intoccabile ! Il suo ultimo libro è una lunga bestemmia, una odiosa logorrea contro Dio, nostro Padre celeste, che egli pone sullo stesso piano di Hitler, di Stalin, di Satana, Principe di questo mondo, per giungere finalmente a trattarlo, Lui, Dio, da « canaglia immonda »33.

Ecco il frutto dei Vostri incoraggiamenti al vizio e alla insensatezza.

Se mento, siate sollecito a condannare questo abominevole libro !

E SCHILLEBEECKX ! Il mondo ha saputo, un bel giorno dell’ottobre del 1968, che la Congregazione per la Dottrina della Fede, stava per esaminare i suoi scritti34. Era stato il suo amico, Karl Rahner, cui era stata affidata la sua difesa, ad averlo annunciato alla stampa, violando in tal modo il segreto del Sant’Uffizio. La mafia di « Concilium » protestò immediatamente contro questo inaudito attentato ai diritti dell’uomo, alla libertà di ricerca, all’autonomia del teologo35… Tutto questo rumore non rappresentava molta forza e non aveva nessun impatto sull’opinione pubblica.

Aveste paura ? Roma indietreggiava. E, per colmo di vergogna, la Congregazione smentiva anche di aver aperto un « processo dottrinale » al teologo olandese, aggiungendo oltraggiosamente : « non si comprende per quale ragione dovrebbe esservene uno ». E ancora : « Non vi sono stati processi dottrinali di questo tipo almeno dal 1800 » ; invece ve ne furono — forzatamente è vero ! — proprio nel mio caso. E il seguito di questa dichiarazione è così disonorevole, così servile e vile, che ci sarebbe da ridere se non ci fosse di che piangere ! C’era invece, nell’opera di Schillebeeckx accanto a parti notevoli tanto materiale per un grande processo dottrinale da condurre per il bene della Chiesa e per la distruzione di tutte le eresie ! Non credete che questi cedimenti siano demoralizzanti per coloro che lottano ancora ?

E HANS KUNG ! Egli fu convocato dal Sant’Uffizio insieme a me36. Io andai, lui rifiutò. E continuò sempre più nella sua crìtica alle divine istituzioni della Chiesa. Non ha lui, forse una fotografia che lo mostra sorridente vicino al Papa ? Il Vostro amico ha dunque proseguito il suo lavoro di ritorno alle origini della teologia denigrando la Vostra Humanae Vitae.

Il suo ultimo libro, « Infallibile ? » prende lo spunto da essa per distruggere la dottrina dell’infallibilità del Papa, che fu definita solennemente dal Concilio Vaticano I. Il libro è stato tradotto in italiano e pubblicato nella stessa Roma. E Voi lo tollerate ? Allora è tutto permesso, anche attentare alla Vostra stessa carica, perfino insultarvi !

Ecco perché la Chiesa è guasta, guasta dalla Testa. Non si sa più ciò che si crede e se si crede ancora ! Né se è giusto e se è bene credere ancora. Il Vostro abbé SIX, giovane simpatico, ma ormai sulla via della corruzione, dopo essere divenuto membro di non so quale Segretariato per i non-credenti, si è messo ad insegnare ai fedeli che è naturale ed onesto non credere e che gli atei hanno molto da insegnarci. Si ha piuttosto l’impressione da quel che lui afferma che non sia né naturale né onesto credere e che, nella nostra fede, vi sia molta ipocrisia ed il resto non sia altro che routine. Fra cento altri io cito lui, perché è Vostro discepolo e perché egli Vi cita in appoggio a tale discorso corrosivo e per sostenere che la fede cristiana deve ancora notevolmente retrocedere nel mondo dinanzi all’ateismo. Siete Voi egli dice e il Vaticano II ad aver riabilitato l’incredulità37 ed è vero !

E Don Bernard BESRET, già Abate di Boquen la Thélème. Secondo la sua fede, il Cristo è Dio… perché è perfettamente uomo !38 E HOURDIN che scrive, con tutta disinvoltura per le sue centinaia di migliaia di lettori che Gesù era « figlio della Vergine Maria e di Giuseppe il falegname… »39.

Gilbert Cesbron, nuovo presidente del Secours Catholique, rifiuta, dal canto suo, di dare alla Vergine Maria il suo titolo di « Madre di Dio », perché questa definizione, proclamata dal Concilio di Efeso nel 431 è assurda, in quanto fa di Maria « la creatrice del creatore » ! ! !40. E il Padre Xavier LEON-DU-FOUR suppone che il Corpo di Gesù si sia disintegrato in due giorni e volatilizzato nella sua tomba, poiché non fu ritrovato ! La Resurrezione è infatti per lui tutt’altra cosa che « il ritorno alla vita di un cadavere »…41.

Etc… etc… etc… Ognuno dice la sua.

E in continuazione Voi e il Concilio siete chiamati insieme a garantire queste novità, queste « ricerche », questa corruzione della Fede. Il peggio è che è vero ! Per il popolo fedele ciò è una spaventosa e continua tortura spirituale. La negazione di ogni distinzione dell’anima dal corpo e di ogni sopravvivenza personale è oggi un dato costante nella « catechesi ». Nessuno parla più dell’Inferno eterno e nessun prete fa più riferimento alla felicità celeste. Come volete ancora che la Santità fiorisca nella Chiesa ?

Voi avete trascinato con grande maestrìa il Vostro popolo dietro la Vostra chimera politica. La fede nell’Uomo si è sostituita alla fede in Dio. La città terrestre da realizzare ha fatto del tutto dimenticare che occorre conquistare la vita eterna ed estendere il Regno di Dio42. La ricerca del benessere e dei godimenti terreni porta a disertare le Chiese : il CULTURALE prende il posto del CULTUALE, il quale è abandonnato. La Messa è trasformata in una spartizione fraterna dello stesso pane.

La grande preoccupazione dei nostri preti e delle nostre religiose, ieri vergini consacrate, è l’iniziazione permanente alla sessualità. Poiché l’essenziale si dice in poche parole, si impiegheranno molte ore nello studio dell’arte del godimento, delle anomalie, dei vizi contro natura, dei metodi anticoncezionali e abortivi. La Chiesa, fino a ieri ammirata da tutto il mondo per la sua continenza, lo riempie oggi con la sua ossessione della carne. I nostri teologi sono arrivati alla liberalizzazione dell’aborto.

Ogni giorno è giorno di Passione per la Chiesa, sotto Paolo VI, Papa.

OCCORRE COLPIRE L’ERESIA

Il nocciolo della questione è di sapere se la Chiesa di sempre aveva ragione, se agiva secondo giustizia e carità, nella sua condanna sistematica di ogni eresia e di ogni scisma. La sua fede era salvaguardata, rafforzata e protetta da questa legge sovrana : ogni errore, ogni attacco contro il dogma, la morale, la liturgia dei Sacramenti, le istituzioni ecclesiastiche, dovevano essere perseguitati e repressi senza eccezioni. La fede doveva essere tutelata, salvaguardata, sostenuta dalla legge. Sì, la legge della Chiesa, la legge dello Stato cattolico.

Voi avete mutato quest’ordine in disordine, e ognuno, dal Papa sino all’ultimo scrivano di « Bonne Presse » esprime opinioni nuove, audaci, azzardate. Quanto più sono ardite, rischiose, tanto più sono riconosciute apostoliche, generose, sincere e coraggiose. E’ la difesa della fede che raccoglie tutti i soprusi, i sospetti, le contraddizioni. Se continuerà così, la Chiesa è perduta.

Potrei finire qui questo Libro. Sarebbe ampiamente sufficiente per la Vostra condanna. Perché Voi conoscete, Santo Padre, le due condizioni di ogni vera riforma della Chiesa « in capite et in membris » ? E’ necessario innanzi tutto che lo stesso Sovrano Pontefice sia immune da errori e da sospetti sulla sua fede. Inoltre, è necessario che il Papa non esiti a colpire l’eresia dalla testa, nei suoi complici più in alto, fino al vertice della Chiesa.

Queste due esigenze Vi toccano direttamente. La TESTA DELL’ERESIA, di ogni eresia attuale, che la Vostra Autorità Sovrana diffonde e protegge, siete VOI. Come potreste essere ancora, proprio VOI, la TESTA DELLA CHIESA, pura da ogni colpa, al di sopra di ogni sospetto, degna e capace infine di schiacciare tutte le eresie del mondo con l’aiuto di Maria ?


(1) 3 settembre 1965 ; Lettera 213 p. 1-3

(2) 24 giugno 1967 ; CRC 49 p. 1, 11 p. 1.

(3) 30 giugno 1968 ; CRC 10 e suppl.

(4) 25 luglio 1968 ; CRC 10 e suppl.

(5) Lettera 188 del 12 novembre 1964 ; CRC 25 pagine 7 e 15 ; CRC 35 p.12.

(6) DC 66, 603 ; CRC 36 p. 7 ; cf. Lettera 231 p. 8, Lettera riservata 227 del 1° maggio 1966.

(7) DC 66, 1345-1352 ; cf. CRC 10 p. 23.

(8) CRC 41 p. 7, « omelia di Teilhard a Sidney ».

(9) CRC 24 p. 6.

(10) Lettera 237 ; CRC 17 suppl., 20-21, 31-32, 34-35, 36 p. 7.

(11) CRC 35 p. 12.

(12) CRC 31 p. 3 esergo, La Croix del 30 marzo 1970.

(13) CRC 32 p. 3 esergo, La Croix dell’11 aprile 1970.

(14) CRC 32 p. 3.

(15) CRC 32 p. 3.

(16) Lettera 237 ; CRC 6-9, 12-14, 17, 17 suppl.. 19 p. 2-6, 20 p. 1-2.

(17) CRC 7 p. 3-10.

(18) Il 26 maggio 1968 al Santo Uffìzio ; CRC 24 p. 8 ; lettera riservata CRC 8 suppl

(19) Il 10 agosto 1969 ; CRC 23 p. 2, cf. riservata n. 11, CRC 24 p. 7 e 10.

(20) Direttorio Catechistico Generale, 11 aprile 1971 ; CRC 46 p. 11.

(21) Intervista al Corriere della Sera ; DC 66, 381 ; Lettere 156 p. 4, 158, 216 p. 1-2.

(22) Lettera al Presidente della Conferenza Episcopale ; DC 66, 1843 ; CRC 10 p. 12, 20 p. 3, 63 suppl

(23) DC 67, 327-338 ; cf. Lettera 242 p. 7.

(24) CRC 55 p. 11 ; 56 p. 1-2, 57 p. 2 ; sul Cardinale Tarancon cf. CRC 51 p. 3.

(25) CRC 56 p. 1.

(26) CRC 56 p. 1-2.

(27) La Croix, 22 marzo 1973.

(28) DC 68, 1096-1111 ; CRC 10 p. 12, 11 p. 3, 20 p. 3, 63 suppl.

(29) Lettera 216 p. 2 ; CRC 4 p. 2 e 14, 6 p. 3 e 4.

(30) p. 140-186 ; su Cardonnel CRC 5, 19 p. 7, 63.

(31) p. 187 e seg., CRC 19 p. 7, 63 p. 3.

(32) p. 203 ; CRC 63 p. 3.

(33) p. 282 ; CRC 63 p. 4.

(34) DC 68, 2005 ; CRC 13 p. 1-2 ottobre 1968, 20 p. 5, 26 p. 13, 37, p5, 43 p. 1& ; Lettera 251 p. 8-9.

(35) DC 68, 2006 ; cf. Conf. n. 6, 63 suppl. p. 1-2 ; CRC 11 p. 3-4 ; p. 1.

(36) Lettere 155 p. 2, 193 p. 4, 206 p. 7-8, 25 p. 7, 30 p. 8, 37 p. 5-7, 42 p. 2, 43 p. 11, 55 p. 2, 13 p. 1-2.

(37) Ecclesiam Suam ; DC 64, 1089 ; Lettere 181 p. 3.

(38) Conversazione con P. Debray, Rennes 30 aprile 1972 ; DC 72, 468 ; cf. CRC 26 p. 2, 42 p. I, 53 p. 2.

(39) CRC 52 p. 12, 53 p. 1-2, 54 p. 15, 63 suppl. p. 3.

(40) Le Pèlerin, 10 dicembre 1972 ; cf. Abbé Deen, in La Pensée Catholique 142.

(41) Résurrection de Jésus et Message Pascal, p. 304, nota 43 (Prima ediz.).

(42) Lettera 238 p. 6-7-8.