La Controriforma cattolica nel XXImo secolo
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LIBER ACCUSATIONIS SECUNDUS

2. Voi distruggete la Chiesa

L’ORDINE E IL DISORDINE

A SAN Giovanni Battista e a Gesù che predicano : “ Convertitevi, perché il Regno dei Cieli è vicino ”, a Gesù che dice : “ Cercate il Regno dei Cieli e la sua giustizia (comprendetene, se volete, la santità), il resto vi sarà dato in sovrappiù ” ; a questo Divino Salvatore, nostro futuro Giudice, che dà agli Apostoli che si era scelto quest’ultimo ordine : “ Andate in tutto il mondo, predicate il Vangelo a ogni creatura ; colui che crederà e sarà battezzato, sarà salvo, colui che non crederà, sarà condannato ”, etc. 1 (e potrei portare l’intera Bibbia come rinforzo a queste brevi citazioni), si oppone la strana preghiera incantatrice di Paolo VI, quella del 13 maggio 1967 : “ Uomini, siate uomini ! ”, o il suo inno alla gloria dell’uomo che aveva passeggiato sulla luna, impresa inaudita ma derisoria : “ Onore all’uomo ! Onore al pensiero, etc. ; onore all’uomo, re della terra e ora anche principe del cielo ! Onore all’essere vivente che noi siamo il quale in sé rispecchia il volto di Dio, e, dominando le cose, obbedisce all’ordine divino : cresci e domina ”. O ancora, altra follia parimenti da me citata nel mio primo Libro di Accusa : “ L’uomo ci si rivela gigante ; ci si rivela divino : non in sé, ma nel suo principio a nel suo destino. Onore all’uomo, onore alla sua dignità, al suo spirito, alla sua vita ! ”. 2 Con meno lirismo e più filosofia, voi non dite altro. Esaltate l’uomo, la sua dignità nativa, la sua regalità, la sua trascendenza.

All’apostrofe indimenticabile detta da san Leone Magno al suo popolo nella notte di Natale : “ Agnosce, o Christiane, dignitatem tuam ”, si oppone il vostro messaggio umanistico : “ Riconosci, o uomo, la tua dignità, la tua grandezza, la tua deità ! ”

LE DUE VIE INVERSE

La contraddizione teorica si materializza nell’opposizione della nuova prassi all’antica, secolare, e, da questo, in forza di una frattura tra i fedeli, i praticanti, e i membri più illuminati e più attivi della Chiesa.

Il cammino di salvezza per le persone e per i popoli, fin dai primi tempi della storia, era stato quello della religione, e, dopo Abramo e Mosé, fu quello della Legge ebraica e del suo culto, e infine, per opera di Gesù Cristo, fu, per tutti e per sempre, quello della Chiesa, nel quale essa introduce i suoi fedeli, al di fuori del quale non c’è salvezza. Questo cammino è il Cristo che si è lui stesso proclamato la nostra Via, Verità e Vita, 3 è il cammino del Cielo. « Ti mostrerò la via del Cielo », diceva il Curato di Ars ad Antonio Givre, il pastorello che gli indicava la via per Ars ! E lo fece davvero, come sapete. 4

E voi, voi un bel giorno annunciate dottoralmente e perentoriamente : « La via della Chiesa è l’uomo » ! E’ un’empietà, perché sostituite l’uomo, concreto o filosofico, al Figlio di Dio fatto uomo. E’ uno sproposito, perché basta chiedersi cosa può essere l’uomo come via – quali dogmi ? quali sacramenti ? quali comandamenti ? – e d’altronde dove può condurre se non alle risse e ai bassifondi del mondo, e all’inferno ! Si tratta di una rivoluzione nella Chiesa, e non potrete guidarla se non levando un partito, quello dell’Uomo, contro un altro, quello di Gesù Cristo !

Leggiamo qualche frase dei discorsi in cui annunciate questa nuova via : « L’uomo, nella piena verità della sua esistenza, del suo essere personale ed insieme del suo essere comunitario e sociale (…), quest’uomo è la prima strada che la Chiesa deve percorrere nel compimento della sua missione : egli è la prima e fondamentale via della Chiesa, via tracciata da Cristo stesso, via che immutabilmente passa attraverso il mistero dell’Incarnazione e della Redenzione ». 5 « Occorre allora ritornare incessantemente su questa via e proseguirla sempre di nuovo secondo i vari aspetti nei quali essa ci svela tutta la ricchezza e al tempo stesso tutta la fatica dell’esistenza umana sulla terra. » 6

La brava gente s’immagina piamente che parlate per non dir nulla, o per dire cosa da nulla. Per esempio, che la Chiesa, prima del Concilio, era troppo “ disincarnata ”, che bisognava che rimettesse un po’ i piedi sulla terra… ma ciò significa scambiarvi per un burattinaio. La nostra conoscenza del vostro “ antropocentrismo laico ” ci costringe a interpretare la nuova consegna come un ordine di mutare totalmente il cammino della Chiesa. Bisogna ch’ella si converta all’uomo e al mondo moderno ; che, rinunciando al primato o alla priorità delle sue opere di religione, o di culto, s’immerga nella vita mondana e si dedichi alle opere di un umanesimo secolare, vale a dire alla cultura. Si tratta proprio del piano di metamorfosi costituito, nel 1530, dalla Confessione di Augusta, questa formidabile “ utopia anticattolica ”, come l’ho chiamata, non senza dimostrarlo e provarlo, nel giugno 1980, allorché follemente la Chiesa stessa la festeggiava, e voi stesso osavate dire che Qualcuno in voi “ viveva molto intensamente questo anniversario ”… Questo qualcuno, se c’era, non poteva essere, Beatissimo Padre, che Satana o uno dei suoi sgherri. 7

La motivazione della loro “ Riforma ”, per Lutero e Melantone, sta nel fatto che “ il giusto vive in virtù della fede ”, e non in virtù delle opere – beninteso : quelle opere di culto e di religione che essi proscrivono dunque come abominevoli ed empie. Ma il giusto verifica la sua fede per mezzo delle opere temporali : guerra, finanza, commercio, e Dio gli prova la sua benedizione rendendolo vincitore, ricco, abile. Ma per voi ? E’ questa la motivazione della vostra super-riforma, del vostro cambiamento, della vostra Rivoluzione umanistica ? Certamente ! Secondo la vostra filosofia, è mediante l’ateismo, ossia attraverso l’“ annientamento ” – almeno speculativo – di ogni religione positiva, che deve nascere la pura fede immanente, l’accettazione di una Trascendenza che non disturbi, e questo verrà provato dal cammino incognito dei cristiani sulla grande strada dell’umanità in marcia verso il suo compimento temporale. E’ così, e non vi sognate nemmeno di negarlo ! Lutero, l’oscuro monaco di Wittenberg, non era che un bambino al vostro confronto.

L’ARGOMENTO DI AUTORITÀ : L’OBBEDIENZA AL CONCILIO

Per attuare questo mutamento di rotta, reclamate i pieni poteri, instaurate la dittatura. Bisogna che dall’antica Chiesa ne nasca una nuova. Non si cambia uno Stato, un’amministrazione, un popolo, senza innanzitutto costituirsi una forza, un potere, un’armata, una polizia, ma anche e soprattutto una maggioranza parlamentare e un dominio dell’opinione. Tutti questi sono gli elementi per il colpo di Stato, l’instaurazione della dittatura che, quando è guidata da una teoria dialettica, viene chiama staliniana, e, quando è istituita in nome di Dio, è detta provvidenziale.

Ma, molto semplicemente, si tratta di uno SCISMA, consumato nel capo, nel vertice della Chiesa, non in un qualche luogo periferico, a Wittenberg, Ginevra o Londra, ma a Roma, per opera di Giovanni XXIII l’Incosciente, di Paolo VI e oggi vostra, quest’opera del Concilio e del post-Concilio alla quale oggi vi richiamate per giustificare il vostro autocratismo rivoluzionario e il vostro diritto di vita e di morte – diritto spirituale, beninteso – su ogni cattolico di vecchio stampo.

E’ piuttosto grande la malizia con cui vi dite umile e obbediente servitore del Concilio e discepolo fedele del vostro predecessore e padre papa Paolo VI, per applicarne e perseguirne tutti i nuovi dogmi. Così avete interesse a proporre questo funesto Concilio come se fosse stato ispirato da Dio in ogni suo aspetto, per far apparire provvidenziale la vostra dittatura e come divina ogni decisione uscita dalla vostra bocca. Un bravo gesuita polacco, che non ha compreso quest’inganno, dice di voi con adorazione : « E’ un mistico del Concilio ! »

Luigi XIV non disse mai, lo scudiscio in mano : Lo Stato sono io. Ma voi, all’indomani della vostra elezione, vi siete bene spiegato : Il Concilio è lo Spirito Santo e io sarò il Concilio vivente fra voi !

« Innanzitutto, desideriamo avvertirvi della importanza permanente del Concilio ecumenico Vaticano II : abbiamo ricevuto la responsabilità certa di realizzarne minuziosamente l’applicazione decretata. Questo sinodo universale non è difatti come la pietra miliare, o come l’evento di peso considerevole in seno alla storia bimillenaria della Chiesa, e dunque nella storia religiosa del mondo e per quanto riguarda il culto dell’uomo ? »

Apro qui una parentesi : il testo dice proprio : “ atque ad cultum humanum ”, ma i giornali, che non conoscono il vostro profondo pensiero, l’hanno edulcorato traducendo : “ in ciò che concerne la civiltà umana ” !

« Noi consideriamo dovere primario il promuovere con la maggior cura possibile l’esecuzione (ahi ! che parola forte !) dei decreti e delle norme direttive di questo Sinodo Universale (…) Intendiamo dire che bisogna innanzitutto che gli animi siano in sontonia col Concilio per attualizzare ciò ch’egli enuncia nella vita, e affinché ciò che in esso si trova, o ciò che abitualmente si dice esservi implicito, venga esplicitato, tenendo conto delle esperienze che sono a partire di esso state fatte, e delle esigenze reclamate dalle nuove circostanze… »

E’ Napoleone che si fa imperatore per consolidare le conquiste della Rivoluzione, è Lenin che in nome del comunismo imbavaglia i soviet operai istituendo la Ceka. Ecco la storia della Chiesa, della religione umana, del mondo, spaccata in due : prima e dopo il Concilio, o più esattamente, se vi si legge con attenzione, a motivo di queste realtà implicite, e di queste esperienze in corso che segnavano quasi un periodo di vacanza della grande riforma annunciata, si tratta di un prima-di-me e di un dopo-di-me cosmici. Ma è uno scisma ! Una morte dichiarata della Chiesa apostolica, del passato, morte da “ eseguire ”, e creazione annunciata di una nuova Chiesa Conciliare, o piuttosto wojtyliana.

UN CONCILIO ISPIRATO ?

E volete che ci s’inchini ? Certo, dato che invocate lo Spirito Santo, interamente mobilitato per il servizio di propaganda della vostra dittatura, servizio adempito da voi stesso :

« Ciò che lo spirito disse alla Chiesa mediante il Concilio del nostro tempo, ciò che in questa Chiesa esso dice a tutte le Chiese (locali ? o, più probabilmente, scismatiche) non può, nonostante inquietudini momentanee, servire a nient’altro che ad una ancor più matura compattezza di tutto il popolo di Dio, consapevole della sua missione salvifica ». (Redemptor hominis, n. 3) Questo Spirito che non nominate mai conosce il metodo massonico : “ Solve et coagula ”. Dopo aver disorganizzato, diviso, dissolto la Chiesa preconciliare, eccolo preoccupato di coagulare il popolo di Dio atomizzato, disintegrato : è venuto il momento della “ coesione ” – da realizzarsi sotto la verga dei seminatori di discordia di ieri ! – e della concentrazione, parola dalle preoccupanti risonanze che annuncia la caccia ai dissidenti !

« Durante le nostre discussioni e le nostre riflessioni – dicevate ai vescovi olandesi divisi, in rapporto di uno contro tutti gli altri, sull’essenziale – una cosa è sempre stata chiara : noi non possiamo che desiderare – e di fatto di tutto cuore lo desideriamo – una Chiesa corrispondente in modo totale alle intenzioni di Cristo Signore, cosi come esse sono state espresse e confermate dal Concilio. Crediamo infatti (di fede divina ? per intima ispirazione ? o come semplice opinione ?) che il Concilio Vaticano II è diventato, per il nostro temmo, il tema e il luogo privilegiato grazie al quale lo Spirito Santo, lo Spirito di Gesù Cristo, “ ha parlato ” a tutta la Chiesa e l’ha guidata verso la verità tutta intera, e quindi anche verso la verità dell’esistenza “ nel mondo contemporaneo ”, dell’esistenza quale ci appare “ attraverso i segni dei tempi ” » 8

E’ chiaro. A un mutamento di civiltà, di cultura, di mentalità, occorre che oggi corrisponda un mutamento di religione. Lo Spirito Santo ha parlato : chi oserà contraddirlo ? Chi resistesse al Papa resisterebbe a Dio. E’ la “ Sapienza del potere ”, denunciata recentemente da Glucksmann, 9 che genera il “ potere del sapere ”, mostruoso programma. Eccoci tornati al tempo dannato dei “ Padroni del pensiero ”.

Nel discorso del 1° giugno 1980 ai vescovi francesi, prima di regolare i loro conti diseguali con l’“ integrismo ” e il “ progressismo ”, si resta sempre al vostro punto di appoggio : il Concilio, pura opera dello Spirito Santo.

« La missione della Chiesa che si realizza continuamente nella prospettiva escatologica, è nello stesso tempo pienamente storica. Questo si collega al dovere di leggere i “ segni dei tempi ”, che è stato cosi profondamente preso in considerazione dal Vaticano II. Con una grande perspicacia, il Concilio ha pure definito quale è la missione della Chiesa nella tappa attuale della storia. Il nostro compito comune rimane dunque l’accettazione e la realizzazione del Vaticano II, conforme al suo contenuto autentico. Ciò facendo noi siamo guidati dalla fede : è la nostra ragione di agire principale e fondamentale. Noi crediamo che Cristo, attraverso lo Spirito Santo era con i padri conciliari, che il Concilio contiene nel suo magistero ciò che lo Spirito dice alla Chiesa, e che egli lo dice nello stesso tempo in piena armonia con la Tradizione e secondo le esigenze poste dai “ segni dei tempi ”. Questa fede è fondata sulla promessa di Cristo : “ Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo ” (Mt 28, 20) ; su questa fede si fonda anche la nostra convinzione che bisogna “ realizzare il Concilio ” tale quale è e non come certi vorrebbero vederlo e comprenderlo. » 10

Voi lo dite, io lo contesto. V’ingannate, o meglio, ingannate la Chiesa. Ma siete nella totale impossibilità di giustificare le vostre affermazioni – sulle quali si basa tutta la vostra dittatura rivoluzionaria – facendo appello alla dottrina cattolica romana. Sono diciott’anni che denuncio l’impostura di questo illuminismo preteso conciliare, e ho sostenuto questa denuncia proprio quindici anni fa da oggi, 4 maggio 1983, di fronte al Tribunale del Sant’Uffizio. Mai nessuno ha potuto formulare nulla contro questa formidabile accusa di tradimento e di impostura, unica negli annali di Roma. 11

No, il Concilio non è sotto alcun aspetto oggetto di fede. No, nessuno può affermare che lo Spirito ha parlato al Concilio, a meno di cadere nell’illuminismo. No, nulla di ciò che il Concilio ha dichiarato o deciso impegna in coscienza i vescovi, i sacerdoti o i fedeli cattolici, e ancor meno i Papi, che sono responsabili, e solo loro, del loro insegnamento e delle loro decisioni. Nessuno può minimamente farsi copertura con l’autorità pretesa di questo Concilio “ pastorale ”, con le dichiarazioni e decisioni confuse e incerte, compiute ormai vent’anni fa, che non hanno provocato che tormenti e divisioni nella Chiesa.

E siccome tutto questo è ancora negativo, c’è di peggio : appellarsi globalmente a un tale Concilio, in qualità di programma di “ riforma della Chiesa ”, ossia di ritorno a Gesù Cristo, suo Fondatore, e al Vangelo più puramente inteso e applicato, e contemporaneamente di “ aggiornamento ”, ossia di adattamento delle istituzioni e mentalità cattoliche al mondo moderno, secondo l’interpretazione dei “ segni dei tempi ”, significa partecipare attivamente al peccato formale di scisma, se non di apostasia, che fu quello dei suoi promotori, dei suoi protagonisti principali e della sua suprema autorità, Paolo VI.

Facendo appello al Vaticano II, non fate dunque altro che perpetrare il sinistro “ patto conciliare ” che lega tra loro tutti i riformatori scismatici sopravvissuti ed eredi di questo funesto Vaticano II. Così facendo, lungi dall’imporre su di noi la vostra autorità, vi proclamate capo della ribellione modernista riguardo la quale rinnovate i vostri impegni. Vi proclamate settario e scismatico.

IL PAPA E LA CHIESA “ TRASFIGURATI ” !

Il colmo dell’impostura del vostro autocratismo rivoluzionario è stato raggiunto il 1° e l’8 agosto 1979, quando avete celebrato Paolo VI, chiamato al tribunale di Dio come noi tutti lo saremo, il 6 agosto 1978, “ nella festa della Trasfigurazione del Signore ”. Da questa coincidenza, al colmo del più delirante illuminismo, deducete la prova che Paolo VI in quello stesso giorno ha conosciuto la sua trasfigurazione ! E questo non sarebbe stato che un atto di giustizia, nei confronti di colui che aveva attuato, mediante il Concilio, la “ trasformazione della Chiesa ”, vale a dire la sua Trasfigurazione ! Teilhard de Chardin morì il giorno di Pasqua : è forse questo il segno della sua avvenuta risurrezione ?

Ciò era troppo utile al vostro proponimento di rendere la Chiesa schiava del clan modernista (che la guida nella sua mutazione segretamente, « implicitamente » programmata al Concilio) perché non ne ricavaste tutto il vantaggio possibile. Affermate :

« Il pontificato di Paolo VI non è forse stato un tempo di profonda trasformazione, promossa dallo Spirito Santo attraverso tutta l’attività del Concilio (…) Si potrebbe dire, sviluppando questo pensiero, che il Signore, avendo chiamato il Papa Paolo a sé, nella solennità della sua Trasfigurazione, ha permesso a lui e a noi di conoscere che in tutta l’opera di “ trasformazione ”, di rinnovamento della Chiesa nello spirito del Vaticano II, Egli è presente come lo è stato in quel meraviglioso evento che ebbe luogo sul monte Tabor… 12

« Il Papa del Vaticano II ! Il Papa di quella profonda trasformazione che era nient’altro che una rivelazione del volto della Chiesa, attesa dall’uomo e dal mondo di oggi ! C’è anche qui un’analogia col mistero della Trasfigurazione del Signore. Infatti quello stesso Cristo che gli Apostoli hanno visto sul monte Tabor, non era se non colui che hanno conosciuto ogni giorno, colui del quale hanno ascoltato le parole e veduto le azioni. Sul monte Tabor si è rivelato a loro lo stesso Signore, ma “ trasfigurato ”. In questa Trasfigurazione si è manifestata e si è realizzata un’immagine del loro Maestro, che in tutte le precedenti circostanze era loro sconosciuta, era davanti a loro velata. » 13

Parimenti, Paolo VI ha ricevuto questo “ carisma della trasfigurazione ”, in virtù del quale ha saputo operare la trasfigurazione della Chiesa, la sua trasformazione radiosa, « a partire dalla nuova lettura dei segni dei tempi fatta dal II Concilio Vaticano », e anche « per la trasformazione dell’uomo, della società, dei sistemi », in vista di questa « civiltà dell’amore » che annunciava !

Si conclude nel lirismo di un trionfalismo illuminato, o freddamente menzognero : « Il 6 agosto 1978, gli ultimi raggi della festa della Trasfigurazione sono caduti sul cuore del Pastore, che con tutta la sua vita aveva servito la grande causa della trasformazione dell’uomo, nella nostra difficile epoca, e del rinnovamento della Chiesa per tale trasformazione. Questi raggi sembrano dire : “ Bene, servo buono e fedele, sei stato fedele… prendi parte alla gioia del tuo padrone ” (Mt 25, 21). E Paolo VI non è più tornato alla sua quotidiana fatica, ma ha seguito il Signore che lo chiamava dal monte della Trasfigurazione. »

Perché tanti eccessi e menzogne ? Per far ammettere nella Chiesa l’apostasia, annunziata, condannata in anticipo dai veri santi Papi, da quei vostri predecessori che rinnegate, che ignorate sistematicamente perché si sono levati in anticipo, in nome di Dio e infallibilmente, contro quell’orgoglio empio dei riformatori della Chiesa che voi siete : ieri Paolo VI, oggi voi stesso.

L’ARGOMENTO DI RAGIONE : L’EVOLUZIONE DEL MONDO

Dopo l’argomento di autorità, quello di ragione. Il primo argomento cela un’evidente contraddizione : in forza dell’autorità pretesa divina del Vaticano II, distruggere l’autorità certa e infallibile della Chiesa precedente al Concilio. Inetto, stupido vaticinio ! che fa da sostegno all’altro, al discorso evoluzionista sui “ segni dei tempi ”. D’altronde, era necessario che ciò venisse mutato e che si giungesse, per fedeltà profonda agli Antichi, a contraddirli in un’infedeltà puramente apparente ! Evoluzione fin nella contraddizione. Bisognerebbe che tutta la Chiesa… e Dio fossero hegeliani, perché fosse possibile giustificare cosi un tale rovesciamento. Tanto è inetto e stupido questo vaticinio !

Una volta – senza dubbio eravate in vena di confidenze – avete spiegato questa evoluzione-trasformazione-mutazione-contraddizione, senza celar nulla… l’avete fatto il 19 novembre 1980, davanti a tremila artisti, giornalisti e pubblicisti tedeschi. Vi cito semplicemente – il testo è cosi chiaro ! – contentandomi di segnare, mediante dei sottotitoli espressivi, le tappe di questo rovesciamento della Chiesa.

IL RICORDO DEI TEMPI DELLA CRISTIANITÀ

« Mi rallegro di potermi incontrare con voi in questa città, che è stata da sempre il cuore dell’arte e che, nella letteratura, nel teatro e nella musica ha una storia complessa. Se non fosse stato per gli sforzi compiuti dai monasteri, ad esempio, presumibilmente non sarebbero sopravvissuti i tesori degli autori antichi greci e latini. Con grande schiettezza la Chiesa si è messa in contatto con l’antica letteratura e cultura. Per un lungo periodo di tempo la Chiesa è stata considerata la madre dell’arte. Essa agiva come mecenate ; i contenuti della fede cristiana fornivano i motivi ed i temi dell’arte. Quanto ciò sia appropriato, lo si può riconoscere con un semplice esperimento mentale : togliamo dalla storia dell’arte europea e tedesca tutto ciò che ha a che fare con l’ispirazione cristiana e religiosa e vedremo quanto poco dell’arte sarà rimasto. »

LA SVENTURATA RECIPROCA AGGRESSIVITA
TRA IL MONDO MODERNO E LA CHIESA DI IERI

« Negli ultimi secoli, soprattutto a partire dal 1800, il legame tra la Chiesa e la cultura, e quindi tra la Chiesa e l’arte, si è allentato. Ciò è avvenuto nel nome dell’autonomia e si è acuito nel nome di una dilagante secolarizzazione. Fra Chiesa e arte si apri un divario che divenne sempre più ampio e più profondo. Questo allontanamento reciproco si è accentuato con la critica alla Chiesa e al Cristianesimo, e soprattutto alla religione.

« La Chiesa, da parte sua – e ciò in certo qual modo è comprensibile – (eccola scusata di una determinazione che viene suggerita come falsa, illegittima, al meno infausta e certamente poco intelligente e poco caritatevole) era diffidente nei confronti dello spirito moderno e delle sue molteplici forme di espressione. Questo spirito era ritenuto (sic) nemico della Chiesa e della fede, critico nei confronti della Rivelazione e della religione. L’atteggiamento della Chiesa era quello di proteggersi, di prendere le distanze e di opporsi in nome della fede cristiana ».

E così, quello che i vostri predecessori hanno definito e decretato come espressione inviolabile e immutabile della fede e della legge divine, voi l’introducete nel dominio relativo delle circostanze storiche, delle decisioni umane, temperamentali, delle tattiche, del partito preso o delle mancanze. Lo fate per sentirvi autorizzato a rompere con questa religione di ieri in nome dello Spirito che vi parla direttamente attraverso i segni dei tempi, e innanzitutto mediante il Concilio…

L’APERTURA AL MONDO OPERATA DAL VATICANO II

Il Concilio Vaticano II ha gettato le basi di un rapporto sostanzialmente nuovo tra la Chiesa e il mondo, tra la Chiesa e la cultura moderna e con ciò anche tra la Chiesa e l’arte. Si potrebbe definire come rapporto di comprensione, di apertura e di dialogo. A ciò é legata l’attenzione per l’oggi, il cosi detto « aggiornamento ». I padri conciliari dedicano nella costituzione pastorale “ Gaudium et spes ” un intero capitolo (nn. 53-63) alla corretta promozione dei progressi culturali ed affrontano il problema, come nella Chiesa antica ( !), senza limitazioni o timori, con franchezza.

« Il mondo è una realtà a se stante, ha la propria legittimità. Qui viene trattata anche l’autonomia della cultura e dell’arte. Quest’autonomia, se ben interpretata, non è una protesta contro Dio o contro le testimonianze della fede cristiana, ma è piuttosto la manifestazione che il mondo di Dio è una creazione unica, libera, consegnata e affidata all’uomo per lo sviluppo della sua cultura e della sua responsabilità. »

ECCO INFINE IL VOSTRO ANTROPOCENTRISMO LAICO E POSTCRISTIANO

« Con ciò si è gettata la premessa che ha permesso alla Chiesa di entrare in un nuovo rapporto con la cultura e con l’arte, in un rapporto di collaborazione, di libertà e di dialogo. Ciò è più facilmente possibile e può essere assai più fruttuoso, se l’arte nel vostro Paese è lioera e può realizzarsi e svilupparsi nella libertà. Se voi esercitate la vostra professione nella libertà responsabile, la Chiesa vuole e deve essere sempre al vostro fianco (sic), vicino a voi nella sollecitudine per la dignità dell’uomo in un mondo che è scosso nelle sua fondamenta. » 14

Questo testo termina dunque, proprio nell’ultima frase, nella rivelazione del nuovo umanesimo, della nuova Chiesa wojtyliana, collaboratrice di un mondo nuovo… che lavora per la dignità dell’uomo e, sincera e disinteressata, per l’umanizzazione planetaria.

Un solo rammarico, Beatissimo Padre : si tratta esattamente di quella pastorale condannata dal Sillabo del santo papa Pio IX, quella pretesa “ riconciliazione tra la Chiesa e il mondo moderno ”, con un’umanità che viene definita autonoma e libera ma responsabile !, per non ammettere che in realtà è apostata, anti cristiana e atea. La Chiesa collaboratrice di un tal mondo ? Non può essere che una prostituzione.

VOI SCEGLIETE LA SCOMPARSA DELLA CHIESA

Vi compiacete della scomparsa della Chiesa. Ho impiegato molto tempo per comprendere, per ammettere che una tale mentalità possa esistere in un Papa. D’altra parte, questo apre gli occhi. Ad esempio, allorché visitavate l’Università di Kinshasa, nello Zaire, il 4 maggio 1980, alla fine del vostro discorso, evocavate i tempi non lontani in cui tale università era ufficialmente cattolica : « Cari amici, professori, studenti e studentesse, all’inizio della sua esistenza la vostra Università aveva per motto : “ LUMEN REQUIRUNT LUMINE ”, “ Essi cercano la luce alla sua Luce ”. » Ma, mettendo al bando le lacrime, venite a parlare del presente : « Mi auguro che i vostri studi, le vostre ricerche, la vostra saggezza diventi per tutti voi un cammino verso la Luce suprema, il Dio di verità, al quale prego perché vi benedica. »

Un tempo, e anche fino a poco fa, la Luce, la grazia, la vita soprannaturale della Chiesa erano al principio delle loro ricerche, Dio era il fondamento del loro edificio, secondo le parole del Salmista : “ Nisi Dominus aedificaverit domum… ” – “ Se Dio non edificherà la casa… ” – e quelle di Nostro Signore : Sine me nihil potestis facere ” 15 e si era al tempo della colonizzazione… Ora i tempi sono mutati : c’è la decolonizzazione, la declericalizzazione, la decristianizzazione ; l’era della libertà senza alienazioni. Ciò non ha importanza ! Il Papa non tiene il broncio ! Si augura che Dio si trovi alla fine, se non c’è più all’inizio ! Egli prega per questo, sicché non c’è più motivo per rimpiangere il passato. Non bisogna piuttosto rallegrarsi del presente e dell’avvenire ? Sì, questo è il vostro pensiero, questo era il vostro discorso :

« Storicamente parlando – spiegate a questi negri evoluti, emancipati, che voi nei vostri sogni immaginate tutti buoni, generosi, sinceri – la Chiesa fu all’origine delle Università. Per secoli essa vi ha elaborato una dottrina in cui le conoscenze dell’epoca venivano inserite nella più ampia visione di un mondo creato e riscattato da Dio e da Nostro Signore Gesù Cristo. » 16 E’ appunto questo ciò che esprimeva il motto sommamente religioso, cristiano, cattolico, dell’Università di… Léopoldville, d’altronde ispirato al Salmo 35. 17

Oggi, il motto è cambiato. Chi l’ha cambiato ? quando ? con che diritto ? con che intenzione ? a profitto di quale ideologia ? Sembrate non preoccuparcene, meno ancora allarmarvene. E’ l’evoluzione del mondo ! E’ un “ segno dei tempi ” ! Non vi pare stupefacente e angosciante che tutti questi “ segni dei tempi ” siano essenzialmente anticlericali e massonici, simili a tanti lampeggiatori che annunciano la venuta dell’apostasia ? Ma no ! Il nuovo motto vi è gradito, per il suo umanesimo conquistatore, coraggioso, ottimista : “ SCIENTIA SPLENDET ET CONSCIENTIA ”, la Scienza risplende accompagnata dalla Coscienza !

Voi prendete atto di questa rivoluzione copernicana, o piuttosto kantiana, quest’inversione di una Cristianità tutta instaurata sul solo fondamento di Cristo in una Umanità senz’altro fondamento che la Scienza con la sua coscienza ! Voi inserite il messaggio cristiano in questa pasta umana come un fermento nascosto, “ incognito ”. Scomparsa la Chiesa, partita con gli ultimi colonizzatori e missionari, dei cristiani anonimi entreranno nella grande opera e testimonieranno il vostro Dio, il Dio dell’In-Avanti e dell’Al-di-là.

Nessuno vi ha dunque mai detto, nessuno si leverà dunque per ricordarvi che, nel passaggio dall’uno all’altro motto, dall’una all’altra società, l’una cristiana, l’altra umanistica, c’è apostasia ? Si tratta del rinnegamento di quella fede senza la quale nessuno, né popolo, persona, principe o Papa, può essere gradito a Dio. E’ ormai vano attendersi la minima saggezza o virtù da una società, da un mondo, che ha rinnegato il suo Creatore e Salvatore, il suo Signore e sommo Giudice.

VOI VOLETE L’ATEISMO SOCIALE, BASE DI PARTENZA DI UN NUOVO CRISTIANESIMO

Al contrario ! La vostra concezione più profonda è quella di un mondo che è « intimamente alleato alla eterna Sapienza » da sempre e molto prima del suo incontro con la Chiesa, e che senza dubbio continuerà ad esserlo anche dopo la scomparsa della Chiesa, come si deduce dal tema ricorrente durante tutta la vostra famosa omelia al popolo francese, durante la Messa del primo giugno 1980 al Bourget. 19

« Vorrei rendere omaggio al Dio vivente che, agendo attraverso i popoli, scrive la storia della salvezza nel cuore dell’uomo. Questa storia è vecchia quanto l’uomo. Essa risale alla “ preistoria ”, risale agli inizi. » La storia cristiana, quella sopraggiunge più tardi e sussiste cosi nel cuore della prima, ma « nascosta nel più intimo dell’uomo ; misteriosa e tuttavia reale anche… »

Questo vale dell’umanità, vale anche per ogni uomo : « La storia della salvezza è cominciata con la storia dell’uomo, che la storia della salvezza conosce sempre un nuovo inizio, che essa comincia in ogni uomo che viene in questo mondo. » Ma in virtù di cosa, dunque ? In virtù del battesimo ? No ! In virtù di « un’alleanza con la sapienza eterna, » alleanza originale, universale. E’ la « fedeltà all’alleanza con la eterna sapienza che e fonte di una vera cultura, ossia della crescita dell’uomo ». E lo ripetete, lo ripetete ancora : « Per noi l’alleanza interiore con la Sapienza si trova alla base di ogni cultura e del vero progresso dell’uomo. » Questo è « l’elogio dell’uomo…, l’affermazione dell’uomo. » Non avete timore di postulare la questa concezione di un umanesimo anteriore, concezione che è la Weltanschauung dell’antroposofia di Rudolf Steiner. E rendete gloria alla massoneria, alla Rivoluzione del 1789, per aver ricostruito questo mondo primordiale governato da una Sapienza senza nome e senza volto che fa alleanza eterna con l’uomo :

« Che cosa non hanno fatto i figli e le figlie della vostra nazione per la conoscenza dell’uomo, per esprimere l’uomo mediante la formulazione dei suoi diritti inalienabili ! Si conosce il posto che l’idea di libertà, di uguaglianza e di fraternità tiene nella vostra cultura, nella vostra storia. Al fondo ci sono idee cristiane. Dico in piena coscienza che coloro che per primi hanno formulato così questo ideale non si riferivano all’alleanza dell’uomo con la Sapienza eterna. Ma volevano tuttavia agire per l’uomo. »

Dopo aver così immaginato quest’umanità fondamentalmente unita alla eterna sapienza e da essa guidata verso la sua crescita storica, nella seconda parte del vostro discorso intersecate il vostro cristianesimo con quest’umanesimo e l’intrecciate l’uno con l’altro, come un nuovo Testamento intessuto con un’antica, eterna e più profonda alleanza :

« Il Cristo è venuto al mondo in nome dell’alleanza dell’uomo con la Sapienza eterna. » In Nome di… ? Si : « L’alleanza con la Sapienza eterna continua in lui. » L’alleanza prima, naturale, infrangibile, continua con il Cristo ed oggi « nella Chiesa, vale a dire nel corpo di Cristo, il popolo di Dio. »

L’uomo o la società è dunque una sostanza laica e secolare, sostanza fin d’ali’inizio e per sempre abitata dalla sapienza eterna, della quale questa religione non è che un epifenomeno, e questa Chiesa… una sovrastruttura :

« In questa alleanza, l’uomo deve crescere e svilupparsi come uomo. Deve crescere e svilupparsi a partire dal fondamento divino della sua umanità, vale a dire come immagine e somiglianza di Dio stesso. Deve crescere e svilupparsi come figlio adottivo di Dio. Come figlio adottivo di Dio l’uomo deve crescere e svilupparsi attraverso tutto ciò che concorre al suo sviluppo e al progresso del mondo in cui vive »… Ma, a questo fine, bisogna ch’egli non « trascuri l’alleanza con l’eterna sapienza » !

Leggendovi a lungo, si penetra nella vostra Weltanschauung da antroposofo steineriano (ma, spero, non per questo “ luciferino ”, come lo sono gli altri steineriani). Il Cristo e la Chiesa non sono che realtà soprannaturali, superflue in un’universo già salvato dalla eterna Sapienza. Con tutta la forza delle virtù teologali cne abitano nella mia anima dal giorno del battesimo, nel riportare le vostre parole cresce in me un odio !, un odio divino…

Indifferente a tali spregevoli reazioni, abitato da una forza sovrumana, proseguite serenamente :

« “ Il potere in cielo e sulla terra ” non è un potere contro l’uomo. Ma non è neppure un potere dell’uomo sull’uomo. E’ il potere che permette all’uomo di rivelarsi a sé stesso nella sua regalità, in tutta la pienezza della sua dignità. E’ il potere di cui l’uomo deve scoprire nel suo cuore la forza specifica, mediante il quale deve rivelarsi a se stesso nella dimensione della sua coscienza e nella prospettiva della vita eterna (sottolineo i punti in cui la bestemmia appare con la maggiore insolenza).

« Allora si rivelerà in lui tutta la forza del suo battesimo, saprà di essere (sic) “ immerso ” nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo, ritroverà completamente se stesso nel Verbo eterno, nell’Amore infinito. »

Così, giunti alla fine del vostro discorso, due fedeltà appaiono tra loro intersecate : quella che i cattolici hanno compreso, conservato e applaudito – « Francia, figlia primogenita della Chiesa, sei fedele alle promesse del tuo battesimo ? » – e l’altra, che non hanno compreso né conservato, ma che è stata notata da i fratelli di tutte le logge massoniche dell’universo : « Francia, Figlia primogneita della Chiesa, educatrice dei popoli (ossia madre di tutte le rivoluzioni moderne), sei tu fedele, per il bene dell’uomo, all’alleanza con l’eterna sapienza ? »

Queste due fedeltà per voi non sono che una sola cosa, ma è quella antroposofica ad essere la prima ! Ciò che auspicate, e vedete con soddisfazione giungere nel mondo, è una società atea, ossia un’umanità che ha riallacciato la sua alleanza antica ed eterna con la Scienza, società « provocatoria » in direzione di « ritrovare la novità del Vangelo », dopo due millenni di alienazione religiosa. Questo è evidente nel vostro amplissimo discorso ai membri del Congresso, tenuto a Roma dal 6 al 10 ottobre 1980, sul tema “ Evangelizzazione ed ateismo ”. L’ateismo è la gloria dell’uomo, il campo più favorevole per la rievangelizzazione della Chiesa.

AL DI LA DELLE NOSTRE MESCHINE DIVISIONI

Ce lo dice André Frossard, ed è appunto l’immagine che voi stesso volete che si abbia di voi : « Il santo padre detesta la polemica e le sue classificazioni sommarie. E’ pur vero che egli ha avuto dal cielo due carismi che lo dispensano dall’entrare nei nostri miserevoli litigi… » Dice : « primo è di agire con la sua sola presenza (…) Quando un dissenso sorge nella Chiesa, egli convoca gli antagonisti, si siede ad estremità del tavolo, non dice niente e tutto si aggiusta. » 20 E’ la leggenda del vostro preteso “ miracolo ” in seno alla crisi olandese ; in effetti, avete lasciato che la maggioranza schiacciasse la mini-mino- ranza. 21 « Altro dono è la capacità di risalire alle cause, molto indietro nella storia o molto in alto nella teologia », e il vostro amico fa notare molto giustamente che voi risalite, ad ogni pié sospinto, ai primi capitoli della Bibia : « Non esita mai a rifarsi alla Genesi », dice con ammirazione. Il pover’uomo non sa che in questo modo voi ritornate al di qua del peccato originale, esiliandovi nell’utopia di un paradiso terrestre : 1) senza Chiesa, 2) ottimistico, e secondo voi del tutto umanistico, naturalistico. 22 Vi ho accusato, al seguito dei nostri vescovi riuniti intorno a voi ad Issy-les-Moulineaux, di essere “ stratosferico ” 23 ; loro si rendevano tali, in quel giorno, per non dover render conto della loro deplorevole gestione ; e voi, per non dover intervenire con autorità, col rischio di dispiacere. Ora lo comprendo anche meglio : non dovevate far precipitare la vostra immagine di marca, di umanista laico, in meschine controversie ecclesiastiche !

« Il santo Padre, lo sappiamo, incalza nuovamente Frossard, rifiuta queste divisioni tra sinistra e destra, tradizionalismo e progressismo, che gli sembrano da evitare ad ogni costo ; per lui si deve vivere la fede con semplicità, e “ seguire il Vangelo non significa scegliere tra ciò che spinge avanti e ciò che tira indietro, ma servire la verità ” ». 24 E Frossard, imitandovi, getta tutti gli eccessi di destra e di sinistra nello stesso calderone di quella gente che è spinta dalla loro paura, paura della novità, dell’ignoto, o di non sembrare troppo avanzati, emancipati, arditi. L’analisi è miserabile, sprezzante, spaventosamente diffamatoria. Ma, una volta decifrata, l’analisi delle nostre divisioni fatta dal vostro pensiero si rivela sorprendente :

La fede, secondo voi, consiste nel vivere con semplicità. Ciò significa che la fede, questa pura esperienza del divino nell’uomo e dell’Inconoscibile nella trascendenza, oltrepassa le nostre controversie dogmatiche, le nostre dispute liturgiche, le nostre opposizioni riguardo la morale, la politica, le tradizioni. Tutto ciò non ha per voi alcun interesse, se non alcun significato. Ciò che conta è il Vangelo (ammirevole !), che consiste nel servire la verità (sì, ma !…), verità che, per voi, sta nella dignità, regalità, trascendenza dell’Uomo ! Pertanto il vostro servizio del Vangelo consiste nella vostra lotta per i Diritti dell’Uomo, il che non ha nulla a che fare con quelle polemiche ecclesiastiche delle quali ve ne infischiate francamente.

L’ABITUALE FALSA SIMMETRIA

A partire dal Concilio, la Chiesa, sotto pretesto di collegialità, di libertà, di creatività, si trova in vacanza di autorità ; ma io credo piuttosto che l’Autorità abbia interesse a lasciar correre in avanti i rivoluzionari e i modernisti per poi dar l’apparenza di limitarsi cedere al movimento, ma con moderazione ! mantenendo un equilibrio ! conservando un giusto mezzo ! Ne derivano ogni genere di disordini e di conflitti. Anche il vostro predecessore Paolo VI aveva l’abitudine di relativizzare questo fenomeno mediante il paragone modernistico – lo trovate pienamente illustrato già da san Pio X nella Pascendi – della marcia più o meno rapida verso il Progresso, verso l’Avvenire ! e delle sue due componenti automobilistiche : l’acceleratore e il freno. Voi riprendete questo disonesto, indegno, eretico paragone, che sostanzialmente glorifica i fautori dell’avanzamento perfino nelle loro audacie, qualificate come apostoliche !,che giustifica la gerarchia nella sua indecisione e nel suo rifiuto a prender partito, a decidersi, a condannare, nel suo tradimento lento e sordo di quel Credo di cui dovrebbe esser custode !, che infine congeda con commiserazione il “ piccolo gregge ” di coloro che, come ci viene spiegato, per paura, per acredine e per nostalgico attaccamento al passato, rifiutano quel movimento voluto tuttavia dal Concilio e… dallo Spirito Santo.

« Si tratta qui di due tendenze ben conosciute : il “ progressismo ” e l’“ integrismo ”. Gli uni sono sempre impazienti di adattare perfino il contenuto della fede, l’etica cristiana, la liturgia, l’organizzazione ecclesiale, ai cambiamenti di mentalità, alle esigenze del “ mondo ”, senza tener conto abbastanza, non soltanto del senso comune dei fedeli, che sono disorientati, ma dell’essenziale della fede, già definita, delle radici della Chiesa, della sua esperienza secolare, delle norme necessarie alla sua fedeltà, alla sua unità, alla sua universalità. Essi hanno l’ossessione di “ avanzare ”, ma verso quale “ progresso ” in definitiva ?

« Gli altri – rilevando taluni abusi che noi siamo evidentemente i primi a riprovare e a correggere – si irrigidiscono fissandosi ad un dato periodo della Chiesa, ad un dato stadio della formulazione teologica o dell’espressione liturgica di cui essi fanno un assoluto, senza penetrare abbastanza il senso profondo, senza considerare la totalità della storia e il suo sviluppo legittimo, temendo le domande nuove, senza ammettere in definitiva che lo Spirito di Dio è all’opera oggi nella Chiesa con i suoi pastori uniti al Successore di Pietro.

« Questi fatti non sono sorprendenti, se si pensa ai fenomeni analoghi nella storia della Chiesa. Ma è tanto più necessario concentrare tutte le forze sull’interpretazione giusta, vale a dire autentica del magistero conciliare come fondamento indispensabile dell’autorealizzazione ulteriore della Chiesa per la quale questo magistero è la sorgente delle ispirazioni e delle orientazioni giuste.

« Le due tendenze estreme che ho segnalato danno vita non soltanto ad una opposizione, ma ad una divisione incresciosa e pregiudizievole come se si provocassero reciprocamente al punto di creare un disagio per tutti, diciamo pure uno scandalo, e disperdere in questo sospetto, in questa critica reciproca, tante energie che sarebbero così utili a un vero rinnovamento.

« Bisogna sperare che gli uni e gli altri, cui non manca né generosità né fede, imparino umilmente con i loro pastori a superare questa opposizione tra fratelli per accettare l’interpretazione autentica del Concilio – perché qui è la questione di fondo – e affrontare insieme la missione della Chiesa nella diversità delle loro sensibilità pastorali.

Dopodiché ritornate subito ai vostri amori, alla vostra idolatria, ben più interessante che non queste polemiche campanilistiche, di scuola : « E vengo ora ad un’altra questione fondamentale : perché nella tappa attuale della missione della Chiesa è necessaria una concentrazione particolare sull’uomo ? (…) La Chiesa deve affrontare la problematica comune dell’uomo (…) E’ anche un grande messaggio messianico sull’uomo : è la rivelazione all’uomo della verità totale su lui stesso e sulla sua vocazione in Cristo. Annunciando questo messaggio, noi siamo al centro della realizzazione del Vaticano II » 25, cui segue l’esposizione del vostro antropocentrismo laico, del quale abbiamo abbastanza parlato, cioè il vostro MODERNISMO, al cui confronto le controversie tra progressisti e integristi appaiono capricci infantili. 26

L’ELIMINAZIONE DEI DIFENSORI DELLA FEDE

Perché voi abbiate ragione, in tale illustrazione della guerra di religione che imperversa nella Chiesa, bisognerebbe che : 1) il Concilio avesse prodotto definizioni infallibili, o almeno direttive pastorali chiare, precise, autorevoli e indubbiamente soprannaturali, il che non è stato ; 2) l’apostasia del mondo da cent’anni a questa parte fosse il segno dato da Dio che una simile evoluzione fosse da Lui voluta per la Chiesa ; il che evidentemente non è credibile, dato che l’insegnamento infallibile dei Papi precedenti la rivoluzione conciliare afferma il contrario ; 3) la Chiesa fosse in continua evoluzione, imprevedibile per chiunque, dettata profeticamente momento per momento da un magistero indefettibile innestato sul futuro come sullo Spirito Santo, in vista dell’“ autorealizzazione ulteriore della Chiesa ”, il che è di un illuminismo assurdo ed aberrante.

Dicendo questo, avete ogni possibilità di essere creduto dall’intero popolo dei fedeli opportunamente ingannato su questi tre punti, popolo che in ogni caso, in un sussulto della sua fede, cederebbe di fronte all’enormità di doversi opporre, levandosi, solitario o minoritario, contro il Papa, il Concilio, il collegio dei vescovi, del clero e dell’opinione di massa di credenti e non credenti. Questo terror panico vi mantiene asservito il popolo di Dio, manifesta il vostro totalitarismo, la vostra forza di persuasione, la vittoria del vostro partito, ma non il vostro buon diritto né la verità delle vostre affermazioni.

Nell’anno 360 dell’era cristiana il Papa Liberio aveva ceduto alla “ pravitas haeretica ”, si, alla perversità eretica. E’ san Girolamo, dottore della Chiesa, a dirlo. 27 I concili di Rimini e di Seleuci, che insieme comprendevano l’episcopato mondiale, avevano rinnegato la fede di Nicea per unirsi con i modernisti del tempo in base a formule vaghe e ambigue. Soltanto Atanasio, Ilario, Osio di Cordova, Eusebio di Vercelli e l’ambizioso Lucifero di Cagliari – il solo che doveva finire nello scisma – conservavano fermamente la fede cattolica, sconfessati dal Papa, scomunicati praticamente da tutti i vescovi del mondo.

Ciò che fu visto allora si rivede oggi, cento volte peggio. Infatti Liberio non cedette che un momento, e per timore, e per la pace della Chiesa ; infatti i due Concili aderirono a formule capziose, accomodanti, ma di cui si è potuto sostenere che avevano, benché insufficienti contro l’eresia, un senso accettabile ; infine, la Chiesa di allora poneva al di sopra di tutto l’immutabile fede cattolica e non l’illuminismo individuale, l’evoluzionismo, e meno ancora l’apostasia umanista. La nostra situazione è cento volte peggiore. Ebbene, le vostre false simmetrie tra integrismo e progressismo sono delle menzogne, e la soluzione da voi preconizzata, quella di una concentrazione autoritaria di tutto il popolo cristiano agli ordini della gerarchia per il compimento del Concilio, costituisce… una proposta odiosa, insidiosa, mirante a eliminare gli ultimi difensori della fede, non con la spada, ma con il disprezzo e l’odio. Atto che non vi sarà perdonato né in questo mondo né nell’altro, se non ve ne pentite e non ne fate pubblica riparazione, poiché si tratta di un decreto di morte emesso contro la Chiesa stessa.

L’INTEGRISMO ? GLI ULTIMI DIFENSORI DELLA FEDE !

Sembra che non lo detestiate ; ma in fin dei conti, il solo personaggio del quale Malinski, nella sua biografia su di voi, così veridica, ci racconta che vi ha « affaticato », è Mons. Lefebvre. « “ Il Papa ti vuol vedere. Ma non metterti a discorrere, perché è molto stanco ; oggi ha ricevuto mons. Lefebvre. Salutalo e vieni via. ” Entro nella cappella che conosco già. Il Papa è chino sull’inginocchiatoio, alza la testa ; il viso è veramente stanco. Lo saluto. “ Cosa accade in Polonia ? ”, mi chiede a mezza voce ». 28 Già venivamo trasformati in torturatori di Paolo VI. Poveri papi, contro i quali si accaniscono questi dannati integristi ! E quale grande carità è la loro, nel non rispondere, nel perdonare, nel non dir nulla ! Appunto, nel non dir nulla… La leggenda vi sistema tutto.

Ma qualche pagina più avanti, eccovi pieno di salute e di ottimismo nel deplorare con questo caro Malinski un malinteso che vi ha privato dell’interesse e del piacere di ricevere il prete e poeta comunista guerrigliero Ernesto Cardenal. « Un flusso di collera mi prende, sono molto irritato : “ E’ un mostruoso malinteso che va chiarito ”. Sono infuriato perché mi rendo conto del danno inferto a questo poeta (sic) e al Santo Padre. Non so a cosa attribuirne la colpa : alla cattiva volontà ? alla semplice stupidità ? » 29

La “ gaffe ” commessa dal vostro servizio sarà ben presto riparata. Qualche giorno dopo, riceverete, con grandi manifestazioni di simpatia, regali e incoraggiamenti, alcuni capi terroristi dell’Africa australe, prendendo molto a cuore la loro guerriglia marxista. 30 Che bella imparzialità ! E’ vero che costoro non vi “ affaticano ” mai, che non vi “ perseguitano ” !

Noi, noi siamo i vostri assassini. Sì ! Ali Agca siamo noi. Voi avete rivisto il testo di Frossard ; l’avete caritatevolmente lasciato scrivere : « L’estremista di destra, …uno di quei terroristi costituiti in piccoli gruppi intossicati di dialettica macabra », etc. Noi siamo i figli di Caino e voi il giusto Abele. « Il bene attira il male, e quando la pura fedeltà di Abele raggiunge un certo grado di notorietà, suo fratello si arma nell’ombra. » E se fallisce, l’anno seguente ritenta : a Fatima ! « Un sacerdote, della razza dei monaci della Lega Santa, si propose di assaltarlo all’arma bianca, e fallì per ben poco. (…) Lo stato d’animo dell’integrista che si sente obbligato ad ammazzare un Papa, cioè a divellere la pietra su cui è costruito tutto il suo edificio dottrinale, è veramente indecifrabile. » 31 Sono tutti dei mostri, questi integristi, questi fascisti, nazisti…

Così, mentre quell’assassino mussulmano agli ordini del KGB – il che è della massima evidenza, come affermavo fin dal primo momento per ragioni certe 32 – lo chiamavate vostro « fratello », lasciavate che i mass-media del mondo intero lapidassero con le loro accuse omicide i « figli della vostra destra », poiché, ahimé !, è alla vostra destra che stanno i maledetti. E si ripeteva l’anno dopo con un rinnovato furore, totalmente orchestrato, senza che voi facciate un gesto né diciate una parole per polverizzare la menzogna universale su questo “ attentato-bidone ” 33 montato in ogni sua parte per riaccendere contro di noi l’odio dei nostri fratelli, e senza dubbio il vostro. Questo l’ho dimostrato proprio allora, e fui proprio il solo !, ma lo ha stabilito il Tribunale di Villa Nova de Ourem il 21 aprile, e giudicato il 2 maggio, come si può venire a sapere in Francia dal giornale “ Présent ” del 23 aprile e 4 maggio, notizia occultata dalla stampa mondiale e sapientemente dissimulata da quel giornale del KGB in lingua francese che è “ La Croix ” del giorno 23 aprile.

Quel sacerdote integrista impugnava una baionetta contro il Papa : formidabile trovata ! Is fecit cui prodest.

Leggiamo ancora questo caro Frossard che, come ognun sa, è la carità fatta persona. Stavolta è a “ Paris Match ” che fa le sue confidenze : « Il Papa mi ha detto ». « Siccome pareva incuriosito di sapere cosa intendevo per integrista, gli diedi questa risposta : “ Santo Padre, l’integrista è uno che fa sempre la volontà di Dio, che Dio lo voglia oppure no ”. » E voi a ridere con lui per quest’accusa assassina, che diventerà religione per i milioni di lettori di quest’infetta pubblicazione. 34

Ah, che bell’aria d’imparzialità che si dà questo papato conciliare e postconciliare ! Ma Dio giudicherà voi, Beatissimo Padre, e il vostro Frossard ! E il Magnificat fa bene, certo !, ad affermare che Dio spiegherà la forza del suo braccio, rovescerà i potenti dai loro troni – perfino dalle loro sante sedi – e che disperderà gli uomini di cuore orgoglioso per esaltare gli umili ! Tremate, giudici che non fate giustizia e schiacciate i deboli !

Gli “ integristi ” di cui parlate, io li conosco tutti : non sono cosi numerosi. Ebbene, voi li calunniate. Sono gente che, al di sopra di tutto, professano la fede cattolica e sono affezionati alla Chiesa. Sono votati a tre realtà che per loro compendiano, garantiscono e donano ogni verità, forza, felicità : la Santa Eucaristia, la Santa Vergine e il Santo Padre… si, il Papa ! Non sono loro ad aver cominciato la polemica, ad aver attaccato. Criticati, maltrattati, vilipesi, non si sono difesi, non hanno mai avanzato ambizioni, rivendicazioni ottenute per astuzia o violenza. Hanno sempre difeso quel Credo che altri attaccavano e distruggevano, il carattere sacro dei sacramenti e particolarmente la verità e la validità del Santo Sacrificio della Messa, il rispetto e il decoro della vera religione cattolica e infine, per quanto hanno potuto, l’unità intorno al Papa, la venerazione e il rispetto di tutti per il Papa.

Da questa parte, Beatissimo Padre, non trovate che debolezza, e potete schiacciarci tutti come mosche. Non abbandoneremo mai la Chiesa, non decideremo mai di sollevarci contro di lei con violenza. D’altronde, siamo privi di potere, senza dominio dell’opinione, senz’altro danaro che di sussistenza. Questa fazione non è nulla, non può nulla, non ha nulla. Ma in essa, e solo in essa, vi sono oggi i confessori della fede.

IL PROGRESSISMO ? I CORRUTTORI DELLA FEDE !

Dipingete come difensori della fede coloro che la criticano, la dilaniano, l’attaccano e distruggono. Quale parallelo ! E li considerate gente intelligente, generosa, apostolica, manifestando loro una grande benevolenza. Mai disprezzo, odio, diffidenza ! Il loro torto è quello di andare troppo in fretta, il torto degli altri è di andare troppo lentamente e, dite, le due tendenze “ si rinfocolano vicendevolmente ” : di chi è la colpa ? Dei ritardatari, certo, egoisticamente rintanati nella loro “ città cattolica ”, mentre gli altri corrono ad evangelizzare il mondo ! I vostri rimproveri, riguardanti questi ultimi, sono meno gravi. Essi scandalizzano i deboli, provocano disordine, dilaniando la coesione, l’unità della truppa, e conoscono bene la loro strada ? “ Verso quale progresso ? ”

Chiamarli “ progressisti ” significa concedergli un’onore menzognero ; sono innanzitutto e soprattutto dei “ modernisti ”, vale a dire i più pericolosi eretici di tutti i tempi, gente che rovina la religione nella sua stessa essenza, la Chiesa nelle sue fondamenta e ogni ordinamento umano con la loro criminale adozione dei principi della società moderna : soggettivismo, immanentismo, liberalismo, e quell’incoerente mescolanza di razionalismo e fideismo che li autorizza a vivere come cattolici mentre sono interiormente apostati. Voi ne sapete qualcosa…

Nemici occulti della nostra fede quando sono deboli, essi devastano insolentemente il gregge non appena l’autorità romana s’indebolisce appena un poco. Non si danno requie finché non hanno pervertito, disperso, rovinato tutto : monasteri, conventi, seminari, parrocchie, movimenti giovanili… San Pio X imponeva come dovere per tutti i pastori del gregge di smascherarli, dar loro la caccia, consegnarli al Tribunale del Sant’Uffizio perché fossero privati di ogni autorità, di ogni cattedra d’insegnamento e, se si ostinavano, cacciati dalla Chiesa… per dar loro una terribile lezione che fosse una salutare correzione in vista della loro riparazione e della loro salvezza eterna. Ma questi cànoni della Chiesa contro gli eretici, voi li avete ritorti contro di noi !

Queste persone, il Concilio li ha tutti riabilitati, colmati di onori, di posti importanti, di cattedre d’insegnamento, di funzioni di governo della Chiesa e di seggi episcopali. Sono diventati i padroni. Si sostengono vicendevolmente e sono incondizionatamente aiutati e protetti da quelle due potenze di Satana che guidano il mondo apostata, riconciliate per l’occasione : la giudeo-massoneria e il comunismo mondiale.

C’è stato un momento, nell’autunno 1979, in cui il Papa ha cercato d’impegnarsi nella lotta – infatti non l’ha fatto senza accordarsi con la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede. Mentre voi stavate a parlare, parlare, parlare dell’accordo necessario, ma sicuro, assicurato, e peraltro liberissimo !, dei teologi con la gerarchia, come pure della ricerca scientifica con i dogmi di una fede certo sicura, questi dannati teologi rispondevano con insolenza alle convocazioni e alle umili richieste di spiegazioni da parte di Roma. Noi speravamo, eravamo solidali con voi, Beatissimo Padre, in questa opera screditata di difesa della fede. Fiduciosi nella vostra fermezza, troppo fiduciosi, ma non lo si è mai troppo !, come lo ero ieri e l’altroieri, come lo sarò domani, al vostro minimo gesto, assicuravo i nostri amici che Giovanni Paolo II non avrebbe esitato a combattere e a morire per la fede ! 35

Tàcchete ! Avete lasciato vergognosamente cadere tutto nel nulla, 36 e penso che questo fu per voi il momento del tradimento, dopo gli slanci e gl’impegni che seguirono visibilmente la vostra elezione pontificale e il corrispondente afflusso di grazie, di esortazioni intime in voi e di assistenza ordinaria dello Spirito Santo. Avete capitolato prima di iniziare la battaglia.

Il 16 marzo 1980, desolato, scrivevo ai nostri amici la Lettera confidenziale n° 33, di cui riassumo l’essenziale :

« Il mondo è ora più che mai diviso in due schieramenti mortalmente nemici, due città, “ due stendardi ”, e il tradimento si è installato nel nostro, in cui non si parla che di aprirsi e di consegnarsi finalmente al nemico. Orbene, dopo Paolo Vie il suo sventurato Concilio, noi speravamo in Giovanni Paolo I, ma Dio se l’è ripreso. Abbiamo poi rivolto la nostra fiducia a Giovanni Paolo II, e non ci pentiamo di questo tentativo di fedeltà, di rispetto e di affetto filiale. Ma debbo dirvi che la nostra fiducia era certamente ingannevole. Dico : “ certamente ”, con quella tranquillità di animo fondata su una prova data, ridata e verificata, e con la serenità di una fede illuminata e confortata dallo Spirito Santo.

« Sono consapevole del carattere tragico di una tale affermazione, analoga a quella che segnò la mia prima opposizione dichiarata a “ questo funesto Concilio ”, nel 1962, o alla Lettera agli amici che denunciò il carattere perverso della prima Enciclica di Paolo VI nel 1964. Ahimé, non m’ingannavo ! E non m’inganno neppure oggi nell’annunciarvi l’uguale dramma che ci riserva il prossimo futuro : nelle condizioni attuali, nella sua forma di pensiero e nelle sue dichiarate volontà, il Papa Giovanni Paolo II non può essere che una causa di delusione – oppure di tradimento – per tutti quelli che, nel nostro campo, si appoggiano su di lui.

« So bene che le apparenze sono contrarie e che vado contro il sentimento generale. Gli eventi futuri renderanno più chiari i miei avvertimenti e io li spiegherò. Bisognava che fin d’ora vi prevenissi su questa realtà così tragica. Dobbiamo rivivere, o piuttosto subire nuovamente, lungo il tempo di un nuovo pontificato, la stessa prova che avemmo durante il quindicennio di regno di Paolo VI, senza tuttavia mettere in questione la legittimità di questo Papa della nostra delusione, Giovanni Paolo II ; ma al contrario pregando per la sua anima e sperando contro ogni speranza nel raddrizzamento del suo pontificato già compromesso. »

Ecco ! Vedete dalla mia conclusione quali erano allora i miei sentimenti, né di rivolta, né malevoli : « Facciamo quadrato – concludevo – attorno alla vecchia solidarietà della CRC, compiamo il nostro dovere, conserviamo la nostra fede e la nostra fiducia in Dio, nostro Padre celeste, la nostra speranza in Gesù Cristo, sommo Pontefice del mondo venturo e Re dei Re, i nostri reciproci affetti e la nostra carità nello Spirito Santo, Esortatore e amico delle nostre anime, per vivere in santa gioia e pace verso tutti, succeda quello che succeda. » 37

Noialtri, si !, con la grazia di Dio che non manca, possiamo sopravvivere ancora a dieci pontificati come il vostro. Ma lo sventurato popolo dei fedeli, il suo clero, le congregazioni di umili religiosi e religiose, fiduciosi, sottomessi, abbandonati a una gerarchia e ad organizzazioni parallele, tutte vendute ai modernisti, loro non possono tener duro, non possono conservare la fede in una tale pestilenza ecclesiastica. E voi, davanti a Dio, ne siete il principale colpevole. Quanto a coloro che, preti o fedeli, vengono designati dalla loro fermezza nella fede alla vendetta dei vostri vescovi, teologi, superiori ecclesiastici che li espellono dai monasteri, dai seminari, da curie e parrocchie, e che li privano dei loro poteri di giurisdizione, in spregio ad ogni giustizia divina e ad ogni diritto sociale (che Dio abbatta questi prevaricatori, ingiusti depredatori dei loro confratelli !), se costoro giungono a diventare una setta, a disgustarsi della Chiesa e infine a contestare la vostra autorità, la vostra legittimità, al punto di trovarsi scomunicati da voi, Karol Wojtyla, il che è il colmo !, essi hanno torto, sicuramente sbagliano, ma siete voi, voi il primo colpevole di queste azioni alle quali sono stati spinti dalla loro indignazione e dalla loro disperazione !

Invento drammi inesistenti ? Non vi citerò che un esempio, un nome. Un tal gesuita, Xavier Léon-Dufour, ha pubblicato in questi ultimi anni tre grossi libri molto dotti : integralmente modernisti. Il primo di questo trittico, Di fronte alla morte : Gesù e Pilato, (Le Seuil, collana “ Parola di Dio ”, 1979) è la negazione modernista del Mistero della Redenzione. Il secondo, Risurrezione di Gesù Cristo e messaggio pasquale, (stesso editore e collana, 1971), è la negazione del fatto storico, oggettivo, fisico, della Risurrezione corporale di Gesù Cristo. Il terzo, La frazione del pane eucaristico secondo il Nuovo Testamento (1982), il titolo già dice abbastanza, è la negazione totale del mistero del Santo Sacrificio della Messa, della sua Presenza reale e della realtà mistica dell’unione con Dio operata dal Corpo e dal Sangue di Cristo.

Ecco un modernista che di certo non entra nel quadro delle vostre amabili illustrazioni del “ progressismo ”, che “ va troppo in fretta ”. Questo gesuita è pienamente eretico e perfettamente ostinato, dato che rifiuta, oh, con molta dolcezza !, di acconsentire alle minime richieste di rettifica che gli suggeriscono i suoi confratelli dotti che di proposito egli consulta. E cosi, distrugge impunemente la fede cattolica. Ecco : ve lo denuncio. Se non ordinate un’inchiesta, una condanna, e l’interdizione pubblica di queste opere, si saprà che siete il “ figlio primogenito di Satana ” che si è arrampicato per astuzia sul trono stesso di Cristo.

ALDILA DELLE DIFFICOLTA DELLA CHIESA

Voi avete un grande progetto di umanizzazione planetaria ; e avete bisogno, per realizzarlo, che tutto nella Chiesa vada bene, materialmente e culturalmente : edifici, finanza, reclutamento, funzionamento ; non per la Chiesa stessa, che per voi non è nulla, è un mezzo, una serva vostra, dell’Uomo e del Mondo. Non per la salvezza delle anime, né per la conquista degli infedeli, dei quali non avete alcuna cura, non per l’onore di Dio che riponete altrove, nella “ vita dell’uomo ”, nella sua felicità terrena, nella costruzione della città futura, prospera e acculturata.

Voi avete bisogno della Chiesa, ma immaginate – come pensavano i nostri vescovi francesi quarant’anni fa, io me ne ricordo – che l’istituzione si muova da sola con movimento perpetuo : nascite e battesimi, bambini catechizzati e vocazioni, conversioni, ritiri in luogo chiuso e pellegrinaggi, beneficienze e donazioni, sostegno dei poteri civili o timore e calcolo… Avete creduto che ci sarebbe sempre stato materiale cattolico da adoprare per la vostra Grandezza e per i suoi progetti. Ma ora tocchiamo il fondo. Non nascono più bambini, non si battezza più, non ci si sposa più, si divorzia e si abortisce… non ci si converte più, non si catechizza più, non si pratica più, non si va più alla Messa e dunque non si dà più nulla alla questua ; non si entra più in seminario, in convento ; si abbandona, si perde la fede ; non si evangelizza più. E’ la catastrofe.

E voi che cosa vi mettete a fare ? Vi rifiutate di occuparvi di tutti questi problemi noiosi e andate in giro nei luoghi in cui vi sono tuttora chiese locali e Stati in grado di pagare i vostri viaggi e folle che vi ascoltino e applaudino. Quando vi si viene a parlare di difficoltà, voi eludete con queste parole così ben trovate che ripetete spesso : “ Non è né il luogo né il momento di parlarne ”. E non verrà mai il luogo né il momento.

« Mi rendo ben conto che la Chiesa di Francia, il cattolicesimo francese, si sono trovati durante questi ultimi anni, dopo il Concilio (ah ! che confessione…) in una situazione speciale (che eufemismo !). Non ho qui la pretesa di illustrarla né di giudicarla. Ognuno sa bene (no : qui la formula è proprio menzognera) che può trattarsi di ciò che definisco una “ crisi di crescenza ”. Spero che sia una chiave per interpretare questa situazione particolare che si vede in Francia dopo il Concilio ». 38

Commentavo : « Il Papa ha parlato di “ crisi di crescenza” : alcuni hanno considerato la crisi e altri la crescita ». 39 E tutti vi hanno trovato formidabile. Ma la crisi è certa, la degenerescenza continua, provocata dalla sanguinosa rivoluzione del 1944, accelerata dal Concilio e poi ancora precipitata… per la doppia delusione del singolare trapasso del vostro predecessore e della frivolezza del vostro pontificato.

La gente più lucida vede bene che da voi non c’è da aspettarsi più nulla. Ne deducono, a torto, che non c’è più nulla da aspettarsi dalla Chiesa. E’ stata loro troppo promessa una nuova Pentecoste, una meravigliosa crescita, prima dal Concilio, poi da voi stesso, e tutto continua a crollare. Peggio ancora : avete comandato alcune correzioni spettacolari : la talare, o almeno l’abito ecclesiastico, religioso, decoroso, la dignità della liturgia, il ritorno alla confessione frequente… Orbene, nulla è mutato, e voi non siete apparso minimamente scosso da questo scacco, da quest’insolente disprezzo della vostra autorità. Abbiamo visto preti e vescovi farvi visita a Roma vestiti in tutti i modi, senza che apparentemente ne sia risultato nulla di spiacevole. I vostri richiami alle regole liturgiche non sono nemmeno stati pubblicati dalle Documentazioni Cattoliche ufficiali o ufficiose, e non se n’è tenuto alcun conto. Il resto va allo stesso modo…

Ma proseguiamo i nostri giusti reclami, i nostri rimproveri, poiché ne va della salvezza di innumerevoli anime, e queste cose dipendono dai vostri compiti obbligatori, evidenti, immediati e specifici. Si è fatto notare i tentativi di ritorno all’ordine venuti da Roma con gli abituali segni che dimostrano una sicura volontà pontificia, alla quale tutti sono tenuti ad obbedire. Poi, si è vista la generale e aperta violazione di queste direttive o esortazioni romane. Dopodiché si è constatato l’allineamento di Roma al disordine, accompagnato da lodi, atti di stima e complimenti all’indirizzo della fronda, ricompensata della sua disobbedienza !

IL VOSTRO ABBANDONO DEL CATECHISMO

Ho seguito, con quale attentione ! tutta la questione dei catechismi, il campo più discusso, assieme a quello della liturgia del Santo Sacrificio della Messa, tra cattolici e modernisti. Evidentemente, una tappa dopo l’altra, i modernisti nostri padroni hanno costantemente trionfato e imposto i loro strumenti di de-intellettualizzazione e decristianizzazione della gioventù, fino a giungere a quel caso limite di ignobiltà e di falsità che si chiama “ Pietre viventi ”.

Roma ha costantemente tradito la fiducia che i fedeli le concedevano. Alla fine, quando si è giunti a “ Pietri viventi ”, si è creduto che il Papa, almeno, si sarebbe opposto. Molta gente, alla vista de quell’orrore, era sicura che voi, Giovanni Paolo II, loro beneamatoPapa, sareste intervenuto… E poi, un giorno, avete parlato. Tutto ciò che avete detto vi veniva letteralmente dettato dai nostri vescovi. Il discorso che avevate loro rivolto era peggiore di tutto ciò che si sarebbe potuto immaginare :

« So che alcune pubblicazioni catechetiche o certe nuove condizioni di catechesi hanno sollevato qua e là, da parte di certi cristiani, alcune inquietudini e critiche. Non è questo il luogo di giudicare sulla giustezza di alcune reazioni considerate in se stesse, o dell’ingiustizia di certe critiche diventate talvolta campagne di opinione. »

Dovrei costellare ogni vostra frase con punti esclamativi…

« Mi rendo conto che queste cosa vi fanno soffrire (il fatto è che vi rivolgevate a un gruppo dei nostri vescovi prevaricatori ; poverini ! li si perseguitava !). Tuttavia non dovete amareggiarvene troppo. Accoglietele con serenità (che situazione rovesciata ! al contrario di ciò che annuncia il Magnificat !) affinché contribuiscano ad aumentare la vostra vigilanza sulla qualità dei catechismi, a confermare il vostro zelo pastorale e a rinnovare la vostra comunione con la Sede apostolica. »

L’immensa folla di sacerdoti e di fedeli che ancora vi concedono fiducia hanno creduto di vedere in questi tre consigli l’equivalente di una severa ammonizione e l’annuncio della proibizione, a Roma, di queste “ Pietre ”… morte. Gli sventurati non hanno voluto leggere il seguito, in cui abbandonate il bestiame francese ai macellai episcopali :

« Su questi ultimi punti, conosco il vostro comune lavoro con la Congregazione per il Clero e v’incoraggio su questa strada (quando si sa ciò che io so che voi conoscete, questa frase è davvero piena di umorismo !) ; MA nelle diocesi delle quali siete incaricati, nessuno, né alcun gruppo privato, potrà mettere in dubbio o rimettere in questione la vostra responsabilità primaria in questo campo, né l’autorità che le è inerente.

« Esorto dunque tutti i figli della Francia a reagire (a reagire agli attacchi, evidentemente !) con serenità, fiducia e unità intorno ai loro vescovi. » 40

E’ allo stesso modo che il nostro presidente della Repubblica socialista, con la sua eloquenza alla De Gaulle, si felicita col ministero socialista da cui siamo afflitti, e chiama il partito socialista e in generale tutti i francesi a far quadrato attorno al potere socialista, per due motivi perentori : primo, perché è il potere, e poi perché è socialista ! Dopo tale discorso, la gente avrebbe voglia di andare a buttarsi al fiume.

E’ una tentazione : bisogna restare francesi in Francia, cattolici nella Chiesa, aspettando che Dio rovesci i potenti dai loro troni e disperda i superbi, che risollevi gli umili e nutra i loro figlioli, affamati di verità, assetati di vita cristiana. “ Deposuit potentes de sede, dispersit suprebos ” : Mi sembra che non sia per nulla un inno rivoluzionario ; è un inno della Contro-Riforma cattolica e della Contro-Rivoluzione francese o polacca.

INFINE, L’ABBANDONO DELLA MESSA

Il 24 febbraio 1980 avete pubblicato una lettera, la Dominicae Coenae, lettera ai vescovi di tutto il mondo sull’Eucaristia. 41 Ne parlai allora lungamente, nei suoi due aspetti : “ Per un ritorno all’ordine ? ” – “ Ma se il disordine continua ? ”. 42 Evidentemente non ho nulla da aggiungervi né da togliervi. Voi vi rievocate la sana dottrina, segnalate ogni genere di abusi, esprimete molti auspici che tutto rientri nell’ordine e che, ad ogni modo !, cessino le divisioni al riguardo, su questo sacramento che è quello dell’unità. Sì, soprattutto, che la si finisca di disputare ! Pertanto, che tutti seguano il Concilio e la sua interpretazione “ autentica ” stabilita dal Papa e dai vescovi…

Così questa lettera, che era stata scritta, e tanto attesa ! per la restaurazione del culto eucaristico, ripropone le tesi conciliari e montiniane sul “ rinnovamento ” liturgico, pietra angolare e causa efficiente del rinnovamento della Chiesa secondo il Vaticano II. La lettera canta le lodi del Concilio che ha parlato alla Chiesa e le ha dato orientamenti validi per il presente e per l’avvenire, alla luce (doppia) dei segni dei tempi ( !) e del Vangelo. Ma allorché viene il momento di esaminare le denuncie, i dubbi, le critiche riguardo a quello che è stato fatto, di decidere le controversie, voi evadete dall’obbligo del vostro incarico apostolico, e schivate :

« Il Concilio Vaticano II ha mutato qualche punto, per cui la liturgia della Messa attuale differisce relativamente (sic) dalla forma che aveva la Messa vigente prima del Concilio. Ma ora non vogliamo parlare di queste differenze ; preferiamo stabilire ciò che è immutabile, ciò che tocca l’essenza dell’Eucaristia. » 43

Ed ecco lestamente evocato e sfuggito il più grave dei colpi portati nel post-concilio contro il Corpo e l’Anima della Chiesa. Il suo esame, la sua soluzione, rinviate alle calende greche ! Su questa “ leggera differenza ” tra la Messa cattolica, il Santo Sacrificio della Messa, e la cena riformata e postconciliare, il pasto festivo, a partire da quel 3 aprile 1969, la questione resta pendente. Ma no, è evidente, tutto va bene ! C’è ancora, qui e là, qualche aspra protesta, per alcuni disordini, certo, per alcuni « abusi che evidentemente siamo i primi a condannare e a correggere » ( ! ! !) 44 Ma, sostanzialmente, la riforma liturgica è il grande successo del Concilio.

Ebbene, no ! Ho sotto gli occhi una “ Lettera cercolare su alcuni fra i più urgenti aspetti della formazione spirituale nei Seminari ” 45 emanata dalla Sacra Congregazione per l’Educazione cattolica, allora ancora presieduta dal rovinoso cardinale Garrone, dico rovinoso, poiché tutto ciò che gli è stato affidato l’ha subito mandato in rovina.

In questo testo, l’analisi delle rovine causate dalle “ bufere post-conciliari ” è impressionante, benché molto aldi qua del vero. E chi non vede in questo rattristante elenco gli effetti diretti della perdita, nel clero e nel futuro clero, della sacrosanta devozione eucaristica ? Riassumo l’analisi del cardinale :

  • I pericoli delle più gravi confusioni da parte di coloro che cercano, nel campo delle mistiche asiatiche e simili, dei metodi rapidi che promettono troppo, e troppo presto, sviano dal fine (che è l’unione a Dio ?), creano falsi bisogni con l’illusione di risultati automatici e ingannevoli : un certo calore umano scambiato per bene spirituale, una violenza esercitata sul corpo tale da vuotare senz’altro l’anima, una musica soggiogante.
  • Le deviazioni che si producono oggi sulla realtà del sacrificio e nondimeno sulla presenza reale, sull’aspetto fondamentale che è quello del Sacrificio di Cristo fuori dal quale il pasto eucaristico (sic) perde il suo significato.
  • La fede che si squilibra (sic) nella e per causa della “ creatività ” liturgica.
  • L’evidenza di questo scandalo : agli occhi dei fedeli, e nella coscienza stessa del sacerdote, il senso dei “ sacramenti della fede ” si degrada sempre più quando un prete, abitualmente trascurato nella sua tenuta o pienamente secolarizzato, ne diviene ministro : Penitenza, Sacramento dei malati, soprattutto Eucaristia…
  • L’abuso delle “ assoluzione collettive ”, delle “ celebrazioni penitenziali ”, a cui bisogna attribuire, in forza della scomparsa della penitenza privata, almeno parte di responsabilità nel calo impressionante delle vocazioni religiose.
  • Il fatto che molto spesso l’obbedienza è parola interdetta : il che deve cessare (ah !).
  • La scomparsa della devozione alla Santa Vergine, nascosta molto spesso da un’affermazione franca del mistero stesso di Cristo e dell’Incarnazione…

Tale è quel generoso e apostolico “ progressismo ” postconciliare al quale riservate tutta la vostra bontà, i favori, le prebende e gli onori, mentre perseguitate l’“ integrismo ” che, certamente per cattivo spirito, coltiva tutte le virtù e le devozioni contrarie a questi vizi e disordini.

Bene ! Ma dopo una tale constatazione, ogni Papa sano di spirito e normale si sentirebbe in obbligo imperioso e spinto dall’urgenza del dovere – caritas urget nos ! 46 – a combattere questi spaventosi disordini, a porre rimedio, a sanzionare i maggiori responsabili con tutta la potenza della sua autorità. Niente affatto ! Voi non fate nulla, ed ora comprendiamo il perché : voi siete altrove, dalla parte del nuovo umanesimo, che domani sarà la nuova religione di una più vasta e nuova Chiesa. E tutto questo, in fin dei conti, conduce a questo fine ! Sono i sentieri, un poco estrosi e tortuosi, che portano dal teocentrismo di ieri alPantropocentrismo laico di domani. Allora, non vi siete riscaldato tanto da intervenire.

E questa larva di cardinale-prefetto, che fa dunque ? Ecco : per pulire le stalle di Augia-Wojtyla, farà “ un suggerimento ”, o piuttosto l’espressione di un desiderio de suggerimento :

« A dire il vero – scrive circolarmente a tutti i responsabili di questa situazione – ci auguriamo che questo suggerimento venga preso in considerazione e che venga gradualmente inscritto in maniera solida e duratura nelle istituzioni. »

E quale suggerimento ? Uno vuota coma un guscio vuoto di noce : « Un periodo di preparazione al seminario, dedicato esclusivamente alla formazione spirituale ». Ma chi ne sarà responsabile ? E di che formazione, di che spiritualità si tratta ? Non ci si pensa, non si osa pensarci ! E se quest’anno supplementare viene occupato facendo zen o yoga, che furbone !

Ma il cardinal Garrone parte battuto in anticipo : « E’ evidente che non sempre ciò sarà possibile, ma molte possibilità si aprono sempre alla generosa fantasia di quelli che avranno voluto comprendere e applicare i rapporti precedenti e confidare nella Grazia di Cristo perché li aiuti. »

« Se questo suggerimento fosse accettato, le indicazioni e le raccomandazioni espresse in questa Circolare avrebbero, c’è motivo di sperarlo, le migliori possibilità di produrre i loro frutti ». In questa conclusione, al condizionale dell’irreale più problematico e insperato, si misura il cedimento interno dell’Autorità romana. E nessun altro se non voi ne è personalmente responsabile, poiché il Papa, l’Autorità suprema, siete voi, è la vostra persona. Perché non esistete più ?

Evidente, incredibile, è la verità : la Chiesa è diventata come la Repubblica dipinta da Marcel Sembat, la « donna senza testa ». E se la vostra inesistenza pontificia è dovuta alle vostre altrefunzioni di esperto internazionale in umanesimo secolare, allora partite !, andate a Manhattan o a Mosca, ma che un altro prenda il vostro posto e regga da buon pastore il gregge affidato da Cristo a Pietro perché fosse edotto, santificato e guidato senza altra cura che quella di fare la volontà del suo Signore e Padrone.

L’AUTODESTITUZIONE DI UNA CHIESA SNATURATA

Eccoci all’ultimo atto, il più sorprendente, della vostra lotta contro la Chiesa : Il suo snaturamento, la sua autodestituzione, spersonalizzazione, in cui ella finisce col diventare una realtà senza nome né identità, senza forma né finalità propria, in mano dell’Uomo e in suo totale potere (voi lo conoscete), al servizio dell’Umanità.

L’annientamento della religione, svalutando le realtà cultuali a vantaggio del mitico, del simbolico e del ludico, è già molto avanzata. Questra trasformazione della religione si compie mediante la mutazione della Chiesa a partire dal Concilio, in nome dello Spirito Santo, che rende tale evoluzione una volontà di Cristo realizzata e controllata dalla Gerarchia. Sotto l’etichetta di “ integrismo ”, le forze di coesione religiosa sono state schiacciate, soppiantate ; sotto il nome di “ progressismo ”, le forze dissolutoci del modernismo sono state sostenute. Disinteressandovi delle polemiche ecclesiastiche e liturgiche, avete accelerato la degenerescenza della Chiesa sia come religione che come comunità cristiana visibile, gerarchica, organica, di salvezza soprannaturale. Ella è diventata, sotto il vostro pontificato, un magazzino, un dispensa,una massa di militanti in riserva per le vostre grandi manifestazioni… La sola cosa inquietante, ahimé, è che, privato della religione ed avendo perso la sua identità, il cavallo stremato non crepi sotto il cavaliere, che il ramo non si spezzi trascinando con sé che gli sta sopra per segarlo meglio.

Ma voi potete ora mostrarla al Mondo, all’Onu, all’Unesco, alla Trilaterale, attestando e dimostrando ch’ella non è più quella di una volta o di poco tempo fa, ch’ella non mette più al primo posto delle sue finalità, ma al cinquantaseiesimo, la salvezza eterna dei suoi membri, ch’ella non pretende più di essere il solo ed esclusivo mezzo di salvezza dell’umanità e di ogni uomo, ma uno dei mezzi, fra molti altri, senza voler essere il primo, ma lasciando la decisione al giuri internazionale futuro della grande competizione delle religioni per il servizio dell’umanità.

La Chiesa è amica e serva di ogni uomo, qualunque esso sia, della sua dignità, della sua libertà… « ed essa ormai ha segnato la rottura della Chiesa con la celebre formula “ Fuori della Chiesa non c’è salvezza ” (che d’altra parte non era poi così terribile, poiché nessuno conosce i confini della Chiesa). » 47 Ma in fin dei conti si trattava di un rimasuglio di fanatismo. Tutto ciò è dimenticato. Dunque la Chiesa di oggi, sotto la vostra guida, è totalmente umana : nei suoi fini e nei suoi mezzi ; e sa dirlo al mondo, a tutte le tribune delle grandi organizzazioni mondiali.

Ella deve dimostrarsi di un perfetto liberalismo, anche religioso, di un ecumenismo aperto a tutti i cristiani, ai credenti monoteisti, ai politeisti, agli atei la cui miscredenza è tuttavia una forma inversa di fede, deve dimostrarsi di un mondialismo, infine, pronto a tutti i sacrifici per l’avvento di una civiltà veramente umana. Il Concilio aveva gettato le basi di questa triplice impresa, Paolo VI aveva creato delle commissioni per questi dialoghi e cooperazioni. Voi avete proseguito e consolidato tutto questo con i vostri discorsi e le vostre audaci iniziative.

LA LIBERTA RELIGIOSA, LIBERTA UMANA

Evidentemente, partendo da una posizione strettamente cattolica senza abbandonarla per saltare su altre strade, ho sempre considerato eretica questa libertà sociale in materia di religione, oggetto di un’informe “ Dichiarazione ” conciliare, ottenuta per giunta con manivre così indegne ! 48 La mantengo, e persisto a dichiarare voi stesso eretico su questo solo e unico motivo che considero come maggiore e determinante. In effetti :

« Se qualcuno dirà che la libertà, e in primo luogo la libertà religiosa, consistente nel diritto sociale di praticare, proclamare e diffondere le proprie convinzioni in materia di religione o in campi annessi, morali, politici o sociali, è un diritto naturale e fondamentale dell’uomo vivente in società, che sia anatema. » 49

Non è che pretenda io stesso fulminare l’anatema sul Vaticano II, su Paolo VI e su voi ! Ripeto come un magnetofono l’insegnamento appreso dalla Tradizione apostolica, in particolare dalle Sante Scritture e dal costante e formale insegnamento del Magistero della Chiesa. Così dice Pio XII, che una volta ho citato maliziosamente senza nominarlo, come se si trattasse del Papa… regnante :

« Primo : ciò che non risponde alla verità e alla norma morale non ha oggettivamente alcun diritto né all’esistenza, né alla propaganda, né all’azione. Secondo : il non impedirlo per mezzo di leggi statali e disposizioni coercitive può nondimeno essere giustificato nell’interesse di un bene superiore e più vasto. » 50

Questo è il “ punto di vista ” cattolico, che chiamo verità, in quanto è vero di verità rivelata, misura suprema del vero umano e regola di ogni nostra condotta. E quando Pio XII, con tutta la Tradizione, evoca, per giustificare la tolleranza degli Stati, “ un bene superiore e più ampio ”, questo bene cui pensa non è evidentemente il bene puramente politico né il bene mondano, temporale, né quello culturale dell’umanesimo laico, bensì il bene delle anime e il vantaggio della loro salvezza, che è anche il sommo bene della Gloria di Dio.

Gli Stati che impiegassero con troppa larghezza questa tolleranza, mancando alla loro missione di evangelizzare e civilizzare i popoli, – si rileggano le lettere di Charles de Foucauld sulla colonizzazione francese nel nord’Africa ! – peccherebbero contro la morale.

Ma voi ! Questa tolleranza è per voi ancora troppo cristiana, troppo impressa di teocentrismo per i vostri progetti umanistici. Voi volete che la Chiesa cambi sull’essenziale, sulla definizione di bene comune, dalla quale ogni riferimento a Dio dev’essere escluso, e sulla definizione della Verità, la quale non sarà più l’Essere, la Legge di Dio, ma la libertà dell’uomo.

Questa folle apostasia, apostasia del Papa !,la si trova, meglio che in cento altri testi, in questo messaggio ai firmatari del Patto di Helsinki, alla Conferenza di Madrid, da voi rivolto e letto dal vostro rappresentante il data 11 novembre 1980. Ecco la vostra professione di umanesimo ateo : e parlate in nome della Chiesa !

« La Chiesa cattolica, a motivo del carattere universale della sua missione religiosa, (si vedrà che ciò non ha più nulla di religioso, a meno che non si tratti della religione dell’uomo), si sente profondamente obbligata ad aiutare gli uomini e le donne ( !) del nostro tempo nel far progredire le grandi cause della pace e della giustizia sociale, per rendere il mondo più accogliente e più umano.

« Sono questi i nobili ideali ai quali aspirano i popoli e che sono in maniera del tutto particolare l’oggetto della responsabilità dei governi dei diversi Paesi ; la loro realizzazione, a causa dei mutamenti delle situazioni storiche e sociali, ha bisogno, per essere sempre più adatta, del contributo continuo di nuove riflessioni e di nuove iniziative che avranno tanto più valore quanto deriveranno da un dialogo multilaterale e costruttivo. »

Questo è il campo, puro da ogni soprannaturale, in cui volete che la Chiesa agisca. Questo è per voi il mondo, il vero e reale mondo umano, rigorosamente vuoto di preoccupazioni soprannaturali. Proseguite le vostre deduzioni laiche :

« Se si riflette sui molteplici fattori che concorrono alla pace e alla giustizia, nel mondo, si è colpiti dall’importanza sempre maggiore avuta, sotto questo aspetto,… (qui interrompo. Il discorso pontificio va forse a reintrodurre, col suo immenso prestigio, con la sua talare bianca e il suo bel mantello rosso, in questo mondo chiuso, la religione, l’importanza sempre maggiore del bisogno di Dio, della ricerca della verità, del pensiero ansioso e fascinatore dell’aldilà ? Macché ! Siete ateo e tale resterete fino alla fine…)…dall’aspirazione, diffusa dovunque, a vedere assicurata l’uguale dignità di ogni uomo e di ogni donna nel modo di dividersi i beni materiali e nel godimento effettivo dei beni spirituali, e quindi dei diritti inalienabili corrispondenti. »

Viver bene umanamente sulla terra è la pace e la giustizia sociale. Tutto qui. Nel nostro secolo, questo è avvertito intensamente da tutti come esigenza di uguale godimento del possedere e dell’essere, e dell’essere meglio, mediante la libera partecipazione al nutrimento del corpo e dello spirito, terrestre e celeste, o infernale, non importa : anche infernale. E’ questo che la Cniesa deve aiutare, servire ? Sì :

« All’argomento dei diritti dell’uomo e, in particolare, a quello della libertà religiosa, la Chiesa cattolica, in questi ultimi decenni, ha consacrato una riflessione approfondita, stimolata dall’esperienza quotidiana della vita della Chiesa stessa e dei fedeli di ogni religione e di ogni ambiente sociale. » Pertanto essa desidera « presentare alcune particolari considerazioni in vista di favorire un serio esame dell’attuale situazione di questa libertà, affinch’essa possa venire efficacemente assicurata dovunque. »

« Se la Chiesa lo fa, è perché è cosciente di rispondere al comune impegno, contenuto nell’Atto di Helsinki, di “ promuovere e incoraggiare l’effettivo esercizio di quelle libertà e di quei diritti civili, politici, economici, sociali, culturali, etc., che derivano tutti dalla dignità inerente alla persona umana, essenziali al suo svolgimento libero e integrale ” ; essa intende quindi ispirarsi al criterio che riconosce “ l’importanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali, il rispetto dei quali è un fattore essenziale di pace, di giustizia e di benessere necessari per assicurare lo svolgimento delle relazioni amichevoli e delle cooperazione tra loro, come pure tra tutti gli Stati ”. »

Ecco il tutto dell’uomo in cui venite a porre le religioni, conciliando « la concezione religiosa e quella agnostica o anche atea del mondo, in un confronto che potrà mantenersi nelle misure umane, rispettose e leali, senza attentare ai diritti essenziali della coscienza di ogni uomo e di ogni donna che vive sulla terra. » 51

Dignus est intrare ! Digna est intrare ! « La Chiesa crede di poter largamente contribuire ad umanizzare sempre più la famiglia degli uomini e la loro storia » 52, dite alla Commissione Justitia et Pax qualche giorno dopo. Sì, siete degno di entrare nella associazione degli umanisti luciferini che hanno svuotato, espulso da tutto il mondo, Dio ! La Chiesa è degna di venir accettata come membro della grande Prostituta dell’Apocalisse, questa comunità di religioni ormai tutte dedite all’adorazione dell’Uomo nel disprezzo di Dio !

La maggior parte delle persone che vi seguono credono che tutti questi discorsi, riunioni, viaggi, mirino a far accettare la Chiesa e la libertà della sua VERITÀ a dei poteri umani oppressori. Macché ! è il contrario. E’ la Chiesa, che, per il gusto di andare a letto col mondo, non vuole avere più altra verità che la LIBERTA dell’uomo.

« Qui – dicevo a proposito della vostra Enciclica Redemptor hominis – tutto è riconciliato. La verità che ha diritto ad esprimersi e ad agire è quella consistente nel persuadere l’uomo ch’egli è degno, cosciente, responsabile e quindi libero di pensare, parlare, agire come vuole. La libertà della verità consiste nel proclamare la verità della libertà. L’astuzia terminologica, a ben pensare, rinserra tutta la verità nella sfera chiusa della libertà dell’Io umano, ed ecco che il culto di Dio è sottomesso al culto che l’uomo rende a se stesso.  » 53

« Così – dicevo dopo il vostro viaggio in Francia – ognuno deve restar fedele alla propria cultura, di cui la fede e la religione sono l’elemento più notevole. Senza dubbio il nostro cristianesimo è la religione migliore di tutte ; per noi, è ancne la sola vera. Per noi ? E non anche per gli altri, per tutti ? Senza definire astrattamente ( !), la questione, Giovanni Paolo II riconosce il fatto che gli altri hanno altre fedi. Allora, secondo lui, carità fa rima con libertà piuttosto che con verità, e quello che il nostro Papa, figlio spirituale di Paolo VI e del Concilio, qui realizza, è tuia rivoluzione copernicana.  » 54

L’ECUMENISMO NON HA PIÙ FRONTIERE

Pertanto, in quest’umanesimo ateo a folklore religioso, tutte le religioni sono sorelle, tutte le Chiese o anti-Chiese hanno un legame reale, umano, essenziale, rispetto al quale le loro elaborazioni ideologiche, cosiddette dogmatiche, sono evidentemente secondarie. Tutti debbono appartenere a questa ONU o UNESCO spirituale che gestirà ben presto i fantasmi religiosi e sentimentali degli uomini per il loro maggior benessere, per la loro concordia e per il loro rigoglio spirituale comune. Voi avete filosoficamente accettato questo, non accettando altro Dio se non quello “ noumenico ”, e accusando di relativismo soggettivo ogni religione che sia l’ordinamento delle rappresentazioni “ fenomeniche ”. Se non esistono più rivelazione e religione storiche, oggettive, allora esse sono tutte destinate a fondersi. E’ sul piano dei principi fondamentali che si stabilisce il vostro ecumenismo come un’ineluttabile necessità dei tempi moderni. Il vostro umanesimo laico vi lega in tutti i vostri passi e non vi permette la minima eccezione. Ogni uomo è mio fratello…

« Non posso dimenticare gli incontri col Gran Rabbino e i suoi collaboratori a Istanbul ; con la Comunità Ebraica a Battery Park, a New York ; con i Capi Musulmani a Nairobi, ad Accra, a Ouaga- dougou ; con i Capi Indù ancora a Nairobi ; con i rappresentanti della Comunità Musulmana, e di quella Ebraica a Parigi. (…) Ricordo le udienze a vari gruppi di Buddisti e di Shintoisti in Vaticano.

« Ovunque, senza riguardo alla tradizione o all’appartenenza religiosa, il Papa porta con sé la profonda coscienza cne Dio “ vuole che tutti siano salvati e giungano alla conoscenza della verità” (I Tim. 2,4) ; la coscienza dell’opera redentrice di Cristo, che si è attuata nel suo sangue versato per tutti gli uomini, senza distinzione in credenti o non-credenti.

« Il Papa porta dappertutto con sé anche la coscienza della fraternità universale di tutti gli uomini, nel cui nome essi debbono sentirsi uniti intorno ai grandi e difficili problemi dell’intera famiglia umana : pace, libertà, giustizia, fame, cultura e altri problemi, che, con l’aiuto di Dio, ho ampiamente trattato nella sede dell’ONU, a New York, per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 2 ottobre dello scorso anno. Il Vangelo è la fondamentale magna charta di tale coscienza. » 55

Si tratta di uno scampolo del vostri incontri ecumenici, tratto dal vostro discorso al Sacro Collegio del 28 giugno 1980.

« Dovunque – dite – Il Papa ha in se profonda coscienza che… » Come fanno la Curia e i cardinali ad ascoltare discorsi di un modernismo cosi costante e insolente ? Così, la vostra “ coscienza ” vi dà per certi l’unione, l’accordo, la finalità comune, reale, terrena, naturale, di tutta la famiglia umana. E’ la vostra antroposofia di fondo, ed è essa che determina il vostro comportamento ecumenico davvero senza freni. Da questo, sì, da questo antroposofismo, ricostruendo ad ogni costo una teologia, la vostra “ coscienza ” v’ispira questa strana dottrina secondo cui la salvezza di tutti gli uomini è già compiuta, di fatto come di diritto, dall’Incarnazione redentrice di Gesù Figlio di Dio. Tutti salvati, voi dite, credenti e miscredenti.

Così facendo rivoltate come un guanto il problema ecumenico, altrimenti insolubile. Dunque questa gente sarà dunque salva, o invia di salvezza, nelle loro variopinte religioni… Ciò significa che ognuno si salva in virtù della propria religione. La vostra coscienza ve lo dice, non è così ? Su questo argomento il padre Congar O.P., teologo di mestiere, non procedeva se non in forza di esitazioni e astuzie, in questo scambio epistolare che ebbi con lui al riguardo… : « Se uno parla dal punto di vista degli uomini, degli seguaci di queste Comunioni : Coloro che vi aderiscono di buona fede si uniscono a Dio e possono salvarsi, non solo nell’ambito di queste comunioni, ma impiegando i mezzi di grazia che vi si trovano. In questo senso, si dirà che sono comunità di salvezza.  » 56 Vedete, quale prudenza ! Ad essa già allora Journet contraddiceva formalmente : « Accanto a del cattivo materiale, c’è qualcosa di buono… ma anche questo buon materiale è messo in atto da una forma spirituale che dev’essere interamente respinta.  » 57

Se Journet ha ragione, non c’è che una sola Chiesa, “ al di fuori della quale non v’è salvezza ”, ossia non c’è nessuna comunità, chiesa, setta o religione in virtù della quale ci si possa salvare. Il che condanna ogni ecumenismo di vertice tra “ Chiese ”, tra religioni… benché vi sia certamente una moltitudine di uomini, nati in seno a queste sette o religioni, che vengono toccati dalla grazia di Cristo e della Chiesa e salvati per vie diverse dalle loro comunità dissidenti o dalle loro false religioni. 58

Ma voi non avete di queste esitazioni. Tutti trovano i loro “ mezzi di salvezza “ necessari e sufficienti nelle loro sette, chiese o religioni… o nel loro ateismo ! E voi, in occasione del 450° anniversario della Confessione di Augusta, salutate i luterani come fratelli, e andate a Canterbury per commemorare il vostro comune battesimo con l’“ archivescovo ” Runcie – ma è o non è arcivescovo ? Ecco un problema al quale non risponderete per tutto l’oro del mondo, mantenendo l’inganno all’uno e all’altro pubblico perii maggior tempo possibile, – “ Communicatio in sacris ” contro la quale mi sono levato con veemenza, trattandovi, Beatissimo Padre, da “ Peccatore pubblico ” ; né me ne pento. 59

Ed ora voi pretendete che al catechismo si insegni ai fanciulli non soltanto la nostra vera fede e la nostra santa religione cattolica, ma anche le altre religioni ! Bisogna proprio che quello Spirito perverso che vi possiede abbia parlato energicamente perché abbiate scritto questo paragrafo 32 della vostra Esortazione Apostolica “ Catechesi tradendae ” :

« In tale contesto (ecumenico), è cosa di estrema importanza fare una presentazione corretta e leale delle altre Chiese e Comunità ecclesiali, delle quali lo Spirito di Cristo non rifiuta di servirsi come di mezzi di salvezza. » Ecco una grande menzogna e una perfida eresia, rivelatavi senza dubbio dalla vostra “ coscienza ” ! Pensate di cavarvela, ma malamente davvero, sperando in cambio che eretici e scismatici potranno « apprezzare la Chiesa Cattolica e la sua convinzione (sic) di essere lo “ strumento generale della salvezza ” ». 60

Niente affatto ! Dopo aver approfittato di questa autodestituzione della Chiesa, del suo snaturamento attuato dal suo capo supremo – quale rivincita per l’orgoglio umiliato dei dissidenti, un tempo colpiti dalla Chiesa e mordenti il freno di fronte alla sua indefettibilità ! – essi giungeranno in un secondo momento a non sopportare loro stessi di venire abbassati, da voi e con la vostra propria Chiesa, a questo grado di prostituzione in cui volete tutti e tutte confonderli. E ciò è cosi vero, e conduce ad una tale onta per la Chiesa, a un livellamento di tutte le sette cosi grottesco, – ognuna con i suoi fronzoli religiosi, decaduti a cianfrusaglia… c’è soprattutto di che scoppiare a ridere nelle assemblee ecumeniche… o allorché voi e il Dalai Lama vi date vicendevolmente del “ Vostra Santità ” ! – che voi dovete reclamare di avere un comando esplicito dello Spirito Santo per perserverare in questa via :

« Possiamo – nonostante tutte le manchevolezze accumulate nel corso dei secoli trascorsi (dai nostri predecessori che non avevano i grandi lumi e le grande virtù che abbiamo !) – avere fiducia nella grazia di Nostro Signore, tale come si è rivelata (sic) dalla parola dello Spirito Santo che abbiamo sentito (sic) durante il Concilio ? » 61 Commentavo : « Affermazioni stupefacenti per chiudere la bocca ai dissidenti ! Che sia scomunicato se una sola parola divina si è fatta intendere al Concilio… per raccomandare l’ecumenismo ! Lo ripeto : che sia dannato, se è vero ! » 62 Ma siccome questo non sarebbe stato conosciuto da nessuno, col cuore tranquillo preferisco scrivervi : Che io finisca sotto un’auto, e l’ecumenismo venga liberato da un avversario tanto sincero quanto accanito !

MONDIALISMO DELL’AMORE ANTROPOSOFICO
O RITORNO ALL’ALLEANZA EBRAICA MONDIALE ?

Se lo si spinge ancora un po’ più oltre, il vostro ecumenismo riunirà veramente tutti gli uomini – essendo l’estensione spinta ai limiti dell’universo – per esprimere loro un sentimento di stima, di amore, di appoggio, ahimé, di una superficialità che raggiunge l’insignificanza assoluta. Voi infatti sapete che la “ comprensione ” di un termine è inversamente proporzionale alla sua “ estensione ”. Chi troppo vuole, nulla stringe, dice la saggezza popolare.

« Da tante parti – cattolici, protestanti, ebrei – l’America apre il suo cuore verso di me. Dal canto mio io vengo a te, America, con sentimenti di amicizia, riverenza e stima ». 63 Poi, durante la Messa al Boston Common : « Saluto tutti gli americani, senza distinzione ; desidero incontrarvi e dire a voi tutti – uomini e donne di ogni fede religiosa e di ogni origine etnica, ragazzi e giovani, padri e madri, malati e anziani – che Dio vi ama, che, in quanto esseri umani, vi ha conferita ima dignità incomparabile ». 64

Avevano evidentemente ragione quegli “ anti-ecumenisti ”, come li chiama La Croix, che constatavano, conformemente alle vostre stesse parole nella Redemptor hominis, che l’ecumenismo « nuoce alla causa del Vangelo, conduce ad un’ulteriore rottura della Chiesa, provoca confusione di idee nelle questioni della fede e della morale, approda ad uno specifico indifferentismo ». 65 Che mai può significare una dichiarazione di dignità “ incomparabile ” conferita a tutti e a ognuno dei duecento milioni di cittadini americani ? I loro demagoghi gliene dicono altrettante… e anche di più ! Questi discorsi, al di fuori della fede cattolica, sono vani. E cosa sono queste amicizie e questo servigio rivolti all’“ umanità ” che è in loro, e non al loro cuore, alla loro anima ?

Ma ogni discorso demagogico cela un’intenzione nascosta. Chiunque dichiara di ammirare, amare, servire tutti gli uomini, si riferisce mentalmente a una certa categoria che gli è lontanissima, contraria, ostile, con la quale vuole conciliarsi. Cosa c’è al mondo di più potente, contrario, ostile alla Santa Chiesa Cattolica del Cristo Figlio di Dio fatto uomo ? Porre il problema comporta già risolverlo. In tutto il vostro mondialismo, la Chiesa cerca la Sinagoga. Cosi facendo, ella si abbassa, si appiattisce, si rinnega di fronte all’altra che, senza abdicare in nulla al suo orgoglio e alla sua ambizione di dominio mondiale, non risponde ai vostri approcci che per meglio prostituirla prima di metterla una seconda volta a morte.

Riguardo la ricerca privilegiata dell’alleanza ebraica, non ho che da citare voi stesso, in cento discorsi. A Magonza : « Dovendo i Cristiani sentirsi fratelli di tutti gli uomini e comportarsi di conseguenza, questo obbligo sacro vale ancor più quando si trovano di fronte ad appartenenti al popolo ebraico ! Nella “ Dichiarazione sul rapporto della Chiesa con l’Ebraismo ” dell’aprile di quest’anno, i Vescovi della Repubblica Federale Tedesca hanno posto all’inizio questa affermazione : “ Chi incontra Gesù Cristo, incontra il Giudaismo ”. Questa parola vorrei farla anche mia. (…) La profondità e la ricchezza nella nostra comune eredità ci si aprono in maniera particolare nel dialogo amichevole nella collaborazione fiduciosa. (…) Non si tratta soltanto della correzione di una falsa visuale religiosa del popolo ebraico, che nel corso della storia fu in parte concausa di misconoscimenti e persecuzioni, ma prima di tutto del dialogo fra le due religioni, che – con l’Islam – poterono donare al mondo la fede nel Dio unico e ineffabile, che ci parla, e lo vogliono servire a nome di tutto il mondo. » 66

Ecco dunque un mondialismo che vuole riconoscere nel giudaismo e nel cristianesimo un “ accordo religioso privilegiato ” (assieme all’Islam) al quale è devoluto dall’In-Alto il ruolo sacerdotale della lode del Dio unico. La verità è un’altra. A parte l’Islam, che gioca da cavaliere solitario, due grandi religioni meritano considerazione, e solo due, l’una ha conquistato il Cielo, l’altra vuole dominare la terra ; la prima vuole la conversione dell’altra, la seconda vuole l’annientamento della prima. Voi, Beatissimo Padre, siete capo supremo dell’una, la santa Chiesa, che offrite di consegnare all’altra, la Sinagoga, per condividere con essa il dominio del mondo. 67 E tutto il resto non è che letteratura.


(1) Mt. 3, 11 ; 4, 17 ; 6, 33 ; Mc. 16, 15.

(2) Cfr. G. de NANTES, Liber accusationis in Paulum Sextum, op. cit., p. 34.

(3) Gv 14,6.

(4) Cfr. TROCHU, Il santo Curato d’Ars, Marietti, p. 127.

(5) Redemptor hominis, cit., n. 14.

(6) Laborem exercens, cit., n. 1.

(7) Cfr. CRC n. 156, La Confession d’Augsbourg, pp. 5-14. Sulla vostra confidenza, cfr. CRC n. 154, p. 4.

(8) Primo discorso Urbi et orbi, 17.10.1978, in Insegnamenti, cit., I (1978), pp. 14.

(9) Omelia a chiusura dei lavori del Sinodo particolare dei Paesi Bassi, 31.1.1980, ibid. III (1980), I, pp. 240-241.

(10) Cfr. A. GLUCKSMANN, Les maîtres penseurs, Paris 1977 ; cf. CRC n. 124, Goulag ou Chrétienté, réponse aux nouveaux philosophes.

(11) Discorso ai vescovi di Francia, 1.6.80 in Insegnamenti, cit. III (1980) 1, p. 1595.

(12) De l’autorité du Concile, Lettre à mes amis n. 212, 15.9.1965. Je suis fils de l’Eglise : le faux procès, in CRC n. 24, settembre 1969. Le vrai procès, CRC n. 25, ottobre 1969.

(13) Udienza generale del 1.9.1979, in Insegnamenti, cit. II (1979) II, pp.97-98.

(14) Udienza generale dell’8.8.1979, Ibid., p. 120.

(15) Incontro con gli artisti e con i giornalisti a Monaco di Baviera, 19.11.1980. Ibid.. III (1980), II pp. 1354-1355

(16) Ps. 126, 1 ; Gv 15, 5.

(17) Agli universitari e intelletuali di Kinshasa, 4.5.1980, in Insegnamenti, cit.. Ili (1980), i, pp. 1126 e 1119.

(18) Ps. 35, 10.

(19) Omelia alla messa a Le Bourget, 1.6.1980, in Insegnamenti, cit., III (1980), I, pp. 1589-1592.

(20) Non abbiate paura !, cit., pp. 96-97.

(21) Cfr. Les saintes manoeuvres des libéraux, in CRC n. 150 ; Une renaissance avortée, in RC n. 151, febbraio-marzo 1980

(22) C’era già il caso in Polonia, in CRC n. 136, pp. 22-23.

(23) Cfr. CRC n. 155, luglio 1980, p. 2.

(24) Non abbiate paura !, cit., pp. 273-274

(25) Discorso ai vesvoci francesi, in Insegnamenti, cit., p. 1596.

(26) Si veda anche il vostro Discorso al Concistoro del 5.11.1979 ; cfr. il commento in CRC n. 147, novembre 1979.

(27) Cfr. Les grandes crises de l’Eglise. L’arianisme, in CRC n. 89, pp. 6-7.

(28) M. MALINSKI, op. cit., pp. 194-195.

(29) Ibid., pp. 212-213 della versione francese. L’episodio è stato epurato da quella italiana (N.d.T.).

(30) Cfr. Il Messaggero del 1.12.1978 ; cfr. CRC n. 136, p. 24.

(31) Non abbiate paura !, cit., pp. 284 e 319.

(32) Cfr. CRC suppl. al n. 165, 13 maggio 1981.

(33) Cfr. L’imposture suprème : l’attentat-bidon, in CRC n. 178, giugno 1982.

(34) Cfr. Paris Match del 22.10.1982.

(35) Cfr. CRC n.147-148, novembre-dicembre 1979.

(36) Cfr. Comment ça va ? Mal ! Une renaissance avortée, in CRC n. 151, marzo 1980.

(37) Cfr. CRC, tomo XII, gennaio-dicembre 1980 (appendice a CRC n. 151).

(38) Messaggio al popolo francese, 27.5.1980, in Insegnamenti, cit.. Ili (1980). I, p. 1487.

(39) Cfr. CRC n. 155, luglio 1980.

(40) Discorso ai vesvoci francesi, cit., in Insegnamenti, cit., p. 1596. Cfr. La Croix del 3-4 ottobre : “ L’attualità in breve. Catechesi : il Papa appoggia i vescovi francesi ”. Difatti è così.

(41) Enciclica Dominicae Coenae, 24.2.1980, Libreria Editrice Vaticana, Roma 1980.

(42) Cfr. CRC n. 152-153, aprile-maggio 1980.

(43) Dominicae Coenae, cit., n. 8.

(44) Discorso ai vescovi francesi, cit., in Insegnamenti, cit.

(45) Cfr. L’Osservatore Romano, 22.4.1980.

(46) 2 Cor. 5, 14.

(47) Non abbiate paura !, cit., p. 95.

(48) Cfr. CRC n. 57, Préparer Vatican III : la Iiberté chrétienne, giugno 1972.

(49) Cfr. CRC n. 169. Riguardo gli “ errori teologici gravi ” rimproverati all’abbé de Nantes da Mons. Lanzoni della Segreteria di Stato, cfr. CRC, settembre 1981, p. 4.

(50) Discorsi e radiomessaggi di S-S.Pio XII, vol. XV (1953-1954), Tipografia Poliglotta Vaticana, Roma 1954, pp. 488- 489. Si tratta dell’Allocuzione ai giuristi cattolici del 6.12.1953. Cfr. Un admirable discours du Pape, in CRC n. 142, giugno 1979, pp. 5-6.

(51) Documento della Santa Sede sulla libertà religiosa, in Insegnamenti, cit., III (1980), II, pp. 1158-1159.

(52) La Documentation Catholique, 21.12.1980, p. 1175.

(53) Cfr. CRC n. 140, aprile 1979, a proposito del n. 12 della Redemptor hominis.

(54) Cfr. CRC n. 157, settembre 1980, p. 12.

(55) Ai collaboratori nel governo centrale, 28.6.1980, in Insegnamenti, cit.. III (1980), I, pp. 1888-1889.

(56) Cfr. Congar en dialogue, in CRC n.74-75, novembre-dicembre 1973.

(57) Ibid., CRC 75, p. 11.

(58) C. JOURNET, L’union des Eglises, Grasset, Paris 1927, p. 277. Cfr. CRC n. 74, p. 12.

(59) Cfr. L’oecumenisme, in CRC n. 58, luglio 1972.

(60) Cfr. Jean-Paul II, pécheur public, in CRC n. 179, luglio 1982.

(61) Esortazione Apostolica Catechesi Tradendae, 16.10.1979, Libreria Editrice Vaticana, Roma 1979, n. 32.

(62) Redemptor hominis, cit., n. 6. Cfr. CRC n. 140, aprile 1979.

(63) Saluto all’aereoporto di Boston, 1.10.1979, in Giovanni Paolo II in Irlanda, all’ONU e negli Stati Uniti, Ed. Paoline, Roma 1979, p. 68.

(64) Omelia al Boston Common, 1.10.1979, lbid.,p. 71.

(65) Redemptor hominis, cit., n. 6

(66) Incontro con gli esponenti della comunità ebraica di Magonza, 17.11.1980, in Insegnamenti, cit.. III (1980), II, p. 1272. Voglio ricordarvi la vostra singolare Allocuzione ai dirigenti delle organizzazioni ebraiche mondiali avvenuta a Roma H 12.3.1979, cfr. Insegnamenti cit.. Il (1979), pp. 533-535.

(67) Mt. 4, 9.